<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993</id><updated>2012-01-24T22:06:28.423+01:00</updated><title type='text'>Observator</title><subtitle type='html'>Fede, Chiesa, Chiesa e Società, Politica, Politica internazionale, Guerra, Pace, Palestina.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>253</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-7363795373079007057</id><published>2011-11-22T23:47:00.002+01:00</published><updated>2011-11-22T23:51:12.251+01:00</updated><title type='text'>PELLEGRINAGGIO IN TERRASANTA E PETRA dal 6 al 13 Marzo  2012</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-IAbBauI4QxI/TswnVd_3KRI/AAAAAAAAC7o/LenDkW-vYR4/s1600/Palestina%2B2007%2B014.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-IAbBauI4QxI/TswnVd_3KRI/AAAAAAAAC7o/LenDkW-vYR4/s400/Palestina%2B2007%2B014.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677956479990573330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;PROGRAMMA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1° GIORNO – 6 Marzo – Martedì &lt;br /&gt;ALESSANDRIA / BERGAMO / TEL AVIV / AMMAN &lt;br /&gt;Partenza in pullman riservato per l’aeroporto di partenza. Volo speciale per Tel Aviv. Arrivo a Tel Aviv. Partenza per frontiera Sheikh Hussein arrivo ad Amman, sistemazione in hotel, cena e pernottamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2° GIORNO – 7 Marzo – Mercoledì &lt;br /&gt;AMMAN / PETRA / AMMAN &lt;br /&gt;Partenza per la visita di Petra. Pranzo e rientro ad Amman, cena e pernottamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3° GIORNO – 8 Marzo - Giovedì  &lt;br /&gt;AMMAN / MONTE NEBO / GERICO&lt;br /&gt;In mattina partenza per il Monte Nebo, con sosta a Madaba. Proseguimento per la frontiera al ponte di Allenby; arrivo a Gerico. Pranzo al Temptation. Visita al luogo del Battesimo di Gesù. Tour in Città. Visita al Mosaic Centre. Messa nella parrocchia cristiana del“Buon Pastore”. Cena e pernottamento a Gerico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4° GIORNO – 9 Marzo – Venerdì &lt;br /&gt;GERICO / RAMALLAH / NABLUS / BETLEMME &lt;br /&gt;Partenza per Ramallah con sosta a Taibeh. Visita al Centro di Ricamo. Pranzo a Ramallah. Trasferimento a Nablus, conosciuta anche come Sichem e visita al Pozzo di Giacobbe e/o della Samaritana. Si prosegue per Sebastia e visita. Trasferimento a Betlemme. Cena e pernottamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5° GIORNO – 10 marzo - Sabato&lt;br /&gt;BETLEMME / HEBRON / BETLEMME&lt;br /&gt;Visita di Betlemme. S. Messa alla Natività. Pranzo. Trasferimento a Hebron e visita alle Tombe dei Patriarchi. Rientro a Betlemme. Cena e pernottamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6° GIORNO – 11 marzo – Domenica &lt;br /&gt;BETLEMME / GERUSALEMME / BETLEMME&lt;br /&gt;Giornata dedicata alla visita di Gerusalemme. In mattinata Monte Sion, il Cenacolo e la chiesa della Dormizione con Messa, S. Pietro in Gallicantu. Pranzo. Nel pomeriggio visita alle Vetrate di Chagall nella Sinagoga dell’università ebraica e a Yad Vashem. Rientro a Betlemme. Cena e pernottamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7° GIORNO - 12 marzo – Lunedì &lt;br /&gt;BETLEMME / GERUSALEMME / BETLEMME&lt;br /&gt;Spianata delle Moschee, Chiesa di S. Anna, Flagellazione, Via Dolorosa, Santo Sepolcro. Messa al Santo Sepolcro. Pranzo. Monte degli Ulivi: Dominus flevit, Getsemani e Tomba della Vergine. Rientro a Betlemme. Cena e pernottamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8° GIORNO - 13 marzo – Martedì &lt;br /&gt;BETLEMME / TEL AVIV / BERGAMO / ALESSANDRIA&lt;br /&gt;Trasferimento all’aeroporto di Tel Aviv. Imbarco con volo speciale. Arrivo in Italia. Rientro ad Alessandria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QUOTA DI PARTECIPAZIONE&lt;br /&gt;In camera doppia  €     1.370,00&lt;br /&gt;Supplemento camera singola €         320,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISCRIZIONI: telefonare al più presto a don Walter&lt;br /&gt;(335 5818204 o per email: walter.fiocchi@tin.it ) per la pre-iscrizione.&lt;br /&gt;Per la conferma (entro la metà di dicembre) è richiesta una caparra di € 400&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE COMPRENDE: Passaggi aerei con voli speciali da Bergamo; Tasse di Frontiera, Israele/Giordania e Visto (€ 45,00); kg. 20 bagaglio in franchigia; assistenza aeroportuale in Italia e all’estero; sistemazione in alberghi di buona categoria in camere doppie con servizi; trattamento di pensione completa; escursioni, tours, entrate, come da programma; mance, facchinaggi ed extra in genere; Bus Gt con autista; Guida autorizzata diversa per Israele e Giordania parlante italiano per tutta la durata del tour; Assicurazione medico - bagaglio Mondial Assistance; omaggio ad ogni partecipante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE NON COMPRENDE: - Trasferimento in pullman per/da l’aeroporto di Bergamo - Assicurazione integrativa facoltativa annullamento MONDIAL ASSISTANCE: 3,50% del costo del pacchetto (contratto 2008); tutto quanto non espressamente menzionato nel programma.&lt;br /&gt;Il viaggiatore può annullare il contratto in qualsiasi momento corrispondendo all’organizzatore di viaggi un’indennità di importo pari: alla tassa d’iscrizione (€ 40) se l’annullamento viene portato a conoscenza dell’organizzatore di viaggio fino a 40 giorni lavorativi prima della partenza; al 25% del prezzo oltre alla tassa d’iscrizione se l’annullamento viene portato a conoscenza dell’organizzatore di viaggio nel periodo compreso fra i 39 ed 15 giorni lavorativi anteriori alla partenza; al 70% del prezzo oltre alla tassa d’iscrizione se l’annullamento viene portato a conoscenza dell’organizzatore di viaggio nel periodo compreso fra i 14 ed i 3 giorni lavorativi prima della partenza; al 100% del prezzo oltre alla tassa d’iscrizione se l’annullamento viene portato a conoscenza dell’organizzatore di viaggio nel periodo compreso fra i 2 giorni lavorativi prima della partenza e fino alla data della stessa.&lt;br /&gt;Documenti&lt;br /&gt;Per i cittadini italiani e' richiesto il passaporto regolarmente bollato ed in corso di validità di almeno 6 mesi dopo la data di inizio del viaggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Modifiche al programma potranno essere necessarie per condizioni ed esigenze che si presentino in Terrasanta e comunicate successivamente o in loco. I luoghi delle celebrazioni sono solo indicativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organizzazione tecnica: "Eteria" s.r.l. - Fidenza&lt;br /&gt;Condizioni generali come da catalogo Eteria 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-7363795373079007057?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/7363795373079007057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=7363795373079007057&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7363795373079007057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7363795373079007057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/11/pellegrinaggio-in-terrasanta-e-petra.html' title='PELLEGRINAGGIO IN TERRASANTA E PETRA dal 6 al 13 Marzo  2012'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-IAbBauI4QxI/TswnVd_3KRI/AAAAAAAAC7o/LenDkW-vYR4/s72-c/Palestina%2B2007%2B014.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-935805423466839118</id><published>2011-10-27T09:42:00.002+02:00</published><updated>2011-10-27T09:43:57.017+02:00</updated><title type='text'>Stato palestinese? IL DISCORSO DEL PRESIDENTE</title><content type='html'>di Walter Fiocchi - www.appuntialessandrini.wordpress.com&lt;br /&gt;●&lt;br /&gt;Un Presidente debole e indebolito che fa un coraggioso discorso all’Assemblea Generale dell’Onu; un Primo Ministro potente dal punto di vista economico e militare che fa un roboante e ipocrita discorso nella stessa sede; potremmo aggiungere il retorico e vergognoso discorso di Obama, con un unico orizzonte: quello dei calcoli elettoralistici. Avevamo sperato ben diversamente! L’unica positività mi pare stia nel discorso di Abu Mazen e nella sua richiesta al Consiglio di Sicurezza: il popolo palestinese chiede il riconoscimento di uno Stato sovrano e indipendente, a pieno titolo parte della comunità internazionale e delle sue istituzioni, e la totale applicazione della Risoluzione ONU del 4 giugno 1967.&lt;br /&gt;Ora sono tre le soluzioni sottoposte sulle quali l’Assemblea generale dovrà pronunciarsi.&lt;br /&gt;La prima è la possibilità di concedere alla Palestina uno status di “Osservatore permanente” come per la Santa Sede, che consentirebbe all’Autorità palestinese di partecipare alle decisioni – e ai fondi - delle agenzie Onu e di poter ricorrere alla Corte Internazionale dell’Aja per denunciare crimini e soprusi perpetrati da Israele. Per questa ipotesi si sono chiaramente schierati tra gli altri, la Francia e l’Italia.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-gnb6S9wh5_0/TqkLpYCqlHI/AAAAAAAAC7c/5gp_jvduUos/s1600/316385_2386946681609_1489057236_32754804_5370768_n.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 343px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-gnb6S9wh5_0/TqkLpYCqlHI/AAAAAAAAC7c/5gp_jvduUos/s400/316385_2386946681609_1489057236_32754804_5370768_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668074411478652018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La seconda consiste nella ferma e risoluta applicazione della Risoluzione Onu del 1967 che prevedeva la costituzione di due Stati sovrani definendone anche i confini territoriali, da allora ripetutamente violati dai coloni israeliani. Governi come Svezia, Portogallo, Belgio e Spagna non fanno mistero della loro predilezione di questa ipotesi.&lt;br /&gt;Infine, sostenuta dagli Usa e dallo stesso Ban KiMoon, resta la terza via che prevede il ritorno al tavolo dei negoziati per trovare un “compromesso” tra le richieste di Israele e quelle dei palestinesi. A questa ultima ipotesi ha aderito David Cameron, premier inglese dando così l’ennesima dimostrazione della scarsa credibilità politica della Unione Europea.&lt;br /&gt;Per la prima volta, e non era scontato, Abu Mazen ha avuto il coraggio di dire tutto in faccia al mondo. Non ha eluso, come ha sempre fatto, le questioni fondamentali: il diritto al ritorno dei rifugiati, la colonizzazione razzista, selvaggia e violenta della Cisgiordania, il destino di Gerusalemme est e l’occupazione militare dei territori palestinesi. Ha dichiarato che&lt;br /&gt;“l’occupazione è in corsa contro il tempo per ridisegnare i confini del nostro territorio e imporre un fatto compiuto sul terreno che mina il potenziale realistico per l’esistenza dello stato di Palestina”. Ha denunciato con forza la violenza dei coloni in Cisgiordania, le incursioni, le limitazioni, gli arresti e gli assassinii che l’esercito compie anche nelle aree formalmente sotto il controllo dell’Autorità palestinese, oltre che in quelle che Israele gestisce direttamente (nei Territori&lt;br /&gt;occupati). Non si torna al tavolo dei negoziati sino a quando il Governo di Tel Aviv non avrà messo fine all’occupazione “colonialista e militare” perpetrata dai coloni; non eliminerà il muro costruito sui confini dei due Stati; non rilascerà i prigionieri politici detenuti nelle sue carceri; non riconoscerà i pieni diritti dei rifugiati palestinesi dentro lo Stato israeliano;&lt;br /&gt;non accetterà la sovranità dello Stato palestinese con capitale Gerusalemme Est.&lt;br /&gt;L’unica strada percorribile penso sia quella di tener duro sulla linea del riconoscimento internazionale, perché ogni trattativa diretta con gli israeliani non ha prodotto né una sola strada in più, né un goccio d’acqua in più, non un prigioniero libero, nessuna libertà di movimento e nessuna sicurezza per i Palestinesi. Mahmud Abbas (Abu Mazen) si è intestardito nella ricerca di trattative dirette, ma è ormai chiaro anche a lui che gli israeliani hanno lavorato per indebolirlo sempre di più e convincendolo a fare per essi il “lavoro sporco”: spesso è la sicurezza palestinese che esegue gli arresti e le retate dei militanti (non armati!) in nome e per conto di Israele! Il tema dei rifugiati (ormai 5 milioni) è stato toccato, ma&lt;br /&gt;molti Palestinesi ritengono che l’eventuale riconoscimento sui confini del 1967 cancellerebbero il diritto al ritorno e arduo sarebbe trovare un compromesso accettabile.&lt;br /&gt;Mahmoud Abbas ha fatto un discorso brillante, ma ora deve costruire un accordo di riconciliazione tra le diverse fazioni politiche e creare un Consiglio Nazionale realmente rappresentativo di tutte le anime politiche. Deve promuovere senza ambiguità e riserve la resistenza nonviolenta popolare con la forza della convinzione e non con la forza della polizia.&lt;br /&gt;E Israele? Il discorso di Netanyahu ha solo confermato la sua pochezza.&lt;br /&gt;L’editorialista di Ha’aretz, Ari Shavit, noto per il suo incondizionato supporto al governo quando è attaccato da Paesi esteri, sembra spaventato dalla cecità di Netanyahu e del suo team: “Sotto la leadership di un premier testardo e di un ministro degli Esteri irresponsabile, la politica di sicurezza nazionale sta cadendo a pezzi.” Il governo israeliano si ostina in una doppia negazione: la negazione della “primavera araba”, che modifica e modificherà tutti i rapporti nella regione&lt;br /&gt;e i rapporti internazionali, e la negazione degli effetti regionali e internazionali dell’Operazione Piombo Fuso, il massacro orchestrato dall’ esercito israeliano a Gaza tra il 2008 e il 2009. Scrive il giornalista di Ha’aretz, Gideon Levy: “Israele sta ora mangiando i frutti amari di Piombo Fuso che è stata la più importante svolta nelle relazioni con il mondo e con la&lt;br /&gt;regione a causa di una politica brutale e violenta. Il risultato è che i soli due Paesi che l’hanno sempre accettata, Turchia ed Egitto, stanno ora bruciando le loro relazioni con Israele".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-935805423466839118?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/935805423466839118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=935805423466839118&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/935805423466839118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/935805423466839118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/10/stato-palestinese-il-discorso-del.html' title='Stato palestinese? IL DISCORSO DEL PRESIDENTE'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-gnb6S9wh5_0/TqkLpYCqlHI/AAAAAAAAC7c/5gp_jvduUos/s72-c/316385_2386946681609_1489057236_32754804_5370768_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-418305808602851909</id><published>2011-10-27T09:38:00.001+02:00</published><updated>2011-10-27T09:41:05.145+02:00</updated><title type='text'>La morte di Fernando Charrier. Il vescovo del lavoro e della pace</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Da http://www.adistaonline.it/index.php&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;«Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno», diceva il Vangelo di domenica scorsa. Non ho potuto fare a meno di ricordare proprio sotto questo aspetto il Vescovo Fernando Charrier che ha concluso il suo itinerario terreno la mattina del 7 ottobre. Mi pare davvero una delle “cifre” di lettura del ministero e del magistero di mons. Charrier, prima e durante l’episcopato. “Addio al vescovo del lavoro Charrier, il coraggio della sfida ai potenti” titolava un giornale. Forse non era per lui importante il coraggio della “sfida”, ma il coraggio della parresia, della franchezza, il coraggio della verità, il coraggio di parlare senza sottintesi né calcoli opportunistici, con il linguaggio della profezia e non con quello della diplomazia, senza tener conto dei moti­vi di opportunità, delle convenienze, degli interessi, degli equilibri, dei giochi politici e degli interessi “ecclesiastici”. L’unico interesse di Gesù è il bene dell’uomo. E quando l’unico interesse è il bene dell’uomo si può annunziare la via di Dio secondo la verità. E chi mette il bene dell’uomo al centro del suo interesse annunzia la via del Vangelo secondo verità; perché questo era il senso del “Vangelo sociale” come lo leggeva Mons. Charrier; “prima di tutto l’uomo”, il bene dell’uomo, perché se non si parte di qui, se pure pensassimo di mettere al centro “l’interesse di Dio”, rischieremmo di annunciare quelle che sono espressioni del proprio potere religioso o politico, della propria sete di prestigio, della ricerca del proprio interesse, personale o di gruppo.&lt;br /&gt;Per Charrier era indispensabile, come Vescovo, immedesimarsi nell’azione amorevole di Dio; lieto annunzio ai poveri, proclamazione di liberazione per i prigionieri, messa in libertà degli oppressi, promulgazione dell’anno di misericordia. Il servizio episcopale esigeva per lui un cuore dilatato dall’amore per tutti coloro ai quali era stato mandato, credenti, non credenti, mal credenti, cercatori comunque di Dio anche se e quando non se ne rendevano conto... Questo “primato dell’uomo” faceva sì che fosse in lui radicata la tolleranza, il rispetto di tutte le idee: proponeva la sua, ma ascoltava e onorava quelle degli altri, con deferenza, con amicizia, con una sensibilità che lo portava a non imporsi mai, a vivere le vicende degli altri con partecipata amicizia e talora con angosciata condivisione. Il rispetto dei valori creduti da altri, anche quando lo lasciavano pensoso e perplesso, ne facevano un uomo ed un pastore libero; e in questa prospettiva di libertà si radicava la sua scelta sincera di rispetto dei laici e delle loro libere opzioni in politica. Radicalmente convinto che in ordine ai problemi della politica i laici dovessero ascoltare dai pastori i principi, ma dovessero affrontare la presenza nelle istituzioni con la fatica, l’intelligenza, l’impegno della loro autonomia. Ricordo gli anni della crisi politica seguita a “mani pulite”, la crisi dei partiti, la crisi e la morte della stessa Democrazia Cristiana, il partito dei cattolici e non come qualcuno pensava e/o sogna ancora oggi “il partito cattolico”: questo sì di parte, settario, integralista e integrista, dato che “partito” e “cattolico” sono due termini inconciliabili, se è vero che “cattolico” significa “universale”, per tutti, a favore di tutti, “dalla parte dell’Uomo” ancora una volta. In quel versante ripeteva spesso: «Mi importa poco che finisca l’esperienza del “partito dei cattolici”, forse un periodo storico semplicemente si conclude. Quello che mi preoccupa e mi opprime è che vada piuttosto dispersa l’esperienza politica dei cattolici, il loro impegno nella Politica (“forma alta della Carità cristiana”, come si esprimeva Paolo VI), l’esperienza e il ricco patrimonio culturale e di vita del “cattolicesimo democratico”».&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-aNj24AN_F80/TqkK9TqZp6I/AAAAAAAAC7Q/KqBNeJhvaAA/s1600/MARCIA%2BDELLA%2BPACE%2B042.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 398px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-aNj24AN_F80/TqkK9TqZp6I/AAAAAAAAC7Q/KqBNeJhvaAA/s400/MARCIA%2BDELLA%2BPACE%2B042.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668073654388893602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I drammi del mondo lo angosciavano; l’orrore della guerra lo segnava quasi visibilmente in una tristezza intrisa di umana sofferenza; quando quasi tutti in occasione della “guerra del Golfo” prendevano le distanze dalla posizione profetica di Giovanni Paolo II, e i più nella Chiesa usavano il cauto linguaggio della diplomazia, volle che il settimanale diocesano aprisse a tutta pagina con un titolo e un editoriale che suonava: “Noi stiamo con il Papa!”, e non fu apprezzato... Le iniziative per la pace, le marce per la pace di capodanno, volevano essere una testimonianza ecumenica, un segno di attenzione alle sofferenze degli uomini, senza discriminazione alcuna né verso credenti di altre fedi, né verso i non credenti o, come diceva, coloro che ”non ritengono di condividere la mia fede”... Come quasi nessun apprezzamento riscosse il suo chiaro e franco intervento, condiviso con Mons. Valentinetti allora Presidente di Pax Christi: «Desideriamo riaffermare, come comunità cristiana, la necessità di opporsi alla produzione e alla commercializzazione di strumenti concepiti per la guerra. Ci riferiamo, in particolare, alla problematica sorta recentemente sul nostro territorio piemontese relativa all’avvio dell’assemblaggio finale di velivoli da combattimento da effettuarsi nel sito aeronautico di Cameri (Novara)... Abbiamo, la speranza che si arrivi ad un ripensamento». Insorse allora il mondo politico, quello imprenditoriale e sindacale, e anche, purtroppo, quello ecclesiale o, meglio, “ecclesiastico”, forse affrettando il suo “pensionamento”; mentre fu evidente una certa “afasia” all’altro estensore della presa di posizione, Mons. Valentinetti...&lt;br /&gt;“Vescovo sociale”, lo chiamò papa Woitiła durante un’udienza: definizione che per molti volle invece significare “Vescovo di parte”! Ma sì, era di parte! Come lo è il Vangelo, come lo era quello che lui chiamava “il mio Maestro”: nato tra gli ultimi, tra gli emarginati, straniero seppur in patria, nato “nel verso della storia”; vissuto camminando tra gli ultimi, frequentando “mele marce”, amico degli “scomunicati” del suo mondo religioso e politico; morto come l’ultimo degli ultimi, con il supplizio della “feccia dell’umanità”. Tutto per l’uomo, dalla parte dell’uomo, “prima di tutto l’Uomo” era un suo slogan, che voleva però tradurre in scelte, anche della sua Chiesa, senza farla diventare “crocerossina dell’umanità”, ma “Chiesa del grembiule”, Chiesa che “lava i piedi”, Chiesa che non ha paura di macchiarsi gli abiti di sangue soccorrendo l’uomo ferito sulla strada da Gerusalemme a Gerico rendendosi “impura” per il culto, Chiesa che sa sporcarsi camminando nel fango dell’alluvione, Chiesa che ha il coraggio di prendere posizione a favore dell’accoglienza, del rispetto di ogni fede religiosa, della pace, della giustizia... Come Gesù: dalla parte dell’uomo, pena l’insignificanza e la vacuità di una Chiesa rinchiusa nel culto, nelle devozioni o nei devozionismi, nei cerimoniali che non trovano poi “incarnazione” nei fatti e nelle scelte.&lt;br /&gt;Forse molti non se ne rendono conto, ma dagli anni ’70 ad oggi pagine preziose di lettura e di annuncio del “Vangelo sociale” (ma ne può esistere uno diversamente aggettivato?) sono state scritte attraverso e da Mons. Charrier, pagine importanti per la Chiesa e per la società italiane. Spero che questa eredità non vada perduta.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Walter Fiocchi&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-418305808602851909?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/418305808602851909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=418305808602851909&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/418305808602851909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/418305808602851909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/10/la-morte-di-fernando-charrier-il.html' title='La morte di Fernando Charrier. Il vescovo del lavoro e della pace'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-aNj24AN_F80/TqkK9TqZp6I/AAAAAAAAC7Q/KqBNeJhvaAA/s72-c/MARCIA%2BDELLA%2BPACE%2B042.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-2961082964028209099</id><published>2011-10-27T09:35:00.001+02:00</published><updated>2011-10-27T09:37:46.367+02:00</updated><title type='text'>UN VESCOVO SULLA STRADA DI GERICO - L’eredità di Mons. Charrier</title><content type='html'>Ancora un ricordo di Mons. Charrier. Su www.issuu.com/appuntialessandrini.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Credo che il destino degli uomini grandi sia quello di non essere capiti e accettati; e credo che ciò valga ancor più per un grande Vescovo.&lt;br /&gt;Della grandezza di Mons. Charrier dice a sufficienza la sua biografia, per quanto scarne e scevre da ogni magniloquenza siano le biografie di cui disponiamo.&lt;br /&gt;Per ciò che attiene al non essere capito e accettato lo dicono tanti episodi, tante prese di posizione, tanti ossequi formali e un po’ ipocriti che spesso sono stati la costante del suo ministero e del suo magistero. Nulla hanno a che fare con la “genetica” solitudine di un Vescovo, anche di un Vescovo che pure fa della sua vita una continua comunicazione, un continuo entrare in relazione vera e profonda con le persone che incontra, il tormento del dialogo con tutti, il “farsi tutto a tutti”... Molti, anche laici, senza un particolare rapporto con la vita ecclesiale, non hanno mancato di rilevare l’impressione che Mons. Charrier sia stato capito, stimato, ascoltato e apprezzato più al di fuori del cosiddetto “mondo cattolico” che nel suo ambiente “vitale”: in altre occasioni – lo confesso - con un po’ di cattiveria ho affermato che spesso il “mondo cattolico” sa più di “sottobosco cattolico”, un sottobosco dove l’altezza massima è quella dei cespugli e delle felci, che crescono e vegetano nell’umido e nell’ombra, ma in un orizzonte assai ristretto; solo le piante di alto fusto vedono lontano, vedono il complesso del bosco e, se piante di montagna vedono un vasto panorama.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-BOJt9ME_on0/TqkKLxMmYJI/AAAAAAAAC7E/BMxqp6JLaQw/s1600/Palestina%2B2005%2B367.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-BOJt9ME_on0/TqkKLxMmYJI/AAAAAAAAC7E/BMxqp6JLaQw/s400/Palestina%2B2005%2B367.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668072803323502738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In taluni ha prevalso l’ottusità personale o la malafede o l’inconsistenza culturale: costoro l’accusavano di essere “uomo di parte”, intendendo per parte una parte politica. Lui ribatteva: «Io credo nella democrazia; in questo versante della storia credo fermamente che la democrazia sia la “miglior forma di governo”»; del resto era un principio che praticava anche nel governo della Chiesa locale. L’evento sinodo (XVI Sinodo diocesano) ne fa testimonianza: con i fatti e con le scelte ci ha fatto comprendere che se l’ultima parola era del Vescovo, le decisioni maturavano nel dibattito, nel confronto, nella raccolta delle varie opinioni, nella sollecitazione di idee e suggerimenti. Richiamava la responsabilità di tutti: aveva ben chiaro il principio che “il Vescovo non ha l’insieme di tutti i carismi, ma il carisma dell’insieme”, e al di là dell’evento straordinario del Sinodo, questa esperienza hanno potuto fare coloro che hanno con lui collaborato nei vari Consigli diocesani. E in questo modo e in questa direzione agiva anche nei confronti delle Istituzioni civili e politiche: nella chiara e rigorosa distinzione dei ruoli, nella ricerca di dialogo, nella denuncia delle carenze, nell’offerta di cordiale collaborazione senza invasioni di campo né ricerca di privilegi. Ma sì, era di parte! Come lo è il Vangelo, come lo era quello che lui chiamava “il mio Maestro”: nato tra gli ultimi, tra gli emarginati, straniero seppur in patria, nato “nel verso della storia”; vissuto camminando tra gli ultimi, frequentando “mele marce”, amico degli “scomunicati” del suo mondo religioso e politico; morto come l’ultimo degli ultimi, con il supplizio della “feccia dell’umanità”. Tutto per l’uomo, dalla parte dell’uomo, “prima di tutto l’Uomo” era un suo slogan, che voleva però tradurre in scelte, anche della sua Chiesa, senza farla diventare “crocerossina dell’umanità”, ma “Chiesa del grembiule”, Chiesa che “lava i piedi”, Chiesa che non ha paura di macchiarsi gli abiti di sangue soccorrendo l’uomo ferito sulla strada da Gerusalemme a Gerico rendendosi “impura” per il culto, Chiesa che sa sporcarsi camminando nel fango dell’alluvione, Chiesa che ha il coraggio di prendere posizione a favore dell’accoglienza, del rispetto di ogni fede religiosa, della pace, della giustizia... Come Gesù: dalla parte dell’uomo, pena l’insignificanza e la vacuità di una Chiesa rinchiusa nel culto, nelle devozioni o nei devozionismi, nei cerimoniali che non trovano poi “incarnazione” nei fatti e nelle scelte.&lt;br /&gt;Ricordo gli anni della crisi politica seguita a “mani pulite, la crisi dei partiti, la crisi e la morte della stessa Democrazia Cristiana, il partito dei cattolici e non come qualcuno pensava e/o sogna ancora oggi “il partito cattolico”: questo sì di parte, settario, integralista e integrista, dato che “partito” e “cattolico” sono due termini inconciliabili, se è vero che “cattolico” significa “universale”, per tutti, a favore di tutti, “dalla parte dell’Uomo” ancora una volta. In quel versante ripeteva spesso: «Mi importa poco che finisca l’esperienza del “partito dei cattolici”, forse un periodo storico semplicemente si conclude. Quello che mi preoccupa e mi opprime è che vada piuttosto dispersa l’esperienza politica dei cattolici, il loro impegno nella Politica (“forma alta della Carità cristiana”, come si esprimeva Paolo VI), l’esperienza e il ricco patrimonio culturale e di vita del “cattolicesimo democratico”». Posizione ben diversa e, credo, ancora di piena attualità, quando nella Chiesa risuonano altre e autorevoli voci che affermano: «Il “cattolicesimo democratico”? Quella è una “cosa” che deve morire!». Pochi anche su questo versante l’hanno compreso. Ancor meno hanno raccolto il messaggio. Pochissimi l’hanno seguito...&lt;br /&gt;Ma ora inizia il tempo della “distillazione”, del discernimento. Ci ha lasciato un patrimonio enorme, in gran parte ancora inesplorato. Accettiamo la sua eredità. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;dwf&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-2961082964028209099?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/2961082964028209099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=2961082964028209099&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2961082964028209099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2961082964028209099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/10/un-vescovo-sulla-strada-di-gerico.html' title='UN VESCOVO SULLA STRADA DI GERICO - L’eredità di Mons. Charrier'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-BOJt9ME_on0/TqkKLxMmYJI/AAAAAAAAC7E/BMxqp6JLaQw/s72-c/Palestina%2B2005%2B367.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-8582407555480649333</id><published>2011-10-27T09:33:00.002+02:00</published><updated>2011-10-27T09:35:02.391+02:00</updated><title type='text'>“IO VENERO IL VESCOVO CHE È IN ME”</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-tZYTJRFIXds/TqkJnxUWs6I/AAAAAAAAC64/yNRMwAS8xT8/s1600/1290fec7ed.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 250px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-tZYTJRFIXds/TqkJnxUWs6I/AAAAAAAAC64/yNRMwAS8xT8/s400/1290fec7ed.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668072184880739234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La voce alessandrina 14 ottobre 2011&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Eravamo agli inizi degli anni ’70; da poco ero in seminario a Venegono; erano tempi “caldi” dal punto di vista sociale ed ecclesiale, facendo seguito al Concilio, al ’68, e ai prodromi degli “anni di piombo”. Mi è rimasta sempre impressa nella mente e nel cuore una frase pronunciata, quasi gridata, nel Duomo di Milano gremitissimo per una celebrazione, dal Card. Giovanni Colombo, che disse: «Io venero il Vescovo che è in me!».&lt;br /&gt;Poche settimane trascorse con Mons. Charrier dopo il suo ingresso in Diocesi, anzi potrei dire pochi giorni di collaborazione, e subito mi tornò in mente quella frase del Cardinale, che mi sembrava, e col tempo è diventata una certezza, ben si attagliasse per il Vescovo.&lt;br /&gt;Io posso immaginare quel che avviene nell'intimo di qualcuno che è nominato Vescovo di una diocesi: il suo cuore si dilata a misura del compito ricevuto e la sua vita cambia. Quando il Papa chiama un sacerdote all’ordinazione episcopale si rinnova la chiamata di Gesù a uno di quegli uomini che poi divengono suoi apostoli. E la convinzione, la certezza, che i Vescovi succedono agli apostoli come pastori e hanno la missione di perpetuare l’opera di Cristo, divenne quasi un abito indossato da Mons. Charrier in ogni momento, un abito mai smesso, come invece smetteva celermente gli abiti solenni ed esteriori che il ruolo gli assegnava.&lt;br /&gt;Nel “Vescovo che era in lui” non venerava tanto l’autorità, l’ufficio di governo che gli era stato assegnato; lo infastidiva il fatto che qualcuno in sua presenza ringraziasse le Autorità civili, politiche, militari e religiose! “Ma quale Autorità religiosa? Il Vescovo è servitore, non Autorità!”. Per lui il Vescovo era piuttosto pastore, colui che si prende cura di un gregge, uno chiamato a essere profeta come Isaia, a esserlo come Gesù che riferì a sé, nella sinagoga di Nazareth, le parole del libro: «Lo Spirito del Signore è su di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore» (Lc 4, 18-29). “Predicare un anno di grazia”, cioè di misericordia, è la parola che Gesù pronuncia prima di chiudere il volume del profeta Isaia. Non aggiunge l’espressione più aspra: «Un giorno di vendetta per il nostro Dio» (cf Is 61,2). Per Mons. Charrier era indispensabile, come Vescovo, immedesimarsi nell’azione misericordiosa di Dio; lieto annunzio ai poveri, proclamazione di liberazione per i prigionieri, messa in libertà degli oppressi, promulgazione dell’anno di misericordia. Sentiva che l’opera di Dio nella sua missione consisteva nel rivelare la misericordia del Padre, nell’essere davanti agli uomini annuncio del perdono, della salvezza che vengono da Gesù Cristo, una salvezza che per il Vescovo Fernando era prima di tutto pienezza di umanità. Come Vescovo aveva in mano il bastone dei pastori del popolo di Dio e al dito un anello, segno dello sposalizio con la Chiesa alla quale era stato inviato; aveva ricevuto il Vangelo sulle spalle, il libro della Parola; nella potenza dello Spirito santo si sentiva mandato a tutto il mondo, per predicare il Vangelo di quell’amore manifestato nella passione e nella morte di Gesù. Il servizio episcopale esigeva per lui un cuore dilatato dall’amore per tutti coloro ai quali era stato mandato, credenti, non credenti, mal credenti, cercatori comunque di Dio anche quando non se ne rendevano conto...&lt;br /&gt;Tante volte ha parlato del primato della carità, ma più che parole era per lui sentirsi immerso nel vortice di questo amore che aveva invaso la sua esistenza e che voleva diventare, a partire da lui, calore e fuoco che riscaldasse tutti coloro che incontrava. Era questo stesso amore che predicava quando parlava della sua famiglia, dalla sua comunità, del suo cammino vocazionale, iniziato entrando in Seminario, ma sviluppatosi poi lungo le strade su cui lo Spirito lo aveva condotto, nella sua Pinerolo prima, poi a Roma, poi nelle Acli, e nel mondo del lavoro, nel Movimento Operaio, alla Cei con la pastorale sociale e del lavoro, la giustizia e la pace. Era questo amore che vedeva presente nei suoi genitori, nella sua mamma, in coloro che lo amavano dentro e fuori i legami familiari. Un amore che sentiva come contestazione del mondo, delle sue incertezze, delle sue diffidenze, delle apostasie che minacciano ogni cammino quotidiano; vissuto non come “giudizio e rifiuto” del mondo, che amava con passione, ma come necessità di “andare controcorrente” per aiutare il mondo – gli uomini e le donne – a non percorrere “sentieri interrotti”, ma a realizzare un progetto di società alternativo, secondo il “sogno di Dio”. Essere Vescovo lo sentiva come necessità di donare un amore che è dono della vita.&lt;br /&gt;Questo era “l’abito” che il Vescovo non smetteva mai di indossare: nell’ufficialità degli incontri e delle celebrazioni, nelle udienze in Vescovado come nelle visite pastorali, nei convegni, nelle conferenze, nelle infinite riunioni in Diocesi o a Roma, quando qualcuno gli strappava un sorriso o una aperta risata, come nei momenti di tristezza e dolore, nei momenti di svago, di incontro con qualche amico di una vita, ma anche nel privato del suo studio, della sua camera, della cucina del Vescovado (luogo di incontro, di chiacchierate libere, di affetti, di amicizia, di “casa di tutti”): sempre, anche nei lunghi viaggi, nel fare il punto delle cose con il suo segretario, nel momento della tavola condivisa con Elena... sempre emergeva questo sentirsi “portatore del Vescovo”. Non era né burbero, né severo (e ben lo sa chi avrebbe potuto aspettarsi dure reprimende o punizioni da lui), non serioso né freddo, come pure diceva di essere (fosse stato freddo non avrebbe sofferto per l’ulcera), non distaccato né mai indifferente: «Io venero il Vescovo che è in me!», da questo pensiero – mai espresso a parole – era abitato, sempre, in ogni momento pubblico o privato.&lt;br /&gt;“Abito” che gli faceva dire parole che risuonavano tristi, ma che erano invece parole che rappresentavano l’essenza dell’inculturazione del messaggio cristiano nella società contemporanea, una società bisognosa di conforto, di speranza, di fraternità così insanguinata, com’era e com’è dalle contraddizioni e dall’odio. Parole profetiche in una Chiesa che dopo il Concilio sentiva ancora alla ricerca di un’identità. Parole sempre intrise di un umanesimo cristiano che anteponeva la centralità, la dignità e la libertà dell'uomo a quelli che talvolta sentiva come rigidi dogmi della Chiesa, stilati pure da uomini fragili e perfettibili (spesso diceva di fronte a certe situazioni: “Pazienza... questo è il lato umano della Chiesa...). Parole per far camminare la sua Chiesa sulle strade degli uomini proponendo essenzialmente il Vangelo come base di una vita buona, non ricette univoche, astratte dalla vita, pensate a tavolino e calate dall’alto, perché la vita buona, ne era profondamente convinto, nasce dal rispetto della libertà e dalle scelte adulte delle persone: “Dalla libertà e dalla volontà” era una sua frequente espressione.&lt;br /&gt;«Vi ho amati e vi amerò sempre» abbiamo letto sul numero speciale di Voce. Qualcuno ha scritto, parlando di un carissimo amico di Mons. Charrier, Mons. Tonino Bello: «Vorrei dire a tutti, ad uno ad uno, guardandolo negli occhi: “Ti voglio bene”, così come, non potendo stringere la mano a ciascuno, però venendo vicino a voi così personalmente, vorrei dire: “Ti voglio bene”. Sono, queste, le ultime parole rivolte da un vescovo alla sua chiesa. Parole che hanno dato luce ad un cammino non sempre facile. “Ti voglio bene”: è l'espressione finale di un impegno personale (capace di annullare qualsiasi barriera convenzionale) mai esauritosi».&lt;br /&gt;Un corpo fragile ma inesausto perché sempre, in ogni momento, doveva lasciar agire e parlare “il Vescovo che era in lui”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;dwf&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-8582407555480649333?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/8582407555480649333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=8582407555480649333&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8582407555480649333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8582407555480649333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/10/io-venero-il-vescovo-che-e-in-me.html' title='“IO VENERO IL VESCOVO CHE È IN ME”'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-tZYTJRFIXds/TqkJnxUWs6I/AAAAAAAAC64/yNRMwAS8xT8/s72-c/1290fec7ed.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-8772031970221438216</id><published>2011-08-17T12:20:00.000+02:00</published><updated>2011-08-17T12:20:02.949+02:00</updated><title type='text'>Video Rai.TV - Documentari - This is my Land... Hebron</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8e9dd778-3129-42be-970a-1167771f5eed.html"&gt;Video Rai.TV - Documentari - This is my Land... Hebron&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-8772031970221438216?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8e9dd778-3129-42be-970a-1167771f5eed.html' title='Video Rai.TV - Documentari - This is my Land... Hebron'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/8772031970221438216/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=8772031970221438216&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8772031970221438216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8772031970221438216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/08/video-raitv-documentari-this-is-my-land_17.html' title='Video Rai.TV - Documentari - This is my Land... Hebron'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-1655101918230890556</id><published>2011-06-14T11:56:00.000+02:00</published><updated>2011-06-14T11:56:39.496+02:00</updated><title type='text'>Associazione Città Futura - Alessandria</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.cittafutura.al.it/web2009/_pages/sommario.php?URL=cittafutura.al.it&amp;amp;LNG=IT&amp;amp;L=2&amp;amp;C=11&amp;amp;T=news&amp;amp;D=IT%7BD6A604DD-FFAB-0F9F-75BF-2C1F4250F77C%7D&amp;amp;A=0"&gt;Associazione Città Futura - Alessandria&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-1655101918230890556?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.cittafutura.al.it/web2009/_pages/sommario.php?URL=cittafutura.al.it&amp;LNG=IT&amp;L=2&amp;C=11&amp;T=news&amp;D=IT%7BD6A604DD-FFAB-0F9F-75BF-2C1F4250F77C%7D&amp;A=0' title='Associazione Città Futura - Alessandria'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/1655101918230890556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=1655101918230890556&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1655101918230890556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1655101918230890556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/06/associazione-citta-futura-alessandria.html' title='Associazione Città Futura - Alessandria'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-3645659907144754125</id><published>2011-06-07T12:11:00.001+02:00</published><updated>2011-06-07T12:12:37.581+02:00</updated><title type='text'>Il dopo-voto e la svolta mite di un paese stanco delle urla</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il dibattito su vincitori e sconfitti, l'insofferenza dei cittadini, il tramonto di un ciclo ventennale fondato su valori privati e mito dell'individuo: così è cambiato il clima d'opinione. E ha favorito candidati normali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di ILVO DIAMANTI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  È in pieno svolgimento il terzo turno di questa lunga stagione elettorale. Il dopo-voto. Coincide con la proclamazione dei vincitori e degli sconfitti. Il confronto politico, in questa fase, riguarda gli attori, ma anche le ragioni che hanno prodotto il risultato. Ebbene, sugli sconfitti, ci sono pochi dubbi. Berlusconi, il Pdl, la Lega. Mentre sui vincitori le interpretazioni appaiono meno convergenti.  In particolare, si è fatta largo una spiegazione extraparlamentare. Ben espressa, fra gli altri, da uno studioso autorevole come Luca Ricolfi, sulla Stampa. Il vero vincitore di queste elezioni, secondo questa lettura, sarebbe il "partito di Santoro". Dove militano gli ospiti eccellenti di "Annozero". Di Pietro e Vendola. Sullo sfondo: Beppe Grillo. Una spiegazione condivisa e rilanciata, immediatamente dallo stesso Berlusconi. Il quale ha attribuito la sconfitta ai media ostili. Che avrebbero silenziato il centrodestra (!). Se l'è presa, in particolare, con le trasmissioni faziose della Rai. Sopra tutte, "Annozero". Appunto. &lt;br /&gt;Il risultato delle amministrative, in questo modo, viene ricondotto al paradigma dominante. Che tutto riassume nell'antagonismo tra il berlusconismo e il suo reciproco. L'anti-berlusconismo. Nell'onnipotenza dei media, del marketing. E della personalizzazione. Il solito film, insomma. Protagonisti, Berlusconi e Bossi contro Santoro accanto ai magistrati. Con il Pd e Bersani a far da portaborracce a Vendola e Di Pietro. Perfino a Grillo. &lt;br /&gt;Ammetto che questa narrazione non mi convince. Mi pare poco fondata. E inattuale. Nel teatro diretto da Santoro, negli ultimi mesi, hanno recitato in tanti. Con assiduità. La Russa e Gasparri, Castelli e Salvini. Stracquadanio e Cicchitto. E ancora: la Santanché, Belpietro e Sallusti. Cioè, gli sconfitti. "Annozero", inoltre, ha un pubblico molto ampio. Non solo di sinistra. Ma "fedele". E "politicizzato". Comunque consapevole. Sa già cosa e come votare. Santoro ne rafforza le convinzioni. E poi, se "Annozero" va in onda da anni, perché proprio oggi ha prodotto questi risultati?&lt;br /&gt;Questa "spiegazione", insomma, non "spiega" le novità. Anzi, ne rifiuta l'esistenza. Mentre, a mio avviso, in questa occasione è andato in onda un film nuovo. Ispirato da un clima d'opinione profondamente diverso dal passato recente. Perché risente di una somma di atteggiamenti diffusi da tempo. Che, però, si sono cumulati, fino a giungere a un punto critico. Fino a produrre un brusco mutamento (come ha suggerito Francesco Ramella). &lt;br /&gt;A) L'insoddisfazione sociale nei confronti del mercato e del lavoro. E di chi governa le politiche economiche da un decennio - con una breve pausa. &lt;br /&gt;B) Il divario fra le preoccupazioni dei cittadini e le priorità del governo. Riassunte in una sola. I problemi di Berlusconi con (e contro) la legge. &lt;br /&gt;C) Il fastidio verso il modo in cui vengono affrontate le crisi internazionali. &lt;br /&gt;D) E verso le brillanti avventure di Berlusconi con le ragazze, più e meno giovani. &lt;br /&gt;E) Mentre la crisi economica si acuisce.&lt;br /&gt;All'indulgenza verso tutto ciò è subentrata una crescente insofferenza. E una crescente stanchezza. Verso la vita e la politica, sempre in diretta. Sui media.&lt;br /&gt;Questo clima d'opinione è stato interpretato, quasi somatizzato, dai principali candidati di centrosinistra che si sono affermati. Pisapia: mite di aspetto e nelle parole. Definirlo estremista, agli elettori non viziati da pre-giudizi, è apparso ridicolo. E Fassino. Qualcuno si sentirebbe di definirlo un ultrà? Un gregario dei No Tav e della Fiom? Pare difficile perfino immaginare che sia stato comunista, in passato. Appare, invece, il giusto seguito di Chiamparino. Un sindaco apprezzato perché misurato. E realista. E Merola? Tanto poco pop da non sospettare che il Bologna calcio giocasse in serie A. Un amministratore sotto-traccia e quasi anonimo. Dopo l'esperienza di Cofferati e Delbono: un pregio. Roberto Cosolini, nuovo sindaco a Trieste. Proviene dall'associazionismo economico. È uno "normale". Non un super-imprenditore, come Riccardo Illy. Infine Massimo Zedda, nuovo sindaco di Cagliari. Un altro estremista (vendoliano), si è detto. Sarà. Ma a vederlo sembra Harry Potter. Tanto timido che da Santoro non aprirebbe bocca. Mentre da Floris, dove l'ho intravisto dopo l'elezione, la bocca non l'ha proprio aperta. (E anche per questo mi è piaciuto...).  Certo, c'è il caso De Magistris a Napoli. Ma Napoli è proprio un "caso". Un'iperbole. De Magistris: un leader senza partito. Certo, non è il gregario di Di Pietro, visto che i rapporti fra i due, per usare un eufemismo, non sono buoni. (Come quelli con Grillo, d'altronde.) &lt;br /&gt;A me pare, insomma, che sia cambiato il clima d'opinione. Che si stia chiudendo un ciclo ventennale fondato, per evocare Albert Hirschman, sui valori privati. Sul mito dell'individuo, della competitività e del mercato. Su un linguaggio aggressivo, carico di paure. Dove parole come solidarietà e bene comune sono tabù. Sulla sfiducia e il distacco verso tutte le istituzioni e dallo Stato. Questo ciclo si sta chiudendo e forse si è chiuso. Per stanchezza e per fatica. In fondo, lo straordinario consenso di cui gode il presidente Giorgio Napolitano ne è prova. Testimonia una diffusa domanda di unità e di riconoscimento. Ma anche di dignità. &lt;br /&gt;Non lo aveva capito il centrodestra. Ha gestito la campagna come uno scontro personale. Berlusconi contro tutti. Non lo ha capito la Moratti, a Milano. Lei, algida e blasée, nel faccia a faccia con Pisapia, si è berlusconizzata a sua volta. Così ha allontanato definitivamente i dubbiosi. E ha segnato la svolta, nella campagna elettorale. Non solo a Milano. &lt;br /&gt;Quanto al presunto trionfo di Sel e dell'Idv, bisogna chiarire. Sel ha effettivamente ottenuto un risultato notevole (come le altre formazioni di Sinistra). Riportando al voto molti elettori delusi. Ma l'Idv ha subito un sensibile arretramento, rispetto alle Regionali dell'anno scorso. Nei comuni maggiori (oltre 15.000 abitanti) ha quasi dimezzato i voti: dal 7,5% al 3,8% (stime di Demos su dati Ministero Interni). A Bologna, Milano, Torino: non ha superato il 5%. Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto un buon successo. Soprattutto nelle grandi città del Nord. Nel complesso, è salito dal 2,5% al 3,2%. I suoi elettori hanno votato "contro" tutti, nel primo turno. Non nel secondo. A dispetto dell'indicazione di Beppe Grillo, gran parte di essi ha sostenuto i candidati del centrosinistra. Il 93% a Napoli, il 75% a Milano (flussi elettorali calcolati dall'Istituto Cattaneo). &lt;br /&gt;Infine il Pd. Mi pare francamente singolare il tentativo di ridimensionarne il risultato. In Italia e nel Nord, nei maggiori comuni al voto, oggi è il primo partito. Anche a Milano, fino a ieri capitale del Nord e del centrodestra, ha eguagliato il Pdl. Il capolista Stefano Boeri, sconfitto alle primarie, ha ottenuto un risultato personale importante. Il Pd oggi appare in grado di cementare la sinistra e di linkare con il Terzo polo. Il profilo basso, imputato a Bersani, la sua difficoltà di "fare il capo": è divenuta una risorsa. Anche la sua immagine mite. Certo, resta l'impressione di un partito incompiuto, che non ha risolto i suoi problemi, anzitutto interni. Ma in questa occasione il Pd ha dimostrato potenzialità indubbie - e perfino inattese. Ha promosso e sostenuto candidati propri ma anche quelli dei partiti alleati. Con successo. (Come sarebbe stata possibile la vittoria di Pisapia, Zedda e dello stesso De Magistris, altrimenti?) Senza rimetterci voti (salvo che a Napoli). Al contrario. A conferma della sua vocazione di asse "coalizionale". &lt;br /&gt;Per queste ragioni, personalmente, penso che il risultato del voto amministrativo rifletta un cambiamento d'opinione. Maturato lontano da - e perfino "contro" - "Annozero", Santoro e le televisioni. Segno di una "svolta mite". Che ha reso inutili e perfino controproducenti i comportamenti "vistosi" che fino a ieri garantivano successo. Una "svolta mite". Riflette una domanda di normalità, interpretata da leader politici normali. Poco mediatici. Che non gridano e non urlano, non insultano e non minacciano. Una svolta mite. Confermarla non sarà facile né automatico. Tuttavia, per verificare se il clima d'opinione sia davvero cambiato, c'è un'occasione immediata. I referendum di domenica prossima. Il quarto turno di questa stagione elettorale di svolta.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(06 giugno 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-3645659907144754125?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/3645659907144754125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=3645659907144754125&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3645659907144754125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3645659907144754125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/06/il-dopo-voto-e-la-svolta-mite-di-un.html' title='Il dopo-voto e la svolta mite di un paese stanco delle urla'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-4251664333056715487</id><published>2011-04-21T12:22:00.000+02:00</published><updated>2011-04-21T12:22:56.935+02:00</updated><title type='text'>Vittorio Utopia Arrigoni</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/embed/rRsj__QbJDs?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-4251664333056715487?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/4251664333056715487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=4251664333056715487&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/4251664333056715487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/4251664333056715487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/04/vittorio-utopia-arrigoni.html' title='Vittorio Utopia Arrigoni'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/rRsj__QbJDs/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-4232618802466410801</id><published>2011-03-31T16:21:00.002+02:00</published><updated>2011-03-31T16:25:14.248+02:00</updated><title type='text'>La primavera araba</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pubblicato su Supplemento Appunti alessandrini - marzo 2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto è iniziato il 4 gennaio quando Mohamed Bouazizi, un giovane tunisino di 27 anni, venditore ambulante si è dato fuoco in segno di protesta dopo che la polizia gli aveva confiscato la sua unica fonte di sostentamento. Le proteste, la “Rivoluzione dei gelsomini”, hanno provocato la fine del regime di Ben Ali, costretto ad abbandonare il Paese. Il movimento si è poi esteso all'Egitto (la “Rivoluzione dei giovani”), costringendo il Presidente Mubarak a dimettersi, innescando poi alte manifestazioni e proteste, con repressioni più o meno violente, in Marocco, Algeria, Yemen, Iran, Bahrein, Libia e Oman. Ma non farò la cronaca di quanto accaduto e di quanto accade, anche perché andrebbe aggiornata di ora in ora. Propongo ai nostri lettori solo alcuni punti di riflessione.&lt;br /&gt;1. E’ la rivoluzione di Internet! Spesso nata attraverso una mobilitazione attraverso la rete, con uno scambio di messaggi e comunicazioni tra giovani che hanno familiarità con il mondo e la cultura dei loro coetanei europei ed occidentali con i quali dialogano e scambiano idee e impressioni e gusti e sogni attraverso Facebook, Twitter, i Blogs... Questi movimenti sono più o meno nati in modo spontaneo. C'è una maggioranza di giovani, non ci sono né partiti politici né gruppi organizzati. É una reazione di massa, del popolo.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-3F6e8YCTtFY/TZSOq5vWlrI/AAAAAAAACs4/EfZ2RqrIvt0/s1600/03_tonini2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 255px; height: 191px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-3F6e8YCTtFY/TZSOq5vWlrI/AAAAAAAACs4/EfZ2RqrIvt0/s400/03_tonini2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590249905178711730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;2. Questi movimenti sono diretti contro regimi che durano da decenni, com'è il caso di Tunisia (21 anni), Egitto (quasi 30 anni), Libia (42 anni), Yemen (21 anni), ecc... La gente è stufa, vuole un cambiamento. I cartelli e gli striscioni inalberati dicono “Vattene!”, come a dire “Basta, adesso”. &lt;br /&gt;3. La motivazione: essenzialmente il fatto di poter trovare un lavoro, formare una famiglia, vivere con un minimo di decenza. In Egitto ci sono circa 30 milioni di egiziani che vivono con meno di due dollari al giorno, una cifra che non permette di vivere. E questa situazione un po' dappertutto anche negli altri Paesi. Mentre i governanti e i loro familiari e accoliti conducono una vita lussuosa, ed hanno accumulato milioni o addirittura miliardi di dollari&lt;br /&gt;4. Non c'è stata aggressività, contro nessuno. Nessuno ha attaccato l'America, o l’Occidente, non si è calpestata la bandiera americana o quella israeliana. Non hanno neppure tentato di uccidere o di mettere in prigione i capi: li condannano ma li lasciano andar via, o addirittura gli permettono di restare nel Paese, come per Mubarak. E’ cioè un movimento che non è “contro” ma è per la vita, per una vita decente, dignitosa. E’ una vera primavera del mondo arabo!&lt;br /&gt;5. Ho negli anni scorsi più volte insistito su un concetto, parlando allora soprattutto dell’Iran: l’Iran, ma ciò vale per tutto il “mondo arabo” (l’Iran non è arabo!), ha una popolazione che quasi per il 70% è fatta di giovani sotto i 30 anni. Giovani con un alto tasso di scolarizzazione e ancor più di formazione universitaria (un livello ben più alto del nostro!), giovani come ho già sottolineato avvezzi all’uso della “rete”, molti con parenti e amici che vivono nella vicina, vicinissima Europa e che possono godere di un sistema di vita per loro inimmaginabile e precluso per la bramosia di accumulo di pochi. Ho sempre detto che questa massa di giovani è come il magma ribollente di un vulcano che sta cercando di farsi strada in qualche bocca con il diaframma più fragile: il diaframma ora sta saltando.&lt;br /&gt;6. Da noi si continua a “insinuare”, mi pare il verbo adeguato, di un pericolo di “estremismo islamico”. Vedendo le foto e i video è chiaro che non sono manipolati da movimenti radicali, da estremisti. In Egitto per esempio musulmani e cristiani erano mano nella mano, e gli estremisti non sono riusciti a metterli gli uni contro gli altri. Tutti desiderano più democrazia, e non quella “esportata” da noi in Iraq e Afghanistan! La gente è consapevole  che il mondo arabo sta molto male ed è fortissima l'aspirazione a poter vivere come negli altri paesi. I movimenti radicali (che siano religiosi, oppure comunisti, o altro) non sono affatto rappresentativi in questa rivoluzione. E infatti non sono rappresentati. Scorrendo qualche blog è facile trovare dominante un desiderio di operare una distinzione tra religione e Stato, è un sentimento comune. La religione è una cosa buona in sé purché rimanga nel suo ambito. La gente comincia a distinguere tra la religione, che ha dei principi etici, ed i diritti che sono la base fondamentale della vita, sia per l'individuo che per la comunità. Ai diritti umani non possiamo rinunciare. E se la legge religiosa va contro i diritti umani, allora preferiamo i diritti umani anziché la sharia. &lt;br /&gt;7. Un’ultimo pensiero. Ascoltare la gente e leggere i giornali in questi giorni mi conferma in un pensiero che da molti anni mi porto dentro e che ho anche espresso più volte facendo irritare più di uno. Noi guardiamo al mondo arabo attraverso il filtro di lettura dello stereotipo dell’arabo: intabarrato in abiti strani, con una kefia in testa, con la barbetta appuntita, con un naso adunco e occhi fanatici e spiritati! Un personaggio di cui diffidare e di cui avere paura perché o vuole farti esplodere o pugnalarti alle spalle. L’arabo colto, che studia, che ha le nostre stesse professionalità, che legge i nostri stessi libri, credente e non fanatico, religioso ma non bigotto e integralista, rispettoso della donna, desideroso di un amore per la vita, che vive i nostri stessi sentimenti, sogni, desideri, aspirazioni, razionale e ragionevole per noi non si dà! Perché? Perché negli anni abbiamo sostituito al colonialismo sostenuto dagli eserciti che portavano la civiltà a popoli che consideravamo inferiori, il colonialismo del “capitale”, che opportunamente usato a sostegno di dittatori malleabili ai nostri interessi economici, ci ha permesso di continuare lo sfruttamento di popoli interi a nostro esclusivo vantaggio. Il ventesimo secolo non ha visto la scomparsa del colonialismo, ma una sua astuta (per noi) trasformazione. Ed è questo sguardo colonialista che ci portiamo dentro che ci impedisce di cogliere la bellezza di quanto sta accadendo. Dovremo finalmente trattare alla pari anche il mondo arabo soffocando la nostra spocchia colonialista e razzista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-4232618802466410801?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/4232618802466410801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=4232618802466410801&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/4232618802466410801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/4232618802466410801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/03/la-primavera-araba.html' title='La primavera araba'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-3F6e8YCTtFY/TZSOq5vWlrI/AAAAAAAACs4/EfZ2RqrIvt0/s72-c/03_tonini2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-8304610839892705334</id><published>2011-03-29T08:53:00.000+02:00</published><updated>2011-03-29T08:53:28.513+02:00</updated><title type='text'>Silvio Gheddafi.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.bloginternazionale.com/2011/02/silvio-gheddafi.html"&gt;Silvio Gheddafi.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-8304610839892705334?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.bloginternazionale.com/2011/02/silvio-gheddafi.html' title='Silvio Gheddafi.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/8304610839892705334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=8304610839892705334&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8304610839892705334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8304610839892705334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/03/silvio-gheddafi.html' title='Silvio Gheddafi.'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-6192279213542255503</id><published>2011-03-29T08:52:00.001+02:00</published><updated>2011-03-29T08:52:42.250+02:00</updated><title type='text'>Senza nucleare e senza petrolio!</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.bloginternazionale.com/2011/03/senza-nucleare-e-senza-petrolio.html"&gt;Senza nucleare e senza petrolio!&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-6192279213542255503?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.bloginternazionale.com/2011/03/senza-nucleare-e-senza-petrolio.html' title='Senza nucleare e senza petrolio!'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/6192279213542255503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=6192279213542255503&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/6192279213542255503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/6192279213542255503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/03/senza-nucleare-e-senza-petrolio.html' title='Senza nucleare e senza petrolio!'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-41913342020450422</id><published>2011-03-29T08:52:00.000+02:00</published><updated>2011-03-29T08:52:20.985+02:00</updated><title type='text'>Il discorso del presidente Napolitano all</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.bloginternazionale.com/2011/03/il-discorso-del-presidente-napolitano.html"&gt;Il discorso del presidente Napolitano all&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-41913342020450422?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.bloginternazionale.com/2011/03/il-discorso-del-presidente-napolitano.html' title='Il discorso del presidente Napolitano all'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/41913342020450422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=41913342020450422&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/41913342020450422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/41913342020450422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/03/il-discorso-del-presidente-napolitano.html' title='Il discorso del presidente Napolitano all'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-159901840089069088</id><published>2011-01-28T17:55:00.002+01:00</published><updated>2011-01-28T18:01:19.872+01:00</updated><title type='text'>Il limite di una degenerazione</title><content type='html'>C’è da chiedersi se c’era bisogno di questo: se c’era bisogno di un sospetto (sul piano penale tutto da dimostrare: siamo garantisti) di un’imputazione tanto grave come quello della “prostituzione minorile” per accorgersi che, ai vertici dell’esecutivo, sussistono comportamenti non proprio coerenti con lo spirito sobrio che dovrebbe contraddistinguere i titolari di tanta responsabilità. C’è da chiedersi se pareggiava il risultato, il silenzio o il mormoricchio sulla banalizzazione mediatica dei problemi drammatici del Paese con il contraccambio, promesso (?),  della difesa dell’istituto familiare, solo perché si voleva e si vuole ignorare la situazione di fatto delle emergenze affettive. C’è da chiedersi se il piatto di lenticchie di qualche finanziamento alla scuola non statale, valesse la condiscendenza o addirittura l’intervento sempre benevolo verso una parte politica.&lt;br /&gt;Tutto questo è da chiedere non solo al giornale che rappresenterebbe, almeno in via ufficiale, la comunità cristiana che è in Italia (“vulgo dictus” dei vescovi italiani), ma anche a quei vertici ecclesiali che si sono incartati in un atteggiamento fin troppo scoperto verso una parte politica: le dichiarazioni in contrario sono smentite dagli atteggiamenti.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TUL2SizRhiI/AAAAAAAAA1w/smjVb0DZqmk/s1600/papa_bertone_berlusconi-580x435.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TUL2SizRhiI/AAAAAAAAA1w/smjVb0DZqmk/s400/papa_bertone_berlusconi-580x435.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5567282887823296034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sia chiaro; non abbiamo mai sottovalutato né i problemi connessi all’unità dell’istituto familiare, né quelli della libertà della scuola. Diciamo solo che forse serviva un po’ più di fiducia nel lasciare ai Laici, la responsabilità degli strumenti della politica, come auspicherebbe la realizzazione, nel merito, del Concilio Vaticano II. Ma dove sono finite le proposte che ne erano scaturite? Quali effetti deriveranno alla Chiesa italiana dall’essersi coinvolta e lasciata coinvolgere nei conflitti delle parti politiche?&lt;br /&gt;Veniamo però al problema di questa degenerazione della vita pubblica, della vicenda  di una nazione allo sbando, perché di questo si tratta in prima istanza.&lt;br /&gt;Certo, per quanto grave sia l’immagine di sconvolgente immoralità che investe il Paese, questa non sarebbe stata possibile senza il consenso  affidato dall’elettorato al premier in carica. Sarà vero, e noi per primi lo abbiamo spesso affermato che l’espressione dei vertici è radicata in una concezione, mentalità e costume consumistici in cui il valore morale risulta irrilevante (altro che contestualizzazione dei comportamenti!) E tuttavia è anche vero che nel nostro tessuto sociale manca anche un minimo di orgoglio nazionale che ci permetterebbe di reagire alla caduta di immagine di fronte al mondo. Altri Paesi, infognati come noi nella mentalità godereccia, reagirebbero a fronte di un degrado di immagine, proprio perché convinti della loro tradizione nazionale da difendere nei rapporti internazionali e con attenzione alla memoria storica. Inutile mediare: qui da noi questo manca. Quale reazione alla batosta internazionale del “caso Battisti”? quale dissenso alla dissacrazione istituzionale della compra/vendita dei deputati, avvenuta sotto l’indifferenza dell’opinione pubblica? quale interesse alle varie vicende europee in cui molti accordi bilaterali vedono scarsamente presente quando non escluso il nostro Paese? Quale prospettiva di sentire comune si è manifestata nella nostra storia?&lt;br /&gt;Di qui forse bisognerà ripartire e tener presente che col passato bisogna fare i conti. Il nostro Stato è nato anche in un contesto di frattura fra una classe dirigente, sicuramente illuminata, ed un popolo del tutto disimpegnato dal processo di unificazione. Si potrà obiettare, ed a ragione, che sono le elite a promuovere i grandi processi storici, ma in altri paesi c’è stata la capacità di coinvolgere, di socializzare le masse; non tutti gli effetti sono stati positivi, ma la presenza popolare nello spirito delle nazioni ha avuto i suoi effetti. Da noi l’unità dello Stato si è accompagnata ad un processo di separatezza tra popolo e nazione.&lt;br /&gt;A questa separatezza, faticosamente recuperata, si è aggiunta una seconda frattura col fascismo: la frattura tra nazione e libertà. Si è realizzato un consenso, ma un consenso senza protagonismo dei ceti popolari e delle vere elite intellettuali, controllati da un sistema autoritario e dittatoriale. Anche il movimento, per tanti aspetti glorioso, di riscatto e liberazione dalla dittatura, l’atto di “ribellione” all’ autoritarismo ed alle sue prepotenze, che ha visto un largo coinvolgimento popolare, sia pure a diversi livelli, è apparso, a torto o ragione, come appannaggio di una parte politica.&lt;br /&gt;Non si tratta di ricercare dei colpevoli si tratta solo di capire perché non c’è nel nostro popolo l’orgoglio di appartenere ad una nazione. Anche gli sforzi fatti dagli ultimi Presidenti della Repubblica per rimediare, hanno sortito effetti molto scarsi&lt;br /&gt;Ora si raccolgono i frutti; non solo i comportamenti ambivalenti o meglio ambigui (il giudizio è semplicemente etico e politico; non spetta a noi intervenire nelle inchieste relative alle responsabilità penali) della classe dirigente, si mimetizzano in una omologazione perversa di natura consumistica, ma non c’è neppure, né potrebbe esserci, un sussulto di orgoglio nazionale. Non c’è perché c’è scarso senso della nazione e dei suoi valori unificanti, al di sopra della dialettica fra le parti.&lt;br /&gt;Potrebbe essere una spiegazione alla indifferenza che non intacca il consenso ad un esecutivo tanto contestato dagli avvenimenti che fanno scandalo. Potrebbe essere, ma il dubbio rimane e lo sconcerto anche di più.&lt;br /&gt;Certo si potrà dire, e lo abbiamo già sottolineato fin troppo, per ritornarci anche in questa sede, che purtroppo non si definiscono alternative valide, che l’opposizione annaspa alla ricerca di un progetto ancora assente; resta il fatto che certe degenerazioni dovrebbero almeno suscitare una reazione generalizzata. Non mi pare che stia succedendo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Agostino Pietrasanta&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-159901840089069088?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/159901840089069088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=159901840089069088&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/159901840089069088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/159901840089069088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2011/01/il-limite-di-una-degenerazione.html' title='Il limite di una degenerazione'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TUL2SizRhiI/AAAAAAAAA1w/smjVb0DZqmk/s72-c/papa_bertone_berlusconi-580x435.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-1946969146647356003</id><published>2010-12-11T10:48:00.004+01:00</published><updated>2010-12-11T11:02:25.696+01:00</updated><title type='text'>Forte presa di posizione del Vescovo di Novara contro la costruzione e l'assemblaggio degli aerei da combattimento F35</title><content type='html'>Mons. Renato Corti ha presieduto sabato 27 novembre in Cattedrale la Veglia di Preghiera per la vita nascente che Benedetto XVI aveva proposto a tutta la Chiesa al fine di mettere in evidenza quanto sia fondamentale  per i credenti in Cristo avere uno sguardo nuovo sull’uomo, uno sguardo di fiducia e di speranza che si trasformi in un atteggiamento che fin dal concepimento della vita sia decisamente a favore della creatura umana insidiata dalla piaga dell’aborto. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TQNLyOre7II/AAAAAAAAA1I/5gbVv-c_bYo/s1600/images-1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 183px; height: 275px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TQNLyOre7II/AAAAAAAAA1I/5gbVv-c_bYo/s400/images-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549362492156603522" /&gt;&lt;/a&gt;Se la Veglia d’inizio Avvento e l’intervento di Mons. Corti in Cattedrale ricalcavano così uno dei temi più cari alla sensibilità cattolica come la difesa della vita dal suo concepimento, una vera sorpresa è stata l’omelia che lo stesso Mons. Corti ha svolto nel Seminario di Novara il lunedì seguente durante il conferimento dei Ministeri del Lettorato e dell’Accolitato a otto giovani chierici. Prendendo lo spunto dal celebre brano di Isaia in cui si legge: “Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci, un popolo non alzerà più la spada su un altro popolo e non si eserciteranno più nell’arte della guerra” ha espressamente rivolto un invito ad essere costruttori di pace proprio per realizzare il “Sogno di Isaia” ai giorni nostri. Entrando nel vivo di quello che in terra novarese è un nervo scoperto che lacera anche il tessuto diocesano, ovvero il problema dell’assemblaggio degli F35: aerei da combattimento predisposti al trasporto di ogive nucleari, Mons. Corti ha ribadito la contrarietà già espressa in precedenza da Mons. Fernando Charrier a questo progetto. Ricordiamo che la Commissione Diocesana Giustizia e Pace di Novara il 1° gennaio del 2007 aveva stilato una nota in cui partendo dalle affermazioni del Magistero esprimeva la propria contrarietà al progetto della costruzione degli F35, di cui l’Italia si era impegnata ad acquistarne 131 esemplari al costo di oltre cento milioni di euro l’uno! Con un’enorme sperpero di soldi pubblici, soldi sottratti alle spese sociali, alla sanità e all’istruzione, settori certamente più bisognosi di finanziamenti. Mons. Charrier allora presidente della Commissione Regionale della Pastorale del lavoro, aveva fatto proprio quel documento trasformandolo in una presa di posizione della Commissione regionale del Piemonte. Il vescovo di Novara riprendendo quella nota ha sottolineato la propria posizione riaffermando come pastore della comunità novarese: “la necessità di opporsi alla produzione e alla commercializzazione degli strumenti concepiti per la guerra, in particolare alla problematica sorta recentemente sul territorio novarese relativa alla costruzione degli F35”. Ha poi proseguito dicendo che: “Abbiamo la speranza che si arrivi ad un ripensamento, che fin’ora non è avvenuto, che permetta una riflessione più allargata e approfondita capace di incidere nella mentalità delle persone e delle Istituzioni”. Su un argomento così delicato, Mons. Corti in questi anni non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alla Commissione Giustizia e Pace di Novara che dovendo esprimersi sull’argomento, si è trovata il più delle volte sola in queste prese di posizione. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TQNMFyP-IYI/AAAAAAAAA1Q/BuXa6CjF26Q/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 259px; height: 194px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TQNMFyP-IYI/AAAAAAAAA1Q/BuXa6CjF26Q/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549362828122399106" /&gt;&lt;/a&gt;Il fatto che, pur nella pacatezza dei termini, Mons. Corti si sia espresso con molta chiarezza in una celebrazione pubblica contro il progetto degli F35, parificando  l’impegno in difesa della vita all’impegno per la promozione della giustizia e della pace, lascia intravedere prospettive pastorali nuove tutte da percorrere, ma tutte significativamente degne di essere assunte e promosse dai credenti e dagli uomini di buona volontà. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Don Mario Bandera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Responsabile Commissione Giustizia e Pace della diocesi di Novara&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-85a2eb08943b1bf7" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v10.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D85a2eb08943b1bf7%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329984998%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D5AAA552A146EFC8CCDD8B88A88E3AF0808A0187D.5F2F77DB04623DAF0F0402A04666DE06BF5F6A2B%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D85a2eb08943b1bf7%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DboaSRm0kVKn8o7gif_mh0cvNTF4&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v10.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D85a2eb08943b1bf7%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329984998%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D5AAA552A146EFC8CCDD8B88A88E3AF0808A0187D.5F2F77DB04623DAF0F0402A04666DE06BF5F6A2B%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D85a2eb08943b1bf7%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DboaSRm0kVKn8o7gif_mh0cvNTF4&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-1946969146647356003?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=85a2eb08943b1bf7&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/1946969146647356003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=1946969146647356003&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1946969146647356003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1946969146647356003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/12/forte-presa-di-posizione-del-vescovo-di.html' title='Forte presa di posizione del Vescovo di Novara contro la costruzione e l&apos;assemblaggio degli aerei da combattimento F35'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TQNLyOre7II/AAAAAAAAA1I/5gbVv-c_bYo/s72-c/images-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-3011461164653339169</id><published>2010-12-01T12:30:00.002+01:00</published><updated>2010-12-01T12:45:55.114+01:00</updated><title type='text'>Scuola e democrazia</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;A proposito di riforma Gelmini...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPY0mrmiJ-I/AAAAAAAAA0o/_1VlmwkxW70/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 223px; height: 167px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPY0mrmiJ-I/AAAAAAAAA0o/_1VlmwkxW70/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545677830297364450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non riesco a capire che cosa succeda alla scuola; meglio, non riesco a comprendere che cosa vogliano fare del sistema scolastico. Il governo, ogni tanto, dice che serve una riforma. Siamo dello stesso parere, lo hanno affermato tanti altri governi, non esclusi quelli della cosiddetta “Prima Repubblica” e non si contano i fallimenti. Ora però non capisco proprio che cosa abbiano in testa; non mi raccapezzo perché non posso credere che intendano per riforma il taglio degli organici, la banalizzazione degli insegnamenti, il “dirottamento” nella formazione professionale di alunni, ritenuti non interessati alla scuola, per farli completare l’obbligo scolastico. Questi, quand’anche fossero condivisibili, e non lo sono affatto, sarebbero da considerarsi interventi scoordinati, certamente non funzionali ai fini di una riforma. Ed invece si tratta di atti assolutamente peggiorativi del già traballante sistema scolastico, incapace, allo stato, di dare a tutti i cittadini la formazione indispensabile per essere tali; ed ovviamente mi limito a pensare al settore scuola, non entro nel merito degli interventi sull’Università.&lt;br /&gt;Ribadisco non c’è neppure l’idea di un progetto, ma mi viene il dubbio che un’intenzione implicita a tutti gli interventi ci sia. In fondo distruggendo il sistema formativo si rende possibile lo scardinamento della democrazia concreta o, se si vuole la democrazia semplicemente. Da una parte si afferma, in nome della sovranità popolare che le regole sono di intralcio all’azione di governo, dall’altra si rende la volontà popolare omogenea agli interessi, non già della classe dirigente che non esiste, ma solamente delle “famiglie” dominanti.&lt;br /&gt;Si arriva così ad una ferita mortale alla democrazia, vuoi delle regole, vuoi della concreta capacità del cittadino di usarne; non si tratta più di limitare la democrazia alla sua concezione liberale (magari!), ma di scardinare del tutto l’impianto democratico, la cui fondazione trova nella scuola un presupposto costitutivo. In fondo se la democrazia (troppe volte lo abbiamo richiamato) necessita prima del consenso popolare, della dialettica dei progetti e dei programmi e se di tale dialettica i protagonisti sono tutti i cittadini, costoro devono essere in grado di confrontarsi con consapevolezza nella costruzione della città dell’uomo, devono essere posti nella condizioni di partecipare al confronto delle varie opzioni possibili alla formazione (successiva!) del consenso. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPY06qFwmmI/AAAAAAAAA0w/a005Lovmcbc/s1600/images-1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 242px; height: 208px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPY06qFwmmI/AAAAAAAAA0w/a005Lovmcbc/s400/images-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545678173488847458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Di qui il contributo essenziale della scuola, costitutivo dell’impianto democratico: la dialettica consapevole, contro la dittatura dell’omologazione. Si tratta, sia detto di sfuggita, dell’unico totalitarismo oggi temibile: la dittatura che crea ossequio, al posto del consapevole confronto. Altro che dittatura del relativismo!&lt;br /&gt;Ed allora: o scuola organica ad una formazione funzionale al confronto dialettico (relativismo o libertà concretamente realizzata?) o fine dell’impianto democratico dello Stato.&lt;br /&gt;Ci sono in ogni caso dei problemi. Non c’è dubbio che anche i governi della “Prima Repubblica” hanno, in gran parte, eluso il problema di un sistema scolastico fondativo della democrazia. Tuttavia, mi pare, lo hanno avuto presente e qualcosa sembrano aver tentato. Intanto, sia pur tra molte difficoltà, hanno realizzato la scuola media unica, tra altre difficoltà hanno pensato alla formazione dei diversamente abili, tra le contraddizioni dell’ideologia hanno creato alcune (poche in verità) condizioni favorevoli ai capaci e meritevoli; penso al famoso, sia pure inadeguato presalario. Resta il fatto che alcune riserve vanno poste, perché alcune contraddizioni mi sembrano cariche di effetti negativi sul lungo periodo.&lt;br /&gt;Mi spiego con un esempio, fra i tanti possibili. Certamente si ricorda le tesi sostenuta da molti movimenti ed associazioni scolastiche, di diversa estrazione culturale, della pari dignità degli insegnamenti e delle discipline. Su questo roboante assioma si è caricata la scuola di ogni possibile impegno. Ora, per farla breve, io non credo che la scuola sia l’unica responsabile dell’educazione stradale, penso invece che la scuola sia l’unica garante dell’insegnamento del leggere e dello scrivere.  Sarà anche bello che a scuola si impari a cantare (magari “la vispa Teresa”), ma penso più formativo l’insegnamento della matematica. Sarà sicuramente importante dare spazio all’osservazione dei fenomeni, ma è compito imprescindibile della scuola far ragionare su quanto osservato. Insomma giratela come volete: c’è disciplina che deve essere affrontata, c’è insegnamento che sarebbe opportuno affrontare; c’è una graduatoria. Di conseguenza, quando si è alle strette, magari sul piano finanziario bisogna privilegiare le discipline indispensabili alla formazione e rimandare a tempi migliori quelle opportune. Una riforma non può non tenere conto di questo presupposto perché ne derivi un impianto disciplinare conseguente.&lt;br /&gt;C’è di più. Ho parlato delle contraddizioni che hanno ritardato la promozione del merito; ribadisco ciò che tante volte mi è capitato di affermare: l’ideologia ha confuso l’egualitarismo con la pari opportunità data a tutti i cittadini di pervenire ai gradi più alti degli studi. Ora mi preme chiarire con qualche osservazione più puntuale e ricorro al metodo contrastivo.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPY1VFIKAAI/AAAAAAAAA1A/cPie1WybuDQ/s1600/images-3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 243px; height: 207px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPY1VFIKAAI/AAAAAAAAA1A/cPie1WybuDQ/s400/images-3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545678627423256578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi spiego. La classe dirigente risorgimentale e poi lo stesso fascismo avevano affidato alla scuola  un duplice compito: formare la classe dirigente e in parallelo socializzare le masse per un adeguato controllo e, in funzione di questo secondo fine, la formazione doveva  puntare al minimo indispensabile di indottrinamento, anche attraverso l’insegnamento del leggere e dello scrivere. In ogni caso classe dirigente e masse popolari dovevano essere ben distinte, già nei primi passi della formazione. Il fascismo, rispetto alle elite liberal/risorgimentali, con la riforma Gentile, seppe dare al progetto una realizzazione organica. Nel sistema repubblicano (qui c’è il vero contrasto) il sistema formativo non può limitarsi al minimo indispensabile, per di più in funzione dei piani della classe dirigente, ma deve puntare al massimo possibile di formazione, in considerazione delle capacità di tutti e di ciascuno. Ne deriva che tutti hanno diritto, costituzionalmente garantito, al massimo possibile, in ragione delle proprie capacità personali. E non solo per un principio personalistico, ma per una ragione di natura costitutiva della convivenza civile in cui le migliori risorse umane, adeguatamente promosse, vanno poste al servizio della comunità.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPY1HliLHfI/AAAAAAAAA04/3qpJ5S595TU/s1600/images-2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 177px; height: 285px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPY1HliLHfI/AAAAAAAAA04/3qpJ5S595TU/s400/images-2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545678395604147698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da queste premesse la promozione del merito, a qualsiasi costo, perché ne va di mezzo lo stesso fisiologico processo della democrazia realizzata.&lt;br /&gt;Ci sono state delle contraddizioni sempre, ma ora, non so fino a che punto ci sia reale capacità di capire ciò che si sta facendo (lo sa Maria Stella?), si vuole scardinare lo stesso impianto culturale di una scuola a servizio di tutti. La consapevole partecipazione alla vita della nazione, con le capacità personali promosse al massimo possibile, è precisamente il contrario all’omologazione dei comportamenti, indotta dalla tirannide mediatica, dalla dittatura del conformismo; altro che dittatura del relativismo!&lt;br /&gt;Un’ultima osservazione, proprio per concludere. La promozione del merito, attraverso il sistema formativo, è possibile solo se la didattica viene aggiornata ai risultati della ricerca; in caso contrario l’insegnamento, obsoleto e manualistico, non promuove né il merito, né le capacità più sofisticate.&lt;br /&gt;Per questo (e so di ripetermi, ma lo esige la completezza del ragionamento) l’aggiornamento degli insegnanti va posto come elemento costitutivo della professione, ma va realizzato in stretto rapporto coi risultati della ricerca. L’alternativa è la ripetizione manualistica, e magari per l’intera vicenda personale di ogni docente, di ciò che si è appreso all’Università; al massimo con l’aggiunta (ma, oggi mi pare senza più quello) di qualche trovata da metodologismo didattico, sempre caro ai burocrati dell’Istituzione.&lt;br /&gt;Ora non mi angoscio più di tanto, ma un tempo, quando sentivo parlare di didattica delle discipline, ero quanto mai interessato, ma stavo attento al possibile trucco.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Agostino Pietrasanta&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-3011461164653339169?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/3011461164653339169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=3011461164653339169&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3011461164653339169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3011461164653339169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/12/scuola-e-democrazia.html' title='Scuola e democrazia'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPY0mrmiJ-I/AAAAAAAAA0o/_1VlmwkxW70/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-4886839225861439672</id><published>2010-11-29T12:25:00.003+01:00</published><updated>2010-11-29T12:37:45.419+01:00</updated><title type='text'>Il testamento di Padre Christian De Chergé</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPOQJpQAQfI/AAAAAAAAA0Y/tX8HUyrQnCc/s1600/frati.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 308px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPOQJpQAQfI/AAAAAAAAA0Y/tX8HUyrQnCc/s400/frati.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544934061589414386" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Testamento di Padre Christian De Chergè, priore dell’Abbazia di Tibhirine, ucciso con 6 monaci trappisti da fondamentalisti islamici in Algeria, probabilmente il 21 maggio 1996. Alla vicenda di padre Christian De Chergè e dei suoi confratelli è stato dedicato il film Les hommes et les Dieux, malamente tradotto in Italia con Uomini di Dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se mi capitasse un giorno - e potrebbe essere oggi - di essere vittima del terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia, si ricordassero che la mia vita era “donata” a Dio e a questo paese.&lt;br /&gt;Che essi accettassero che l’unico Signore di ogni vita non potrebbe essere estraneo a questa dipartita brutale.&lt;br /&gt;Che pregassero per me: come essere trovato degno di una tale offerta?&lt;br /&gt;Che sapessero associare questa morte a tante altre ugualmente violente, lasciate nell’indifferenza dell’anonimato.&lt;br /&gt;La mia vita non ha valore più di un’altra. Non ne ha neanche meno. In ogni caso non ha l’innocenza dell’infanzia.&lt;br /&gt;Ho vissuto abbastanza per sapermi complice del male che sembra, ahimè, prevalere nel mondo, e anche di quello che potrebbe colpirmi alla cieca. Venuto il momento, vorrei poter avere quell’attimo di lucidità che mi permettesse di sollecitare il perdono di Dio e quello dei miei fratelli in umanità, e nello stesso tempo di perdonare con tutto il cuore chi mi avesse colpito.&lt;br /&gt;Non potrei augurarmi una tale morte. Mi sembra importante dichiararlo. Non vedo, infatti, come potrei rallegrarmi del fatto che questo popolo che io amo venisse indistintamente accusato del mio assassinio.&lt;br /&gt;Sarebbe pagare a un prezzo troppo alto ciò che verrebbe chiamata, forse, la “grazia del martirio”, doverla a un Algerino, chiunque sia, soprattutto se egli dice di agire in fedeltà a ciò che crede essere l’Islam.&lt;br /&gt;So di quale disprezzo hanno potuto essere circondati gli Algerini, globalmente presi, e conosco anche quali caricature dell’Islam incoraggia un certo islamismo. E’ troppo facile mettersi la coscienza a posto identificando questa via religiosa con gli integrismi dei suoi estremismi.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPOQZTCGShI/AAAAAAAAA0g/79jzgGvZoTU/s1600/uomini-di-dio-3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPOQZTCGShI/AAAAAAAAA0g/79jzgGvZoTU/s400/uomini-di-dio-3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544934330503416338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’Algeria e l’Islam, per me, sono un’altra cosa, sono un corpo e un anima.&lt;br /&gt;L’ho proclamato abbastanza, mi sembra, in base a quanto ho visto e appreso per esperienza, ritrovando così spesso quel filo conduttore del Vangelo appreso sulle ginocchia di mia madre, la mia primissima Chiesa proprio in Algeria, e, già allora, nel rispetto dei credenti musulmani.&lt;br /&gt;La mia morte, evidentemente, sembrerà dare ragione a quelli che mi hanno rapidamente trattato da ingenuo, o da idealista: “Dica, adesso, quello che ne pensa!”.&lt;br /&gt;Ma queste persone debbono sapere che sarà finalmente liberata la mia curiosità più lancinante. Ecco, potrò, se a Dio piace, immergere il mio sguardo in quello del Padre, per contemplare con lui i Suoi figli dell’Islam così come li vede Lui, tutti illuminati dalla gloria del Cristo, frutto della Sua Passione, investiti del dono dello Spirito, la cui gioia segreta sarà sempre di stabilire la comunione,giocando con le differenze.&lt;br /&gt;Di questa vita perduta, totalmente mia e totalmente loro, io rendo grazie a Dio che sembra averla voluta tutta intera per questa gioia, attraverso e nonostante tutto.&lt;br /&gt;In questo “grazie” in cui tutto è detto, ormai della mia vita, includo certamente voi, amici di ieri e di oggi, e voi, amici di qui, insieme a mio padre e a mia madre, alle mie sorelle e ai miei fratelli, e a loro, centuplo regalato come promesso!&lt;br /&gt;E anche te, amico dell’ultimo minuto che non avrai saputo quel che facevi. Sì, anche per te voglio questo “grazie”, e questo “a-Dio” nel cui volto ti contemplo.&lt;br /&gt;E che ci sia dato di ritrovarci, ladroni beati, in Paradiso, se piace a Dio, Padre nostro, di tutti e due.&lt;br /&gt;Amen! Inch’Allah.&lt;br /&gt;Algeri, 1 dicembre 1993&lt;br /&gt;Tibhrine, 1° gennaio 1994&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-4886839225861439672?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/4886839225861439672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=4886839225861439672&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/4886839225861439672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/4886839225861439672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/11/il-testamento-di-padre-christian-de.html' title='Il testamento di Padre Christian De Chergé'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPOQJpQAQfI/AAAAAAAAA0Y/tX8HUyrQnCc/s72-c/frati.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-6783910375192669403</id><published>2010-11-29T00:01:00.005+01:00</published><updated>2010-11-29T00:14:33.142+01:00</updated><title type='text'>Sfascio Italia</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;da Adista - Segni nuovi - 27 novembre 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ci fosse bisogno di un’immagine simbolo della miserevole condizione dell’Italia di questi tempi, la natura stessa si è incaricata di fornircela: il crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei, le alluvioni in Veneto e in Campania, i cumuli di monnezza a Napoli, le manifestazioni anti-discariche, gli immigrati “appesi” ad una gru a Brescia o a una ciminiera a Milano... Oppure le foto delle varie D’Addario, Noemi, Ruby...&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPLg8E9dZII/AAAAAAAAA0Q/2DxjNHK-5Ac/s1600/silvio-berlusconi-ruby-rubacuori-escort.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 310px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPLg8E9dZII/AAAAAAAAA0Q/2DxjNHK-5Ac/s400/silvio-berlusconi-ruby-rubacuori-escort.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544741413974795394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’Italia sta vivendo uno dei suoi momenti più bui. Il peggio è che non se ne vede la&lt;br /&gt;fine, nonostante il precipitare degli eventi degli ultimi giorni con le prese di posizione di Fini, le contestazioni sempre più diffuse al premier, la perdita della prosopopea e arroganza dei ministri berlusconiani, le sempre più frequenti manganellate delle polizia a contestatori e manifestanti di diverso colore politico o senza alcun colore! Si fatica a immaginare un futuro migliore in tempi ragionevoli.&lt;br /&gt;Già questa commistione tra azione di governo o, meglio, “inazione” di governo, e vita privata di Berlusconi è un’anomalia. Un governo dovrebbe essere giudicato per ciò che fa, non per la vita privata del premier. Ma da troppo tempo Berlusconi ha passato il segno. Si dice che molto di buono il governo ha fatto e fa, e questo “buon fare” avrebbe due nomi: Maroni e Tremonti. Che ha fatto Tremonti? Ha usato la “crisi” come strumento per aumentare gli squilibri sociali, per dare ai ricchi e togliere ai poveri, ha messo le mani sui fondi provenienti dal 5 per mille che gli italiani hanno destinato al cosiddetto Terzo settore, ma nel frattempo ha trovato i soldi per le scuole private, in gran parte cattoliche. Nulla da eccepire sul diritto della Chiesa di avere una sua proposta educativa attraverso scuole private ma, in una visione evangelica, testimonianza vera sarebbe in questo dissestato momento, dissestato economicamente e moralmente, un “No, grazie! Aspettiamo tempi migliori e decisioni non strumentali!”. E Maroni? Resta il principale artefice della “fortezza Italia”, il gestore del pacchetto sicurezza costruito sulle paure della gente, sapientemente create ad arte, il teorico di una sostanziale “nuova schiavitù”, colui che rende criminali i poveri e disperati.&lt;br /&gt;Ma poi, è proprio vero che la vita privata di Berlusconi non c’entra con l’azione di governo? Quando un capo di governo difende e rivendica il suo stile di vita immorale e amorale secondo ogni giudizio etico, non solo di un’etica “religiosa”, e lo sbandiera come un “bel vivere” e come esempio di vita riuscita e realizzata, questo è un atto politico! E se il bel vivere si misura dalla volgarità del linguaggio e dei giudizi (barzellette sulle donne condite magari di bestemmie, contestualizzate, per carità, come chiede un illustre prelao della nostra Chiesa); dalle frequentazioni di escort (in chiaro: prostitute!), di minorenni, di personaggi almeno discussi e discutibili, dall’ostentazione offensiva della ricchezza, (sulla cui origine tanti dubbi, anche giudiziari, permangono); dal potere gestito con superficialità e spregiudicatezza, alla maniera dei sultani ottomani o dei “padroni delle ferriere”, tutto questo non è politica? Chi è immorale e amorale nella vita privata inesorabilmente è immorale e amorale anche nella vita pubblica. E la sua immoralità e amoralità diventano costume, diventano l’ethos di un popolo intero abbagliato e manipolato con un uso sapiente e spregiudicato dei mezzi di comunicazione, operazione che il Nostro ha ben condotto a partire dagli anni ‘80.&lt;br /&gt;Di certo, sarà più facile ricostruire la Casa dei Gladiatori che ridare un’anima all’Italia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Walter Fiocchi&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-6783910375192669403?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/6783910375192669403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=6783910375192669403&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/6783910375192669403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/6783910375192669403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/11/sfascio-italia.html' title='Sfascio Italia'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPLg8E9dZII/AAAAAAAAA0Q/2DxjNHK-5Ac/s72-c/silvio-berlusconi-ruby-rubacuori-escort.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-5600151268719383064</id><published>2010-11-28T23:17:00.002+01:00</published><updated>2010-11-28T23:55:51.432+01:00</updated><title type='text'>PELLEGRINAGGIO DI PACE E GIUSTIZIA IN TERRASANTA dal 28 febbraio al 7 marzo 2011</title><content type='html'>Noi siamo quelli dell’Europa. È vecchia, ma spesso si dimentica che è ancora piccina rispetto a «mamma Gerusalemme». Chi ha già fatto l’esperienza di uno dei nostri pellegrinaggi nella Terra del Santo sa che non ci accontentiamo di incontrarci con la fonte della fede attraverso ciò che sta sotto la terra: gli scavi, l’archeologia, la memoria. Nemmeno di ciò che sta sopra: i santuari, i luoghi santi, le celebrazioni. Ci interessiamo di chi vive nella terra: le pietre vive! Ci stiamo rendendo conto che in oriente, il passato che ci accomuna e il presente con la sua complessità, sono così importanti che disgiungerli significherebbe perdere qualcosa di fondamentale, proprio di ciò che andiamo cercando, ogni volta che andiamo a questa fonte. Spesso i pellegrini tornano mancanti, fruitori di una esperienza di turismo religioso, sinceri nel loro atto di fede, sicuramente toccati in qualche modo dallo Spirito ma con il rischio che «non sono stati dei veri pellegrini», non hanno incontrato la fonte, oppure ne hanno bevuto ben poco rispetto a quello che avrebbero potuto (la fonte è anche il testo, la Bibbia, e il rischio è di incontrare la terra della Bibbia anche senza aprirla nemmeno!). Abbiamo avviato uno stile di peregrinare, con una continuità dopo il viaggio. Abbiamo dei contatti con le pietre vive, per essere ponti, per avviare, promuovere e poi custodire forme di condivisione. Vogliamo far crescere i contatti con le risorse locali e positive di ciascuna delle religioni rivelate, per imparare a sentirci ospitati da tutti, per sentire voci differenti, perché la Terra del Santo non è la nostra terra, non la possiamo frequentare da «europei», esportare uno stile incompatibile con quella terra: essa è abitata non solo da minoranze e da una maggioranza, essa è del Santo sia per chi ci abita, sia per chi ci passa. La terra è ricca di colori e suggestioni, di memorie e di tradizioni, la terra è luogo di complessità e conflitto, ma anche ricca di possibilità, di testimoni, di fede, di tanta fede vissuta in modalità che non riusciamo mai a conoscere fino in fondo, eppure ne rimaniamo evangelizzati. Questo modo di viaggiare fa bene ai nostri pellegrini, e fa bene a chi abita la Terra del Santo, a chi ci accoglie con tanta gioia e si racconta. Da una parte questi ultimi non si sentono abbandonati, dall’altra i pellegrini si aprono al mondo dei fratelli nella fede di Gesù, o di Abramo, per accorgerci di un mondo altrimenti sconosciuto, per non tornare uguali a come si è partiti. Il pellegrinaggio è occasione ecumenica, occasione per conoscere quella situazione in una giusta prospettiva, per dare sostegno, incontrare le pietre vive, per uscire dai parametri di un certo turismo religioso, anche nelle scelte più concrete che spesso si fanno. Ci sono pellegrinaggi frutto di «pacchetti già pronti», un «mordi e fuggi» a volte dal prezzo insidioso, allettante, ma che sono mossi solo da interessi economici che non sfiorano nemmeno le tematiche di attualità. È  «pellegrinaggio» un viaggio organizzato così? È il viaggio per incontrare le pietre vive o il viaggio per forgiare i mattoni della torre di Babele? C’è il rischio di andare in Medio Oriente, organizzati, poco essenziali, spesso disinteressati alla situazione locale, e molto interessati alle pietre morte, a trattare la terra come un museo. In questo caso siamo rischiamo di essere figli della torre di Babele; rischiamo di essere come quei mattoni, tutti uguali; se questi sono i mattoni che abbiamo a disposizioni per costruire la storia, allora non possiamo che parlare di una storia fallimentare. Possiamo, invece, ascoltare un invito dal Medio Oriente, sentirlo vivo, dove le comunità locali sono pronte ad accoglierci con il loro stile, con le loro risorse, con il loro entusiasmo, con la storia, l’archeologia, la memoria, la parola fatta carne proprio presso la terra, ma ancora pulsante proprio nei volti, nella gente: non solo eco di una’esperienza legata alla memoria del passato, ma eco di incontri con la realtà presente, religiosa, sociale e politica.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Walter&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPLd0X9nO3I/AAAAAAAAA0I/NzXPi1qMHqo/s1600/IMG_0799.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPLd0X9nO3I/AAAAAAAAA0I/NzXPi1qMHqo/s400/IMG_0799.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544737983101877106" /&gt;&lt;/a&gt;PROGRAMMA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1° GIORNO – 28 febbraio – lunedì&lt;br /&gt;Alessandria / Milano / Tel Aviv / Betlemme&lt;br /&gt;Partenza in pullman riservato per l’aeroporto di Milano Malpensa. Volo ElAl per Tel Aviv. Arrivo a Tel Aviv. Partenza per Betlemme, sistemazione in hotel, cena e pernottamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2° GIORNO – 1 marzo – martedì&lt;br /&gt;Betlemme / Hebron / Betlemme&lt;br /&gt;Visita della Basilica della Natività. S. Messa. Pranzo. Nel primo pomeriggio trasferimento a Hebron e visita alle Tombe dei Patriarchi. Rientro a Betlemme. Cena e pernottamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3° GIORNO – 2 marzo – mercoledì&lt;br /&gt;Gerusalemme / Monte Sion / Betlemme&lt;br /&gt;A Gerusalemme Visita della Spianata delle Moschee e Muro Occidentale (“Muro del Pianto”), poi visita al “Monte Sion Cristiano”: Cenacolo, Dormizione e S. Pietro in Gallicantu. Pranzo.&lt;br /&gt;Nel pomeriggio Chiesa di S. Anna, Flagellazione, Via Dolorosa. Santo Sepolcro. Messa al Santo Sepolcro. Cena e pernottamento a Betlemme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4° GIORNO – 3 marzo – giovedì&lt;br /&gt;Betlemme/ Ramallah / Gerico / Betlemme&lt;br /&gt;Partenza per Ramallah. Visita al Centro di Ricamo. Pranzo. Nel pomeriggio alla parrocchia di Taibeh, unico villaggio interamente cristiano, dove incontreremo don Raed Abusahlia, il parroco della comunità. Messa a Taibeh. Rientro a Betlemme per cena e pernottamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5° GIORNO – 4 marzo – venerdì&lt;br /&gt;Betlemme / Sebastia / Nablus / Betlemme&lt;br /&gt;Partenza per Sebastia: è la città fondata da Erode il Grande, sul luogo dell’antica Samaria, in onore dell’imperatore Augusto. Sull’acropoli di Sebastia oggi sono ancora visibili i resti della città romana, parzialmente scavata nel secolo scorso, tra cui il foro e la basilica, il teatro, il tempio ad Augusto, la strada colonnata e parte delle mura. Nel periodo bizantino, sopra un luogo di sepoltura romano fuori dalle mura, sotto l’attuale moschea, fu costruita una chiesa, a ricordo della sepoltura di Giovanni Battista che le fonti cristiane della Terra Santa ricordano in questo luogo sin dal IV secolo. L’edificio attuale fu ricostruito dai Crociati quando giunsero in Terra Santa nella seconda metà del XII secolo ed era secondo in grandezza solo alla Chiesa del S. Sepolcro. Pranzo.&lt;br /&gt;Visita di Nablus: conosciuta anche come Sichem è una delle più grandi città della Palestina. È situata a circa sessanta chilometri a nord di Gerusalemme tra le montagne di Ebal e Garizim molto vicino alla biblica Sichem. La popolazione è in grande maggioranza araba. La città fu fondata dai romani nel 72 e venne chiamata Flavia Neapolis (nuova città dell'imperatore Flavio). Dopo la conquista araba avvenuta nel 636, venne chiamata Nablus. I crociati la chiameranno Napoli e diventerà una delle principali città del Regno di Gerusalemme. Nel 1202 verrà distrutta dai crociati stessi. In seguito riedificata da parte degli Arabi. Rientro a Betlemme, cena e pernottamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6° GIORNO - 5 marzo – sabato&lt;br /&gt;Betlemme / Gerusalemme / Yad Vashem / Betlemme&lt;br /&gt;Mattinata dedicata alla visita di Gerusalemme. Monte degli Ulivi, Dominus flevit con Messa, Getsemani e Tomba della Vergine. Pranzo.&lt;br /&gt;Visita allo Yad Vashem (Museo della Shoah) e al Museo del Libro. Rientro a Betlemme. Cena e pernottamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7° GIORNO – 6 marzo – domenica&lt;br /&gt;Betlemme / Gerico / Betlemme&lt;br /&gt;Trasferimento a Gerico. Visita al luogo del Battesimo di Gesù. Tour in Città. Visita al Mosaic Centre. Messa nella parrocchia cristiana del “Buon Pastore”. Saluto al Sindaco della Città gemellata con Alessandria. Pranzo. Nel pomeriggio visita di Qumran e sosta al Mar Morto. Cena e pernottamento a Betlemme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8° GIORNO - 7 marzo – lunedì&lt;br /&gt;Gerusalemme / Tel Aviv / Milano / Alessandria&lt;br /&gt;Al mattino tempo libero. Pranzo. Partenza per Lod e visita della Chiesa che custodisce la tomba di San Giorgio. Trasferimento all’aeroporto di Tel Aviv. Imbarco con volo ElAl. Arrivo a Milano Malpensa. Rientro ad Alessandria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QUOTA DI PARTECIPAZIONE&lt;br /&gt;In camera doppia   €     1.290,00&lt;br /&gt;Supplemento camera singola  €        270,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISCRIZIONI: telefonare al più presto a don Walter (335 5818204) per la preiscrizione.&lt;br /&gt;Per la conferma (entro il 20 di dicembre) è richiesta una caparra di € 400&lt;br /&gt;(Fino al 31 gennaio i posti cancellati saranno soggetti a penale di Euro 150; dal 1° al 10 febbraio, i posti cancellati saranno soggetti a penalità di Euro 400,00; dal 20 febbraio al giorno della partenza, penalità totale per ogni cancellazione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE COMPRENDE:&lt;br /&gt;- Trasferimento in pullman per/da l’aeroporto di Milano Malpensa; passaggi aerei con voli ElAl; tasse aeroportuali e di dogana in Israele e percentuali di servizio; kg. 20 bagaglio in franchigia; assistenza aeroportuale in Italia e all’estero; sistemazione in albergo di buona categoria in camere doppie con servizi; trattamento di pensione completa, dalla cena del primo giorno al pranzo dell'ultimo; escursioni, tours, entrate, come da programma; mance, facchinaggi ed extra in genere; Bus Gt con autista; Guida autorizzata parlante italiano per tutta la durata del tour; Assicurazione medico - bagaglio Mondial Assistance; omaggio ad ogni partecipante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE NON COMPRENDE:&lt;br /&gt;- Assicurazione integrativa facoltativa annullamento MONDIAL ASSISTANCE: 3,50% del costo del pacchetto (contratto 2008); tutto quanto non espressamente menzionato nel programma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Documenti&lt;br /&gt;Per i cittadini italiani e' richiesto il passaporto regolarmente bollato ed in corso di validità di almeno 6 mesi dalla data di inizio del viaggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Modifiche al programma potranno essere necessarie per condizioni ed esigenze che si presentino in Terrasanta e comunicate successivamente o in loco. I luoghi delle celebrazioni sono solo indicativi. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organizzazione tecnica: "Eteria" s.r.l. - Fidenza&lt;br /&gt;Condizioni generali come da catalogo Eteria 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-5600151268719383064?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/5600151268719383064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=5600151268719383064&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5600151268719383064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5600151268719383064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/11/pellegrinaggio-di-pace-e-giustizia-in.html' title='PELLEGRINAGGIO DI PACE E GIUSTIZIA IN TERRASANTA dal 28 febbraio al 7 marzo 2011'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TPLd0X9nO3I/AAAAAAAAA0I/NzXPi1qMHqo/s72-c/IMG_0799.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-2096042591762883946</id><published>2010-11-06T09:45:00.001+01:00</published><updated>2010-11-06T09:50:01.055+01:00</updated><title type='text'>La difficile identità</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Da ttp://www.cittafutura.al.it/web2009/_pages/sommario.php?URL=cittafutura.al.it&amp;LNG=IT&amp;L=2&amp;C=11&amp;T=news&amp;D=IT%7BC9D016CA-A0E1-E0C7-826C-AB55861F66A5%7D&amp;A=0&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le opinioni concordi ritengono che Berlusconi sia al capolinea e ritengono che la maggioranza di centro/destra sia ormai alla dissoluzione finale. Il giudizio è sul serio quello delle “campane a morto”; per altro a fronte di un’assenza totale di scelte razionali dell’esecutivo, che tira a campare nell’emergenza, di fronte all’evidente protrarsi di problemi di cui si era decantata la rapida soluzione (i rifiuti nel centro di Napoli e non solo!), di fronte ad una condotta censurabile del premier, che dalla sfera del privato invade la stessa correttezza istituzionale, di fronte alle evidenti indebite ingerenze dell’esecutivo in tutti gli ambiti della vita della nazione non si fa fatica a prevedere una svolta, nonostante i toni da resistenza del cavaliere e dei suoi cristallizzati fedelissimi cortigiani.&lt;br /&gt;Tuttavia accanto alle campane a morto rivolte non solo all’esecutivo, ma molto spesso alla stessa esperienza di un centro/destra, tanto populista quanto privo di cultura delle regole e di fisiologica fondazione democratica, si rileva la stupore di larga parte degli opinionisti sulla inefficienza e sulla latitanza dei protagonisti di una possibile (?) alternativa, vuoi dell’opposizione (Bersani in particolare), vuoi dell’area che si sta opponendo, ormai da mesi, all’interno del centro/destra alla deriva delle regole democratiche (Fini per l’appunto).&lt;br /&gt;Sinceramente (si tratta ovviamente di un’opinione) penso ormai inutili le analisi critiche e credo invece urgente un’indicazione di eventuali alternative in positivo. Queste risentono di una macroscopica carenza; ed il motivo, sicuramente complesso, deriva in ogni caso dalla mancata o abortita costituzione di un partito di centro/sinistra.  Le stesse valutazioni che si sono confrontate in questa sede rilevano una difficoltà che sembra insormontabile: trovare obiettivi comuni e programmi condivisi dagli eredi di tradizioni diverse.&lt;br /&gt;Dico subito che, quando parlo di convergenza tra tradizioni diverse, non intendo affatto riproporre improbabili soggetti centristi o post/democristiani che qualcuno sembra temere: potrebbero forse servire a chiudere l’infausta esperienza berlusconiana, ma poi? come si procederebbe nel governo del Paese?&lt;br /&gt;Sono certo di ripetermi, ma il problema, fino a soluzione (se sarà praticabile) rimane aperto. Io continuo a ritenere che l’esperienza del cattolicesimo/democratico e quello della sinistra italiana possano e debbano intendersi su due pilastri fondamentali: in alternativa non vedo che una deriva antidemocratica, peraltro già in atto.&lt;br /&gt;I due pilastri attengono la laicità e l’autonomia della politica e l’incontro tra gli obiettivi della solidarietà e quelli del merito.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La laicità&lt;/span&gt;. C’è una forte componente di pensiero popolare cattolico che ha sempre sostenuto l’autonomia della politica dalla religione e la non compromissione del livello religioso con quello della dialettica tra le parti. Grazie a questa componente la legittimazione delle parti politiche (i partiti) non è mai stata posta in discussione ed i tentativi di formazione di uno Stato cattolico e dunque non pluralistico sono stati bloccati. Eppure i tentativi messi in opera da settori importanti della Chiesa nel secondo dopo/guerra erano stati di notevole rilievo. Resta indubbio merito della D.C. aver salvato lo spirito laico della Costituzione sul punto specifico e di aver convogliato lo stesso consenso elettorale in senso democratico, quando avrebbe potuto orientarsi, a fronte di una presenza prestigiosa (per una serie di motivi in quegli anni era fuori discussione: ed è riconosciuto da una storiografia autorevolissima) della Chiesa su versanti filo/autoritari.&lt;br /&gt;Ricuperare questa tradizione dopo averla riconosciuta, anziché limitarsi a valutare la funzione anti/comunista del partito di cattolici, significa concorrere alla fondazione di una laicità indispensabile alla vita delle istituzioni democratiche e significa cogliere la componente filo/costituzionalista della D.C. anche dopo la Costituente, nonostante la caduta di stile in alcuni passaggi della storia repubblicana. Certo si tratta forse di una componente minoritaria nella presenza dei cattolici nella vita politica: minoritaria, ma culturalmente più cospicua e, per diversi aspetti vincente.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Solidarietà e merito&lt;/span&gt;. Anche qui so di ripetermi, ma siamo in presenza della questione più urgente. Troppi ritengono ancora che la solidarietà significhi egualitarismo: su questi presupposti non si arriva ad alcuna convergenza e ad alcuna identità di un partito riformista di sinistra.&lt;br /&gt;Inviterei i difensori dello spirito e della lettera della Carta costituzionale a rivedere l’importanza ed i compiti che dalle nostre istituzioni viene data alla promozione del merito come essenziale ai rapporti di solidarietà; li inviterei a tener conto delle possibilità date a tutti se i capaci e meritevoli sono messi a servizio della nazione.&lt;br /&gt;Di qui nascono obiettivi essenziali e programmi coerenti per una presenza riformista ed innovativa. In caso contrario resta inutile la critica, in sé giusta, ad un governo che bistratta il sistema formativo, che permette organici di cattedre per trentacinque allievi, che sopprime di fatto le borse di studio (l’ineffabile Maria Stella, ossequiente e fedele al ministro del Tesoro!), che taglia la già esigua risorsa della ricerca (e qui sì che ci sono anche responsabilità di tanti governi democristiani) che manda a spasso i giovani in tutti i rami della cultura (ed ovviamente non solo!).&lt;br /&gt;Non c’è alternativa: o si promuove la ricerca ed una formazione attenta ai risulti della ricerca o non si diventa competitivi, a fronte di una globalizzazione che apre ai mercati internazionali solo se migliori degli altri; qualcuno propone di alzare le barriere!&lt;br /&gt;Il Partito democratico, sullo specifico, è in grado di una proposta capace di programmi di governo? Per ora non abbiamo visto nulla: l’unica preoccupazione, al livello nazionale, ma anche a quello locale attiene gli assetti di potere, uniti a confluenze trasformistiche scandalose.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Agostino Pietrasanta&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-2096042591762883946?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/2096042591762883946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=2096042591762883946&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2096042591762883946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2096042591762883946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/11/associazione-citta-futura-alessandria.html' title='La difficile identità'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-7450351221382953127</id><published>2010-10-23T22:21:00.004+02:00</published><updated>2010-10-23T22:40:41.963+02:00</updated><title type='text'>Messaggio al Popolo di Dio dal Sinodo per il Medio Oriente</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ecco il testo del Messaggio al Popolo di Dio a conclusione dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, approvato venerdì pomeriggio dai Padri sinodali in occasione della quattordicesima Congregazione generale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuor solo e un’anima sola”&lt;/span&gt; (At 4, 32)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ai nostri fratelli presbiteri, diaconi, religiosi, religiose, alle persone consacrate e a tutti i nostri amatissimi fedeli laici e a ogni persona di buona volontà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Introduzione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La grazia di Gesù nostro Signore, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente è stato per noi una novella Pentecoste. «La Pentecoste è l’avvenimento originario, ma anche un dinamismo permanente. Il Sinodo dei Vescovi è un momento privilegiato nel quale può rinnovarsi il cammino della Chiesa e la grazia della Pentecoste» (Benedetto XVI, Omelia della Messa d’apertura del Sinodo, 10.10.2010).&lt;br /&gt;Siamo venuti a Roma, noi Patriarchi e vescovi delle Chiese cattoliche in Oriente con tutti i nostri patrimoni spirituali, liturgici, culturali e canonici, portando nei nostri cuori le preoccupazioni dei nostri popoli e le loro attese. &lt;br /&gt;Per la prima volta ci siamo riuniti in Sinodo intorno a Sua Santità il Papa Benedetto XVI con i cardinali e gli arcivescovi responsabili dei Dicasteri romani, i presidenti delle Conferenze episcopali del mondo toccate dalle questioni del Medio Oriente, e con rappresentanti delle Chiese ortodosse e comunità evangeliche, e con invitati ebrei e musulmani.&lt;br /&gt;A Sua Santità Benedetto XVI esprimiamo la nostra gratitudine per la sollecitudine e per gli insegnamenti che illuminano il cammino della Chiesa in generale e quello delle nostre Chiese orientali in particolare, soprattutto per la questione della giustizia e della pace. Ringraziamo le Conferenze episcopali per la loro solidarietà, la presenza tra noi durante i pellegrinaggi ai Luoghi santi e la loro visita alle nostre comunità. Li ringraziamo per l’accompagnamento delle nostre Chiese nei differenti aspetti della nostra vita. Ringraziamo le organizzazioni ecclesiali che ci sostengono con il loro aiuto efficace.&lt;br /&gt;Abbiamo riflettuto insieme, alla luce della Sacra Scrittura e della viva Tradizione, sul presente e l’avvenire dei cristiani e dei popoli del Medio Oriente. Abbiamo meditato sulle questioni di questa parte del mondo che Dio, nel mistero del suo amore, ha voluto fosse la culla del suo piano universale di salvezza. Da là, di fatto, è partita la vocazione di Abramo. Là, la Parola di Dio si è incarnata nella Vergine Maria per l’azione dello Spirito Santo. Là, Gesù ha proclamato il Vangelo della vita e del regno. Là, egli è morto per riscattare il genere umano e liberarlo dal peccato. Là è risuscitato dai morti per donare la vita nuova a ogni uomo. Là, è nata la Chiesa che da là è partita per proclamare il Vangelo fino alle estremità della terra. &lt;br /&gt;Il primo scopo del Sinodo è di ordine pastorale. È per questo che abbiamo portato nei cuori la vita, le sofferenze e le speranze dei nostri popoli e le sfide che si devono affrontare ogni giorno, convinti che « la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5, 5). È per questo che vi rivolgiamo questo messaggio, amatissimi fratelli e sorelle, e vogliamo che sia un appello alla fermezza della fede, fondata sulla Parola di Dio, alla collaborazione nell’unità e alla comunione nella testimonianza dell’amore in tutti gli ambiti della vita.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TMNIItYzTNI/AAAAAAAAA0A/MKeRd9H6CRg/s1600/mediooriente-map1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 280px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TMNIItYzTNI/AAAAAAAAA0A/MKeRd9H6CRg/s400/mediooriente-map1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531344081800875218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I. La Chiesa nel Medio Oriente: comunione e testimonianza attraverso la storia&lt;br /&gt;Cammino della fede in Oriente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. In Oriente è nata la prima comunità cristiana. Dall’Oriente partirono gli Apostoli dopo la Pentecoste per evangelizzare il mondo intero. Là è vissuta la prima comunità cristiana in mezzo a tensioni e persecuzioni, « perseverante nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere » (At 2, 42). Là i primi martiri hanno irrorato con il loro sangue le fondamenta della Chiesa nascente. Alla loro sequela gli anacoreti hanno riempito i deserti col profumo della loro santità e della loro fede. Là vissero i Padri della Chiesa orientale che continuano a nutrire con i loro insegnamenti la Chiesa d’Oriente e d’Occidente. Dalle nostre Chiese partirono, nei primi secoli e nei secoli seguenti, i missionari verso l’estremo Oriente e verso l’Occidente portando la luce di Cristo. Noi ne siamo gli eredi e dobbiamo continuare a trasmettere il loro messaggio alle generazioni future. &lt;br /&gt;Le nostre Chiese non hanno smesso di donare santi, preti, consacrati e di servire in maniera efficace in numerose istituzioni che contribuiscono alla costruzione delle nostre società e dei nostri paesi, sacrificandosi per l’uomo creato all’immagine di Dio e portatore della sua immagine. Alcune delle nostre Chiese non cessano ancora oggi di mandare missionari, portatori della Parola di Cristo nei differenti angoli del mondo. Il lavoro pastorale, apostolico e missionario ci domanda oggi di pensare una pastorale per promuovere le vocazioni sacerdotali e religiose e assicurare la Chiesa di domani. &lt;br /&gt;Ci troviamo oggi davanti a una svolta storica: Dio che ci ha donato la fede nel nostro Oriente da 2000 anni, ci chiama a perseverare con coraggio, assiduità e forza, a portare il messaggio di Cristo e la testimonianza al suo Vangelo che è un Vangelo di amore e di pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sfide e attese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.1. Oggi siamo di fronte a numerose sfide. La prima viene da noi stessi e dalle nostre Chiese. Ciò che Cristo ci domanda è di accettare la nostra fede e di viverla in ogni ambito della vita. Ciò che egli domanda alle nostre Chiese è di rafforzare la comunione all’interno di ciascuna Chiesa sui iuris e tra le Chiese cattoliche di diversa tradizione, inoltre di fare tutto il possibile nella preghiera e nella carità per raggiungere l’unità di tutti i cristiani e realizzare così la preghiera di Cristo: « perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato » (Gv 17, 21).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.2. La seconda sfida viene dall’esterno, dalle condizioni politiche e dalla sicurezza nei nostri paesi e dal pluralismo religioso. &lt;br /&gt;Abbiamo analizzato quanto concerne la situazione sociale e la sicurezza nei nostri paesi del Medio Oriente. Abbiamo avuto coscienza dell’impatto del conflitto israelo-palestinese su tutta la regione, soprattutto sul popolo palestinese che soffre le conseguenze dell’occupazione israeliana: la mancanza di libertà di movimento, il muro di separazione e le barriere militari, i prigionieri politici, la demolizione delle case, la perturbazione della vita economica e sociale e le migliaia di rifugiati. Abbiamo riflettuto sulla sofferenza e l’insicurezza nelle quali vivono gli Israeliani. Abbiamo meditato sulla situazione di Gerusalemme, la Città Santa. Siamo preoccupati delle iniziative unilaterali che rischiano di mutare la sua demografia e il suo statuto. Di fronte a tutto questo, vediamo che una pace giusta e definitiva è l’unico mezzo di salvezza per tutti, per il bene della regione e dei suoi popoli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.3. Nelle nostre riunioni e nelle nostre preghiere abbiamo riflettuto sulle sofferenze cruente del popolo iracheno. Abbiamo fatto memoria dei cristiani assassinati in Iraq, delle sofferenze permanenti della Chiesa in Iraq, dei suoi figli espulsi e dispersi per il mondo, portando noi insieme con loro le preoccupazioni della loro terra e della loro patria. &lt;br /&gt;I padri sinodali hanno espresso la loro solidarietà con il popolo e che Chiese in Iraq e hanno espresso il voto che gli emigrati, forzati a lasciare i loro paesi, possano trovare i soccorsi necessari là dove arrivano, affinché possano tornare nei loro paesi e vivervi in sicurezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.4. Abbiamo riflettuto sulle relazioni tra concittadini, cristiani e musulmani. Vorremmo qui affermare, nella nostra visione cristiana delle cose, un principio primordiale che dovrebbe governare queste relazioni: Dio vuole che noi siamo cristiani nel e per le nostre società del Medio Oriente. Il fatto di vivere insieme cristiani e musulmani è il piano di Dio su di noi ed è la nostra missione e la nostra vocazione. In questo ambito ci comporteremo con la guida del comandamento dell’amore e con la forza dello Spirito in noi.&lt;br /&gt;Il secondo principio che governa queste relazioni è il fatto che noi siamo parte integrale delle nostre società. La nostra missione basata sulla nostra fede e il nostro dovere verso le nostre patrie ci obbligano a contribuire alla costruzione dei nostri paesi insieme con tutti i cittadini musulmani, ebrei e cristiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;II. Comunione e testimonianza all’interno delle Chiese cattoliche del Medio Oriente&lt;br /&gt;Ai fedeli delle nostre Chiese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.1. Gesù ci dice: «Voi siete il sale della terra, la luce del mondo» (Mt 5, 13.14). La vostra missione, amatissimi fedeli, è di essere per mezzo della fede, della speranza e dell’amore nelle vostre società, come il «sale» che dona sapore e senso alla vita, come la «luce» che illumina le tenebre e come il «lievito» che trasforma i cuori e le intelligenze. I primi cristiani a Gerusalemme erano poco numerosi. Nonostante ciò, essi hanno potuto portare il Vangelo fino alle estremità della terra, con la grazia del « Signore che agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano » (Mc 16, 20). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.2. Vi salutiamo, cristiani del Medio Oriente, e vi ringraziamo per tutto ciò che voi avete realizzato nelle vostre famiglie e nelle vostre società, nelle vostre Chiese e nelle vostre nazioni. Salutiamo la vostra perseveranza nelle difficoltà, pene e angosce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.3. Cari sacerdoti, nostri collaboratori nella missione catechetica, liturgica e pastorale, vi rinnoviamo la nostra amicizia e la nostra fiducia. Continuate a trasmettere ai vostri fedeli con zelo e perseveranza il Vangelo della vita e la Tradizione della Chiesa attraverso la predicazione, la catechesi, la direzione spirituale e il buon esempio. Consolidate la fede del popolo di Dio perché essa si trasformi in una civiltà dell’amore. Dategli i sacramenti della Chiesa perché aspiri al rinnovamento della vita. Radunatelo nell’unità e nella carità con il dono dello Spirito Santo.&lt;br /&gt;Cari religiosi, religiose e consacrati nel mondo, vi esprimiamo la nostra gratitudine e ringraziamo Dio insieme con voi per il dono dei consigli evangelici – della castità consacrata, della povertà e dell’obbedienza – con i quali avete fatto dono di voi stessi, al seguito del Cristo cui desiderate testimoniare il vostro amore e predilezione. Grazie alle vostre iniziative apostoliche diversificate, siete il vero tesoro e la ricchezza delle nostre Chiese e un’oasi spirituale nelle nostre parrocchie, diocesi e missioni. &lt;br /&gt;Ci uniamo in spirito agli eremiti, ai monaci e alle monache che hanno consacrato la loro vita alla preghiera nei monasteri contemplativi, santificando le ore del giorno e della notte, portando nella loro preghiera le preoccupazioni e i bisogni della Chiesa. Con la testimonianza della vostra vita voi offrite al mondo un segno di speranza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.4. Fedeli laici, noi vi esprimiamo la nostra stima e la nostra amicizia. Apprezziamo quanto fatte per le vostre famiglie e le vostre società, le vostre Chiese e le vostre patrie. State saldi in mezzo alle prove e alle difficoltà. Siamo pieni di gratitudine verso il Signore per i carismi e i talenti di cui vi ha colmato e con i quali voi partecipate per la forza del Battesimo e della Cresima al lavoro apostolico e alla missione della Chiesa, impregnando l’ambito delle cose temporali con lo spirito e i valori del Vangelo. Vi invitiamo alla testimonianza di una vita cristiana autentica, a una pratica religiosa cosciente e ai buoni costumi. Abbiate il coraggio di dire la verità con obbiettività. &lt;br /&gt;Portiamo nelle nostre preghiere voi, sofferenti nel corpo, nell’anima e nello spirito, voi oppressi, espatriati, perseguitati, prigionieri e detenuti. Unite le vostre sofferenze a quelle di Cristo Redentore e cercate nella sua croce la pazienza e la forza. Con il merito delle vostre sofferenze, voi ottenete per il mondo l’amore misericordioso di Dio.&lt;br /&gt;Salutiamo ciascuna delle nostre famiglie cristiane e guardiamo con stima la vocazione e la missione della famiglia, in quanto cellula viva della società, scuola naturale delle virtù e dei valori etici e umani, e chiesa domestica che educa alla preghiera e alla fede di generazione in generazione. Ringraziamo i genitori e i nonni per l’educazione dei loro figli e dei loro nipoti, sull’esempio del fanciullo Gesù che « cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini » (Lc 2, 52). Ci impegniamo a proteggere la famiglia con una pastorale familiare grazie ai corsi di preparazione al matrimonio e ai centri d’accoglienza e di consultazione aperti a tutti e soprattutto alle coppie in difficoltà e con le nostre rivendicazioni dei diritti fondamentali della famiglia.&lt;br /&gt;Ci rivolgiamo ora in modo speciale alle donne. Esprimiamo la nostra stima per quanto voi siete nei diversi stati di vita: come ragazze, educatrici, madri, consacrate e operatrici nella vita pubblica. Vi elogiamo perché proteggete la vita umana fin dall’inizio, offrendole cura e affetto. Dio vi ha donato una sensibilità particolare per tutto ciò che riguarda l’educazione, il lavoro umanitario e la vita apostolica. Rendiamo grazie a Dio per le vostre attività e auspichiamo che voi esercitiate una più grande responsabilità nella vita pubblica. &lt;br /&gt;Guardiamo a voi con amicizia, ragazzi e ragazze, come ha fatto Cristo con il giovane del Vangelo (cf. Mc 10, 21). Voi siete l’avvenire delle nostre Chiese, delle nostre comunità, dei nostri paesi, il loro potenziale e la loro forza rinovatrice. Progettate la vostra vita sotto lo sguardo amorevole di Cristo. Siate cittadini responsabili e credenti sinceri. La Chiesa si unisce a voi nelle vostre preoccupazioni di trovare un lavoro in funzione delle vostre competenze; ciò contribuirà a stimolare la vostra creatività e ad assicurare l’avvenire e la formazione di una famiglia credente. Superate la tentazione del materialismo e del consumismo. Siate saldi nei vostri valori cristiani.&lt;br /&gt;Salutiamo i capi delle istituzioni educative cattoliche. Nell’insegnamento e nell’educazione ricercate l’eccellenza e lo spirito cristiano. Abbiate come scopo il consolidamento della cultura della convivialità, la preoccupazione dei poveri e dei portatori di handicap. Malgrado le sfide e le difficoltà di cui soffrono le vostre istituzioni, vi invitiamo a mantenerle vive per assicurare la missione educatrice della Chiesa e promuovere lo sviluppo e il bene delle nostre società.&lt;br /&gt;Ci rivolgiamo con grande stima a quanti lavorano nel settore sociale. Nelle vostre istituzioni siate al servizio della carità. Noi vi incoraggiamo e sosteniamo in questa missione di sviluppo, che è guidata dal ricco insegnamento sociale della Chiesa. Attraverso il vostro lavoro, voi rafforzate i legami di fraternità tra gli uomini, servendo senza discriminazione i poveri, i marginalizzati, i malati, i rifugiati e i prigionieri. Voi siete guidati dalla parola del Signore Gesù: « tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me » (Mt 25, 40).&lt;br /&gt;Guardiamo con speranza i gruppi di preghiera e i movimenti apostolici. Sono scuole di approfondimento della fede per viverla nella famiglia e nella società. Apprezziamo le loro attività nelle parrocchie e nelle diocesi e il loro sostegno ai pastori in conformità con le direttive della Chiesa. Ringraziamo Dio per questi gruppi e questi movimenti, cellule attive della parrocchia e vivai per le vocazioni sacerdotali e religiose. &lt;br /&gt;Apprezziamo il ruolo dei mezzi di comunicazione scritta e audio-visiva. Ringraziamo voi, giornalisti, per la vostra collaborazione con la Chiesa per la diffusione dei suoi insegnamenti e delle sue attività, e in questi giorni per aver diffuso le notizie dell’Assemblea del Sinodo sul Medio Oriente in tutte le parti del mondo.&lt;br /&gt;Ci felicitiamo del contributo dei media internazionali e cattolici. Per il Medio Oriente merita una menzione particolare il canale Télé Lumière-Noursat. Speriamo che possa continuare il suo servizio di informazione e di formazione alla fede, il suo lavoro per l’unità dei cristiani, il consolidamento della presenza cristiana in Oriente, il rafforzamento del dialogo inter-religioso e la comunione tra gli orientali sparsi in tutti i continenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ai nostri fedeli nella diaspora&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. L’emigrazione è divenuta un fenomeno generale. Il cristiano, il musulmano e l’ebreo emigrano e per le stesse cause derivate dall’instabilità politica ed economica. Il cristiano, inoltre, comincia a sentire nell’insicurezza, benché a diversi gradi, nei paesi del Medio Oriente. I cristiani abbiano fiducia nell’avvenire e continuino a vivere nei loro cari paesi.&lt;br /&gt;Vi salutiamo amatissimi fedeli nei vostri differenti paesi della diaspora. Chiediamo a Dio di benedirvi. Noi vi domandiamo di conservare vivo nei vostri cuori e nelle vostre preoccupazioni il ricordo delle vostre patrie e delle vostre Chiese. Voi potete contribuire alla loro evoluzione e alla loro crescita con le vostre preghiere, i vostri pensieri, le vostre visite e con diversi mezzi, anche se ne siete lontani. &lt;br /&gt;Conservate i beni e le terre che avete in patria; non affrettatevi ad abbandonarli e a venderli. Custodite tali proprietà come un patrimonio per voi e una porzione di quella patria alla quale rimanete attaccati e che voi amate e sostenete. La terra fa parte dell’identità della persona e della sua missione; essa è uno spazio vitale per quelli che vi restano e per quelli che, un giorno, vi ritorneranno. La terra è un bene pubblico, un bene della comunità, un patrimonio comune. Non può essere ridotta a interessi individuali da parte di chi la possiede e che da solo decide a proprio piacimento di tenerla o di abbandonarla. &lt;br /&gt;Vi accompagniamo con le nostre preghiere, voi figli delle nostre Chiese e dei nostri Paesi, forzati a emigrare. Portate con voi la vostra fede, la vostra cultura e il vostro patrimonio per arricchire le vostre nuove patrie che vi procurano pace, libertà e lavoro. Guardate all’avvenire con fiducia e gioia, restate sempre attaccati ai vostri valori spirituali, alle vostre tradizioni culturali e al vostro patrimonio nazionale per offrire ai paesi che vi hanno accolto il meglio di voi stessi e il meglio di ciò che avete. Ringraziamo le Chiese dei paesi della diaspora che hanno accolto i nostri fedeli e che non cessano di collaborare con noi per assicurare loro il servizio pastorale necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Agli immigrati nei nostri paesi e nelle nostre Chiese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Salutiamo tutti gli immigrati delle diverse nazionalità, venuti nei nostri paesi per ragione di lavoro. &lt;br /&gt;Noi vi accogliamo, amatissimi fedeli, e vediamo nella vostra fede un arricchimento e un sostegno per la fede dei nostri fedeli. È con gioia che vi forniremo ogni aiuto spirituale di cui voi avete bisogno.&lt;br /&gt;Noi domandiamo alle nostre Chiese di prestare un’attenzione speciale a questi fratelli e sorelle e alle loro difficoltà, qualunque sia la loro religione, soprattutto quando sono esposti ad attentati ai loro diritti e alla loro dignità. Essi vengono da noi non soltanto per trovare mezzi per vivere, ma per procurare dei servizi di cui i nostri paesi hanno bisogno. Essi ricevono da Dio la loro dignità e, come ogni persona umana, hanno dei diritti che è necessario rispettare. Non è permesso a nessuno di attentare a tale dignità e diritti. È per questo che invitiamo i governi dei paesi di accoglienza a rispettare e difendere i loro diritti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;III. Comunione e testimonianza con le Chiese ortodosse e le Comunità evangeliche nel Medio Oriente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Salutiamo le Chiese ortodosse e le Comunità evangeliche nei nostri paesi. Lavoriamo insieme per il bene dei cristiani, perché essi restino, crescano e prosperino. Siamo sulla stessa strada. Le nostre sfide sono le stesse e il nostro avvenire è lo stesso. Vogliamo portare insieme la testimonianza di discepoli di Cristo. Soltanto con la nostra unità possiamo compiere la missione che Dio ha affidato a tutti, malgrado la diversità delle nostre Chiese. La preghiera di Cristo è il nostro sostegno, ed è il comandamento dell’amore che ci unisce, anche se la strada verso la piena comunione è ancora lunga davanti a noi. &lt;br /&gt;Abbiamo camminato insieme nel Consiglio delle Chiese del Medio Oriente e vogliamo continuare questo cammino con la grazia di Dio e promuovere la sua azione, avendo come scopo ultimo la testimonianza comune alla nostra fede, il servizio dei nostri fedeli e di tutti i nostri paesi.&lt;br /&gt;Salutiamo e incoraggiamo tutte le istanze di dialogo ecumenico in ciascuno dei nostri paesi. &lt;br /&gt;Esprimiamo la nostra gratitudine al Consiglio Mondiale delle Chiese e alle diverse organizzazioni ecumeniche, che lavorano per l’unità della Chiesa, per il loro sostegno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IV. Cooperazione e dialogo con i nostri concittadini ebrei&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. La stessa Scrittura santa ci unisce, l’Antico Testamento che è la Parola di Dio per voi e per noi. Noi crediamo in tutto quanto Dio ha rivelato, da quando ha chiamato Abramo, nostro padre comune nella fede, padre degli ebrei, dei cristiani e dei musulmani. Crediamo nelle promesse e nell’alleanza che Dio ha affidato a lui. Noi crediamo che la Parola di Dio è eterna. &lt;br /&gt;Il Concilio Vaticano II ha pubblicato il documento Nostra aetate, riguardante il dialogo con le religioni, con l’ebraismo, l’islam e le altre religioni. Altri documenti hanno precisato e sviluppato in seguito le relazioni con l’ebraismo. C’è inoltre un dialogo continuo tra la Chiesa e i rappresentanti dell’ebraismo. Noi speriamo che questo dialogo possa condurci ad agire presso i responsabili per mettere fine al conflitto politico che non cessa di separarci e di perturbare la vita dei nostri paesi. &lt;br /&gt;È tempo di impegnarci insieme per una pace sincera, giusta e definitiva. Tutti noi siamo interpellati dalla Parola di Dio. Essa ci invita ad ascoltare la voce di Dio «che parla di pace»: «ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annunzia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli, per chi ritorna a lui con tutto il cuore» (Sal 85, 9). Non è permesso di ricorrere a posizioni teologiche bibliche per farne uno strumento a giustificazione delle ingiustizie. Al contrario, il ricorso alla religione deve portare ogni persona a vedere il volto di Dio nell’altro e a trattarlo secondo gli attributi di Dio e i suoi comandamenti, vale a dire secondo la bontà di Dio, la sua giustizia, la sua misericordia e il suo amore per noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;V. Cooperazione e dialogo con i nostri concittadini musulmani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Siamo uniti dalla fede in un Dio unico e dal comandamento che dice: fa il bene ed evita il male. Le parole del Concilio Vaticano II sul rapporto con le religioni pongono le basi delle relazioni tra la Chiesa Cattolica e i musulmani: «La Chiesa guarda con stima i musulmani che adorano il Dio uno, vivente […] misericordioso e onnipotente, che ha parlato agli uomini» (Nostra aetate 3). &lt;br /&gt;Diciamo ai nostri concittadini musulmani: siamo fratelli e Dio ci vuole insieme, uniti nella fede in Dio e nel duplice comandamento dell’amore di Dio e del prossimo. Insieme noi costruiremo le nostre società civili sulla cittadinanza, sulla libertà religiosa e sulla libertà di coscienza. Insieme noi lavoreremo per promuovere la giustizia, la pace, i diritti dell’uomo, i valori della vita e della famiglia. La nostra responsabilità è comune nella costruzione delle nostre patrie. Noi vogliamo offrire all’Oriente e all’Occidente un modello di convivenza tra le differenti religioni e di collaborazione positiva tra diverse civiltà, per il bene delle nostre patrie e quello di tutta l’umanità.&lt;br /&gt;Dalla comparsa dell’islam nel VII secolo fino ad oggi, abbiamo vissuto insieme e abbiamo collaborato alla creazione della nostra civiltà comune. È capitato nel passato, come capita ancor’oggi, qualche squilibrio nei nostri rapporti. Attraverso il dialogo noi dobbiamo eliminare ogni squilibrio o malinteso. Il Papa Benedetto XVI ci dice che il nostro dialogo non può essere una realtà passeggera. È piuttosto una necessità vitale da cui dipende il nostro avvenire (cf. Discorso ai rappresentanti delle comunità musulmane a Colonia, 20.08.2005). È nostro dovere, dunque, educare i credenti al dialogo inter-religioso, all’accettazione del pluralismo, al rispetto e alla stima reciproca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;VI. La nostra partecipazione alla vita pubblica: appelli ai governi e ai responsabili pubblici dei nostri paesi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Apprezziamo gli sforzi che dispiegate per il bene comune e il servizio delle nostre società. Vi accompagniamo con le nostre preghiere e domandiamo a Dio di guidare i vostri passi. Ci rivolgiamo a voi a riguardo dell’importanza dell’uguaglianza tra i cittadini. I cristiani sono cittadini originali e autentici, leali alla loro patria e fedeli a tutti i loro doveri nazionali. È naturale che essi possano godere di tutti i diritti di cittadinanza, di libertà di coscienza e di culto, di libertà nel campo dell’insegnamento e dell’educazione e nell’uso dei mezzi di comunicazione.&lt;br /&gt;Vi chiediamo di raddoppiare gli sforzi che dispiegate per stabilire una pace giusta e duratura in tutta la regione e per arrestare la corsa agli armamenti. È questo che condurrà alla sicurezza e alla prosperità economica, arresterà l’emorragia dell’emigrazione che svuota i nostri paesi delle loro forze vive. La pace è un dono prezioso che Dio ha affidato agli uomini e sono gli « operatori di pace[che]saranno chiamati figli di Dio » (Mt 5, 9).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;VII. Appello alla comunità internazionale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11. I cittadini dei paesi del Medio Oriente interpellano la comunità internazionale, in particolare l’O.N.U., perché essa lavori sinceramente ad una soluzione di pace giusta e definitiva nella regione, e questo attraverso l’applicazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, e attraverso l’adozione delle misure giuridiche necessarie per mettere fine all’Occupazione dei differenti territori arabi.&lt;br /&gt;Il popolo palestinese potrà così avere una patria indipendente e sovrana e vivervi nella dignità e nella stabilità. Lo Stato d’Israele potrà godere della pace e della sicurezza all’interno delle frontiere internazionalmente riconosciute. La Città Santa di Gerusalemme potrà trovare lo statuto giusto che rispetterà il suo carattere particolare, la sua santità, il suo patrimonio religioso per ciascuna delle tre religioni ebraica, cristiana e musulmana. Noi speriamo che la soluzione dei due Stati diventi realtà e non resti un semplice sogno.&lt;br /&gt;L’Iraq potrà mettere fine alle conseguenze della guerra assassina e ristabilire la sicurezza che proteggerà tutti i suoi cittadini con tutte le loro componenti sociali, religiose e nazionali. &lt;br /&gt;Il Libano potrà godere della sua sovranità su tutto il territorio, fortificare l’unità nazionale e continuare la vocazione a essere il modello della convivenza tra cristiani e musulmani, attraverso il dialogo delle culture e delle religioni e la promozione delle libertà pubbliche. &lt;br /&gt;Noi condanniamo la violenza e il terrorismo, di qualunque origine, e qualsiasi estremismo religioso. Condanniamo ogni forma di razzismo, l’antisemitismo, l’anticristianesimo e l'islamofobia e chiamiamo le religioni ad assumere le loro responsabilità nella promozione del dialogo delle culture e delle civiltà nella nostra regione e nel mondo intero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Conclusione: continuare a testimoniare la vita divina che ci è apparsa nella persona di Gesù&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. In conclusione, fratelli e sorelle, noi vi diciamo con l’apostolo san Giovanni nella sua prima lettera: «Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo» (1Gv 1, 1-3).&lt;br /&gt;Questa Vita divina che è apparsa agli apostoli 2000 anni fa nella persona del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, della quale la Chiesa è vissuta e alla quale essa ha dato testimonianza in tutto il corso della sua storia, rimarrà sempre la vita delle nostre Chiese nel Medio Oriente e l’oggetto della nostra testimonianza. &lt;br /&gt;Sostenuti dalla promessa del Signore: « ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20), proseguiamo insieme il nostro cammino nella speranza, e « la speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato » (Rm 5, 5). &lt;br /&gt;Confessiamo che non abbiamo fatto fino ad ora tutto ciò che era in nostra possibilità per vivere meglio la comunione tra le nostre comunità. Non abbiamo operato a sufficienza per confermarvi nella fede e darvi il nutrimento spirituale di cui avete bisogno nelle vostre difficoltà. Il Signore ci invita ad una conversione personale e collettiva. &lt;br /&gt;Oggi torniamo a voi pieni di speranza, di forza e di risolutezza, portando con noi il messaggio del Sinodo e le sue raccomandazioni per studiarle insieme e metterci ad applicarle nelle nostre Chiese, ciascuno secondo il suo stato. Speriamo anche che questo sforzo nuovo sia ecumenico. &lt;br /&gt;Noi vi rivolgiamo questo umile e sincero appello perché insieme condividiamo un cammino di conversione per lasciarci rinnovare dalla grazia dello Spirito Santo e ritornare a Dio. &lt;br /&gt;Alla Santissima Vergine Maria, Madre della Chiesa e Regina della pace, sotto la cui protezione abbiamo messo i lavori sinodali, affidiamo il nostro cammino verso nuovi orizzonti cristiani e umani, nella fede in Cristo e con la forza della sua parola: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21, 5).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-7450351221382953127?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/7450351221382953127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=7450351221382953127&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7450351221382953127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7450351221382953127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/10/messaggio-al-popolo-di-dio-dal-sinodo.html' title='Messaggio al Popolo di Dio dal Sinodo per il Medio Oriente'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TMNIItYzTNI/AAAAAAAAA0A/MKeRd9H6CRg/s72-c/mediooriente-map1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-2512789252196982539</id><published>2010-10-20T09:45:00.003+02:00</published><updated>2010-10-20T10:08:01.728+02:00</updated><title type='text'>Novembre</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Parole di Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme. Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità, tutto è vanità."&lt;/span&gt; Qoèlet (Ecclesiaste) 1,1-2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"La vita è una cosa meravigliosa. Senza, saremmo morti"&lt;/span&gt; (anonimo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dispetto di coloro che ritengono l'entrante mese di novembre un periodo di tristezza legato all'incedere dell'autunno, quando &lt;span style="font-style:italic;"&gt;si levan le foglie l'una appresso dell'altra, fin che 'l ramo vede alla terra tutte le sue spoglie&lt;/span&gt;, a me invece questo intervallo è sempre parso un ottimo periodo da dedicare alla riflessione.&lt;br /&gt;Uno spazio ricavato tra le ultime propaggini dei ricordi estivi ed il lento ridestarsi del sole dal suo sonnacchioso recedere, che si aprirà a breve prima di lasciare campo aperto alle celebrazioni paganeggianti e ai baccannali delle feste natalizie. &lt;br /&gt;Il novembre no! E' diverso. Malgrado i tentativi sempre più pervasivi di infiltrare anche qui la moda a stelle e strisce di  Halloween con la sua congerie di zucche sempre più vuote. Tutt'altra cosa dai nostri uno e due novembre tradizionali: i santi e i morti.&lt;br /&gt;Stranamente, poiché i santi sono anche morti, dobbiamo immaginare che il secondo dei due giorni di celebrazione sia dedicato principalmente agli altri, cioè ai defunti che non hanno avuto la ventura di assurgere agli onori dell'empireo. I dannati insomma. Al limite, i purganti.&lt;br /&gt;E del resto, come ci ricordava il principe Antonio De Curtis, in arte Totò, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;«'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella»&lt;/span&gt;. Ben venga allora anche un giorno dedicato a tutti coloro che furono e non son più, senza distinzione di natali e di censo, di fama e di cultura, d'aspetto e di età. Ma anche di santità.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TL6jOSbvjnI/AAAAAAAAAz4/yoMHbPOY40o/s1600/Novembre-2009.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TL6jOSbvjnI/AAAAAAAAAz4/yoMHbPOY40o/s400/Novembre-2009.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5530036858319244914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Già. La morte. Novembre è un mese perfetto per ponderare questo incredibile concetto, magari aiutati da un libro appropriato (io, per esempio, sto leggendo il saggio "Qualcosa in cui credere" del Cardinal Martini, recentemente edito da Piemme) e da un calice di vino da meditazione. Recita un antico proverbio Yiddish &lt;span style="font-style:italic;"&gt;«Polvere sei e polvere tornerai, ma tra una polvere e l'altra un buon bicchiere non fa mai male»&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Non c'è da farsi prendere dalla depressione. Tutt'altro. Ogni tanto il pensiero del limite può risultare estremamente rasserenante. Conferisce senso alla vita e la rende degna di essere vissuta in modo autentico. E assegna un valore inestimabile ad ogni suo singolo istante.&lt;br /&gt;Non so se tutti provino la stessa sensazione di pace e tranquillità che sento io quando visito il camposanto nel mio paese d'origine. Non solamente durante le ricorrenze di novembre. Spesso, quando vi capito, faccio un giro di tutto il cimitero alla ricerca di volti noti, taluni familiari.&lt;br /&gt;E raccogliendomi, dedico ad ognuno un ricordo per il periodo trascorso assieme. Un pezzo di me che non c'è più, ma che in quel momento ritrovo. Una rottura che si risana. Si tratta di pensieri dolci. Di episodi lieti a cui restare legati. Una battuta scambiata. Un aneddoto giocoso. Un momento di serenità.&lt;br /&gt;Ogni tanto, come è normale che sia, la mente vaga e si sofferma anche su cosa ci può essere dopo. Una vita nuova, oppure il riposo eterno. L'incedere degli anni, i segni del tempo che passa, acuiscono il sentimento di comunanza che tutti ci affratella in un unico destino.&lt;br /&gt;La vita. La morte. Le gioie. Il dolore. L'amore. Il lutto. Un ciclo che da tempo immemore continuamente si compie e si rinnova. In attesa di una risposta che forse conosceremo. O forse no. Perché il pensiero della fine degli altri ci rimanda inevitabilmente all'estremità del nostro viaggio.&lt;br /&gt;Il 12 febbraio 1984, poche settimane prima di terminare la sua esperienza terrena, il teologo Karl Rahner, nella sua ultima lezione tenuta all'Università di Friburgo di Brisgovia si esprimeva con le seguenti parole.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;«Un giorno gli angeli della morte spazzeranno via dai meandri del nostro spirito tutti quei rifiuti inutili, che diciamo la nostra storia (anche se la vera essenza della libertà messa in atto rimarrà).&lt;br /&gt;Un giorno tutte le stelle dei nostri ideali, con cui noi stessi avevamo arrogantemente drappeggiato il cielo della nostra esistenza, cesseranno di brillare e si spegneranno.&lt;br /&gt;Un giorno la morte introdurrà un vuoto straordinariamente silente, e noi accoglieremo tale vuoto con fede, speranza e in silenzio come la nostra vera essenza.&lt;br /&gt;Un giorno tutta la nostra vita precedente, per quanto lunga, ci apparirà come un'unica breve esplosione della nostra libertà, che ci sembrava estesa solo perché la vedevamo come al rallentatore, una esplosione in cui la domanda si è trasformata in risposta, la possibilità in realtà, il tempo in eternità, la libertà offerta in libertà tradotta in atto»...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Oggi si tende a pensare sempre meno alla impermanenza di questa libertà e all'importanza del suo buon uso. L'idea della fine, della decadenza fisica, della malattia vengono spostati o rimossi in continuazione nella speranza (vana) di allentare l'angoscia per la nostra precarietà.&lt;br /&gt;Viviamo sempre all'insegna del presente. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;«Dum loquimur fugerit invida aetas:&lt;/span&gt; carpe diem, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;quam minimum credula postero»&lt;/span&gt;. Cerchiamo di prolungare oltre ogni limite la giovinezza (che si fugge tuttavia), ma poi ci spaventiamo quando ci accorgiamo di invecchiare o quando percepiamo il declino di una persona a noi vicina.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;«A volte, come i bambini che hanno timore del buio, così noi temiamo, alla luce del giorno, per cose altrettanto inconsistenti di quelle di cui al buio ha paura il bambino»&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Lo riconosceva anche un autore controverso come lo spagnolo Miguel de Unamuno. &lt;span style="font-style:italic;"&gt;«Per quanto, sul principio, ci sia angosciosa questa meditazione sulla nostra mortalità, ci risulta infine corroborante. [...] Il rimedio è confrontarsi faccia a faccia, fissando lo sguardo nello sguardo della sfinge; è così che si spezza il suo incantesimo»&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il crepuscolo dell'anno che si compie nella stagione autunnale può diventare il nostro memento mori, un'occasione per giudicare la nostra esistenza nel suo dipanarsi. Un tempo di contemplazione che si traduce in gratitudine per il bene prezioso della vita, e soprattutto per la vita di relazione con gli altri, che ne costituisce il cuore pulsante.&lt;br /&gt;La partecipazione alle cerimonie per le solennità di novembre possono aiutare a riconciliarci con la dimensione della nostra finitezza. Per chi crede in una vita futura, nell'attesa operosa e piena di speranza di ciò che verrà. Per chi non si attende nulla, per riflettere su noi, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni...e la nostra breve vita circondata dal sonno&lt;/span&gt;.   &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Marco Ciani&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-2512789252196982539?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/2512789252196982539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=2512789252196982539&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2512789252196982539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2512789252196982539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/10/novembre.html' title='Novembre'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TL6jOSbvjnI/AAAAAAAAAz4/yoMHbPOY40o/s72-c/Novembre-2009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-2147186058692409606</id><published>2010-09-26T19:00:00.002+02:00</published><updated>2010-09-26T19:07:26.217+02:00</updated><title type='text'>Le 10 strategie della manipolazione mediatica</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il linguista Noam Chomsky ha elaborato la lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media. Illuminante!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;1 - La strategia della distrazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2 - Creare il problema e poi offrire la soluzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questo metodo è anche chiamato “problema - reazione - soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;3 - La strategia della gradualità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;4 - La strategia del differire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;5 - Rivolgersi alla gente come a dei bambini.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”).&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TJ99pBz859I/AAAAAAAAAzw/GggAxTE8lJI/s1600/giornali.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TJ99pBz859I/AAAAAAAAAzw/GggAxTE8lJI/s400/giornali.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521269811993962450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;6 - Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sfruttare l'emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell'analisi razionale e, infine, del senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti….&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;7 - Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Far sì che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori" (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;8 - Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;9 - Rafforzare il senso di colpa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di depressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;10 - Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi 50’anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-2147186058692409606?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/2147186058692409606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=2147186058692409606&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2147186058692409606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2147186058692409606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/09/le-10-strategie-della-manipolazione.html' title='Le 10 strategie della manipolazione mediatica'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TJ99pBz859I/AAAAAAAAAzw/GggAxTE8lJI/s72-c/giornali.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-6523662730270691311</id><published>2010-09-09T09:12:00.000+02:00</published><updated>2010-09-09T09:12:32.521+02:00</updated><title type='text'>Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: Il reverendo Terry Jones e il falò del Corano</title><content type='html'>&lt;a href="http://frammentivocalimo.blogspot.com/2010/09/il-reverendo-terry-jones-e-il-falo-del.html?spref=bl"&gt;Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: Il reverendo Terry Jones e il falò del Corano&lt;/a&gt;: "Nessuno fermerà il talebano cristiano, reverendo Terry Jones (foto), che, per ricordare il nono anniversario dell’11 settembre, ha organizz..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-6523662730270691311?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://frammentivocalimo.blogspot.com/2010/09/il-reverendo-terry-jones-e-il-falo-del.html?spref=bl' title='Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: Il reverendo Terry Jones e il falò del Corano'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/6523662730270691311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=6523662730270691311&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/6523662730270691311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/6523662730270691311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/09/frammenti-vocali-in-moisraele-e.html' title='Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: Il reverendo Terry Jones e il falò del Corano'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-7025223045826197544</id><published>2010-08-31T09:39:00.002+02:00</published><updated>2010-08-31T09:44:08.173+02:00</updated><title type='text'>Dagli amici...</title><content type='html'>“Dagli amici mi guardi Dio”, così dicevano gli antichi, aggiungendo poi “che dai nemici mi guardo io!”, per significare come talora sono proprio quelli che tu consideri amici a combinarti dei guai. Il card. Bertone, Segretario di Stato del Papa, è troppo buono per averlo pensato quando ha visto lo scalpore che ha suscitato la notizia della cena in casa del giornalista televisivo Vespa, a cui hanno partecipato anche il Presidente del Consiglio, on. Berlusconi, e il Presidente dell’UDC, on. Casini. &lt;br /&gt;I giornali non si sono soffermati sul singolare gesto di cortesia del card. Bertone verso il noto giornalista, che festeggiava cinquant’anni di giornalismo, né hanno pensato che il cardinale, se pur sapeva chi erano i commensali, doveva aver ricevuto l’assicurazione che l’incontro sarebbe rimasto assolutamente privato. Forse avrebbero potuto sospettare che, per i buoni uffici dell’on. Letta, che è “gentiluomo di Sua Santità” e quindi gode di notevoli entrature in Vaticano, avrebbe potuto assistere a una specie di riconciliazione dell’on. Casini – che, nonostante le sue vicende personali, viene considerato come un tutore della dottrina della Chiesa nella vita politica italiana – con l’on. Berlusconi, che, al di là anche lui delle sue vicende personali, è oggi in qualche difficoltà per le riserve che nel suo stesso partito si pongono ad alcune leggi giudicate di interesse troppo personale e quindi lesive della nozione diffusa della legalità. Ma questo intento, che sarebbe già in qualche modo politico, ma pur sempre di riconciliazione, quindi di ispirazione evangelica, viene scavalcato da chi ritiene invece si tratti di una sponsorizzazione del governo Berlusconi, come il garante dei principi cristiani “non negoziabili”, quali la vita dall’inizio alla fine o la famiglia e l’attività della Chiesa. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/THyyrgn56sI/AAAAAAAAAw4/fdaWXOcIZ50/s1600/12C7BEB8AA17032AC5F8C21FC3C63.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 383px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/THyyrgn56sI/AAAAAAAAAw4/fdaWXOcIZ50/s400/12C7BEB8AA17032AC5F8C21FC3C63.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5511476504556071618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;È vero che – almeno a parole – il governo mostra di allinearsi ai principi della dottrina della Chiesa, e oggi la gente più che guardare ai comportamenti dei governanti – anche nella loro vita privata – si lascia guidare dalla televisione, che è il messaggero ideologico odierno e che – in Italia – è a stragrande maggioranza portavoce del Governo; ma occorre anche tenere conto che, se la qualifica del cristiano è la carità, la sua formula attuale – al dire di papa Giovanni Paolo II nella Enciclica Sollicitudo rei socialis - è la solidarietà; cosicché non può dirsi veramente cristiano chi – singolo o governo – non promuova e viva la solidarietà. &lt;br /&gt;Ora, se guardiamo alle attività di questo governo, dobbiamo concludere quanto esso sia contraddittorio con questa veramente “non negoziabile” qualifica del cristiano, dal rifiuto degli immigrati, costretti a tornare nelle inumane carceri libiche quando non nelle patrie da cui sono fuggiti in quanto perseguitati politici, alle politiche economiche, che privilegiano i benestanti – tra cui loro, i politici – e rendono sempre più difficile la vita delle famiglie normali e sempre più precario il lavoro, in particolare per i giovani. &lt;br /&gt;Ma è soprattutto l’impressione che viene data – ed è deleteria soprattutto per i giovani – che quello che conta non sia compiere il proprio dovere, essere onesti, contribuire al “bene comune” (pur senza trascurare il “bene individuale”), ma sia invece arraffare più che si può, appoggiandosi ai politici, corrompendo amministratori e – possibilmente – anche magistrati, e collegandosi anche con organizzazioni criminali, soprattutto con quelle più “coperte”. E questo è totalmente diseducativo perché corrode lentamente tutte le strutture morali, al di là addirittura delle battaglie per la vita, nelle quali la prospettiva è chiara e nessuno è obbligato a prendere posizioni che veda chiaramente contrastare le proprie convinzioni. Il Signore Gesù ha messo in guardia da questa scelta di “mamòna”, parola aramaica che traduciamo con “ricchezza” ma che vi aggiunge la sete di potere, e che Gesù pone come la vera alternativa a sé: “O Dio o mamòna”. &lt;br /&gt;Purtroppo il nostro mondo occidentale (e anche il nostro italiano) è impregnato di “mamòna”, e per questo sta perdendo la fede. Credo che pensare a una sponsorizzazione così esplicita della Chiesa a un governo di “mamòna” potrebbe al massimo venire considerato come la scelta di un “male minore”, che dovrebbe comunque essere accompagnata dalla percezione del male in questione e dalla responsabilità degli operatori a rinunciare a quanto costituisce il male. Gesù non disdegnava i pubblicani e le peccatrici, ma cercava di far cambiare loro vita, come fece con Matteo e Zaccheo e con la Maddalena e l’adultera... &lt;br /&gt;Chissà che dagli incontri con il card. Bertone non nascano spinte a “cambiare vita”, per rendere la politica più trasparente, più onesta... sì, anche più cristiana!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 agosto 2010 - &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;mons. Luigi Bettazzi&lt;/span&gt; (vescovo emerito di Ivrea)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-7025223045826197544?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/7025223045826197544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=7025223045826197544&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7025223045826197544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7025223045826197544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/08/dagli-amici.html' title='Dagli amici...'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/THyyrgn56sI/AAAAAAAAAw4/fdaWXOcIZ50/s72-c/12C7BEB8AA17032AC5F8C21FC3C63.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-872503212206691080</id><published>2010-08-28T09:26:00.002+02:00</published><updated>2010-08-28T09:31:19.447+02:00</updated><title type='text'>Il blog di Abuna Mario</title><content type='html'>Per chi vuole essere informato in diretta su ciò che avviene di qua e di là del Muro segnalo il nuovo blog di don Mario Cornioli: http://abunamario.wordpress.com/&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/THi7LCfBysI/AAAAAAAAAww/YFoKfDaQhEY/s1600/betlemme.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 84px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/THi7LCfBysI/AAAAAAAAAww/YFoKfDaQhEY/s400/betlemme.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510359942407768770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-872503212206691080?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/872503212206691080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=872503212206691080&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/872503212206691080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/872503212206691080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/08/il-blog-di-abuna-mario.html' title='Il blog di Abuna Mario'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/THi7LCfBysI/AAAAAAAAAww/YFoKfDaQhEY/s72-c/betlemme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-5177712524677982312</id><published>2010-08-26T10:53:00.000+02:00</published><updated>2010-08-26T10:53:46.991+02:00</updated><title type='text'>Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: L'Europa dell'odio , la paura dell'Islam di Davide...</title><content type='html'>&lt;a href="http://frammentivocalimo.blogspot.com/2010/07/leuropa-dellodio-la-paura-dellislam-di.html?spref=bl"&gt;Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: L&amp;#39;Europa dell&amp;#39;odio , la paura dell&amp;#39;Islam di Davide...&lt;/a&gt;: "“Un viaggio al centro del Vecchio Continente per capire se l'ondata di nazionalismo che attraversa [l'Europa] sia tutto sommato necessaria p..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-5177712524677982312?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://frammentivocalimo.blogspot.com/2010/07/leuropa-dellodio-la-paura-dellislam-di.html?spref=bl' title='Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: L&apos;Europa dell&apos;odio , la paura dell&apos;Islam di Davide...'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/5177712524677982312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=5177712524677982312&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5177712524677982312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5177712524677982312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/08/frammenti-vocali-in-moisraele-e_26.html' title='Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: L&apos;Europa dell&apos;odio , la paura dell&apos;Islam di Davide...'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-5483455513861332870</id><published>2010-08-25T10:53:00.000+02:00</published><updated>2010-08-25T10:53:45.099+02:00</updated><title type='text'>Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: Akiva Eldar :  nei colloqui diretti le precondizio...</title><content type='html'>&lt;a href="http://frammentivocalimo.blogspot.com/2010/08/akiva-eldar-nei-colloqui-diretti-le.html?spref=bl"&gt;Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: Akiva Eldar :  nei colloqui diretti le precondizio...&lt;/a&gt;: "Sintesi personaleDue anni fa, un torneo di basket si è tenuto all'Università di Tel Aviv con la partecipazione di gruppi di studenti proven..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-5483455513861332870?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://frammentivocalimo.blogspot.com/2010/08/akiva-eldar-nei-colloqui-diretti-le.html?spref=bl' title='Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: Akiva Eldar :  nei colloqui diretti le precondizio...'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/5483455513861332870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=5483455513861332870&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5483455513861332870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5483455513861332870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/08/frammenti-vocali-in-moisraele-e_25.html' title='Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: Akiva Eldar :  nei colloqui diretti le precondizio...'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-8380903286903759482</id><published>2010-08-25T10:45:00.001+02:00</published><updated>2010-08-25T10:47:06.407+02:00</updated><title type='text'>Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: Marco d'Eramo :I CROCIATI DI GROUND ZERO</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Penso che il mio blog non abbia lettori leghisti... Posso allora riprendere questo articolo senza timore che fornisca loro nuove idee!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://frammentivocalimo.blogspot.com/2010/08/marco-deramo-i-crociati-di-ground-zero.html?spref=bl"&gt;Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: Marco d&amp;#39;Eramo :I CROCIATI DI GROUND ZERO&lt;/a&gt;: "Fan della guerra di civiltà, dei razzisti sudafricani e di Milosevic, Pamela Geller, fondatrice di «Stop the Islamization of America», ama ..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-8380903286903759482?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://frammentivocalimo.blogspot.com/2010/08/marco-deramo-i-crociati-di-ground-zero.html?spref=bl' title='Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: Marco d&apos;Eramo :I CROCIATI DI GROUND ZERO'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/8380903286903759482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=8380903286903759482&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8380903286903759482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8380903286903759482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/08/frammenti-vocali-in-moisraele-e.html' title='Frammenti  vocali in MO:Israele e Palestina: Marco d&apos;Eramo :I CROCIATI DI GROUND ZERO'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-5344970894812973802</id><published>2010-08-23T17:52:00.003+02:00</published><updated>2010-08-23T18:09:18.870+02:00</updated><title type='text'>ANSA: nessuna risposta...!</title><content type='html'>Carissimi amici, dopo 6 giorni ancora non ho avuto un cenno di risposta dalla redazione ANSA...ad oggi il muretto di Gilo è stato davvero tolto e di questo siamo contenti anche perchè la giustificazione era che non c'erano più problemi di sicurezza e anche di questo siamo testimoni, ma allora perchè costruire il muro dentro la nostra parrocchia rubando una intera valle se non ci sono nemmeno i famosi motivi di sicurezza?&lt;br /&gt;Ho invitato Ansa a venirci a trovare... sicuramente un corrispondente da Gerusalemme ci sarà e così spero di poterlo incontrare per fargli vedere come ancora oggi i lavori continuano per la costruzione del muro dentro BetJala.&lt;br /&gt;Se qualcuno mi può aiutare a far arrivare ad Ansa la nostra voce gliene sarei grato, perchè non voglio pensare che una agenzia seria come quella Ansa possa comportarsi in modo così incivile negando una risposta alle obiezioni/domande di un povero prete che ogni giorno prova a dare speranze a una comunità che non spera più perchè umiliata quotidianamente e vessata in tutti i sensi!&lt;br /&gt;Un altro episodio di vita quotidiana: sabato avevamo a Nazareth la "sistemazione" di una icona della Madonna degli Scout nella Basilica dell'Annunciazione... in tanti sono venuti dall'Italia e come parrocchia abbiamo chiesto per i nostri scout 250 permessi per partecipare a questa bella manifestazione... abbiamo ricevuto soltanto 50 permessi e di questi molti sono stati dati alla moglie e non al marito e così sono stati soltanto 32 quelli che hanno potuto partecipare alla s.Messa a Nazareth... e tutto questo non è giusto!&lt;br /&gt;E' una vergogna ed è contro qualunque diritto internazionale... ma di questo non frega niente a nessuno... ad Ansa potrà interessare la notizia che in Israele il diritto alla libertà religiosa, il diritto alla libertà di movimento, e tutti gli altri diritti garantiti dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani vengono quotidianamente violati? &lt;br /&gt;Tutto questo porterà ulteriore rabbia e ulteriore sangue come ha scritto anche il Papa Benedetto XI qualche tempo fa... e le trattative di pace saranno soltanto ulteriori chiacchiere inutili, buone solo a perdere/prendere tempo per permettere ad Israele di fare solo i propri interessi... ma se non capiamo che il bene altrui è fondamentale per il mio bene sarà un disastro per tutti! Aiutateci a non far accadere questo disastro per il bene di tutti!&lt;br /&gt;Con affetto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;abuna Mario&lt;/span&gt; (aiutiamoci a resistere!)&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/THKdDbIPkWI/AAAAAAAAAwo/DTh4GcI-3mQ/s1600/%2Bfucili%2Be%2Bmilitari.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/THKdDbIPkWI/AAAAAAAAAwo/DTh4GcI-3mQ/s400/%2Bfucili%2Be%2Bmilitari.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5508637976375038306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;P.S.  Vi allego qui la email del del 19 agosto 2010 :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carissima redazione, non so se avete gia' ricevuto alcune email di dispiacere e di "protesta" per la vostra notizia ansa del ferragosto delle h.14,15 ... sono don Mario e vivo proprio a BetJala e sono molto rattristato per quanto è successo dato che avete tralasciato di dire tutta la verita'... non si rende un buon servizio a nessuno in questo modo... nemmeno ad Israele!&lt;br /&gt;Vi invito a venirci a trovare a BetJala per vedere come in questi giorni le ruspe israeliane stanno devastando la terra dentro la nostra parrocchia e tutto questo creerà ulteriore rabbia e ulteriore violenza... non è questa la strada per avere pace e sicurezza: rubare terra, tagliare ulivi, chiudere l'acqua, essere rimandati indietro ai check point, ecc. ecc. tutto questo sta succedendo... perche' di queste cose per esempio non ne date mai notizia?  &lt;br /&gt;Vi invito a venire a vedere da BetJala la colonia di Gilo (non e' un rione... se vogliamo essere proprio corretti) e a vedere il "ridicolo" muretto che stanno togliendo... tra l'altro io ancora oggi 18 agosto alle 14,50 quando sono passato a trovare una famiglia della parrocchia l'ho visto in piedi... ed e' davvero ridicolo in confronto a quello che stanno costruendo dentro i nostri giardini (circa 1 km piu' avanti prendendosi una intera valle e migliaia di ulivi!)&lt;br /&gt;Vi ripeto il mio dispiacere e vi aggiungo la risposta del patriarca emerito Mons. Sabbah alla vostra news (vi risparmio quelle scandalizzate dalle tante persone italiane che conoscono BetJala e la bellezza della sua terra e della sua gente!):&lt;br /&gt;"Ho ricevuto la notizia sulla “bugia” del muro tolto. Viviamo in un mondo di bugie, percio, la pace rimane lontana… ed e questa la ragione fondamentale dell’inefficacia di tutte le trattative e che trasforma questi mezzi di pace in una grande altra bugia: mentire, rubare, costruire il muro, e dare l’immagine che non esiste piu… Comunque Dio è grande ed è buono e giusto. Un giorno, la sua bontà e giustizia prevarrà su tutto il male degli uomini, anche se sono forti e sono i grandi di questo mondo" (Sua Beatitudine Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme).&lt;br /&gt;Anche io credo in Dio e prima o poi la giustizia arriverà.&lt;br /&gt;Vi chiediamo di aiutarci a costruirla cercando di dire tutta la verità!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Mario&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;abuna MARIO CORNIOLI&lt;br /&gt;Parrocchia di BetJala&lt;br /&gt;cell. 00972-546-287971&lt;br /&gt;donmario.c@gmail.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-5344970894812973802?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/5344970894812973802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=5344970894812973802&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5344970894812973802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5344970894812973802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/08/ansa-nessuna-risposta.html' title='ANSA: nessuna risposta...!'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/THKdDbIPkWI/AAAAAAAAAwo/DTh4GcI-3mQ/s72-c/%2Bfucili%2Be%2Bmilitari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-1349904663729283899</id><published>2010-08-16T21:51:00.005+02:00</published><updated>2010-08-16T23:15:57.027+02:00</updated><title type='text'>Stop alle menzogne!</title><content type='html'>Ecco la notizia ANSA che ha fatto scrivere tutti i giornali italiani...(guardate su google : muro gilo ) che finalmente il muro a Gerusalemme è stato tolto !&lt;br /&gt;La realtà è un altra ed io che vivo proprio a BetJala e la vedo con i miei occhi non posso tacere di fronte a questa ulteriore "vergognosa menzogna"... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(ANSA) - GERUSALEMME, 15 AGO - L'Esercito israeliano ha iniziato a smantellare&lt;br /&gt;il muro di protezione contro il lancio dei razzi nel rione di Gilo, a&lt;br /&gt;Gerusalemme. I militari hanno annunciato in un comunicato 'il ritorno della&lt;br /&gt;calma' nel settore, e iniziato la rimozione dei blocchi di cemento collocati&lt;br /&gt;nel 2001, dopo lo scoppio della seconda Intifada nell'autunno del 2000. Il muro&lt;br /&gt;e' composto da circa 800 blocchi di cemento piazzati lungo 600 metri di&lt;br /&gt;perimetro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia è non è del tutto vera e si devono fare delle aggiunte per amore della verità: nella notizia non si dice che questa barriera di protezione alta 2 metri e costruita accanto alle prime case di Gilo, verrà sostituita con una barriera di 8 metri che verrà costruita direttamente dentro la terra della Parrocchia di BetJala e quindi circa 200 mt più avanti rubando una intera valle e tanti campi di ulivi. In questi giorni i lavori per la costruzione della barriera stanno proseguendo senza sosta e soprattutto senza rispetto di nulla, né degli alberi di ulivi, né dei parchi giochi per i bambini, né degli orti di alcune nostre famiglie. E tutto questo non è giusto e per questo siamo rattristati e proviamo amarezza nel sentire come in Italia siano date queste notizie dalla Terrasanta. Purtroppo la notizia che finalmente anche a Gerusalemme i muri cadono è falsa perché la verità che noi vediamo con i nostri occhi e subiamo sulla nostra pelle è un’altra e questa non vien mai detta. Ci domandiamo il perché?&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TGmqOhbHhPI/AAAAAAAAAwg/xArhYAF3TkQ/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 241px; height: 154px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TGmqOhbHhPI/AAAAAAAAAwg/xArhYAF3TkQ/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5506119185904141554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo a tutte le persone che ancora hanno a cuore il bene di tutti, di protestare ed indignarsi con chi continuamente stravolge la realtà... e se riuscite, provate anche a scrivere ai vari giornali chiedendo di venire a vedere la realtà e raccontare la verità!&lt;br /&gt;Chi di voi conosce BetJala sa che questa piccola comunità a vissuto in questi anni con molta dignità il furto continuo di terre, lo strangolamento da parte delle colonie ( la stessa Gilo, va detto per amore della verità, è una colonia costruita sulla terra di BetJala)...in questi giorni stanno costruendo migliaia di case in un nuovo insediamento chiamato Har Gilo sulla cima della collina di BetJala, hanno devastato la bellissima collina di Cremisan (luogo famoso per i salesiani e per il vino...)... e tante altre cose che nessuno racconta mai...ma ora è proprio troppo, ora non è accettabile che facciano i belli raccontando a tutti che hanno tolto il muro quando non è assolutamente vero... anzi è tutto il contrario! VERGOGNA!&lt;br /&gt;Un abbraccio anche a nome del mio parroco che non ce la fà più nemmeno a protestare e mi ha incaricato di dargli voce!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;abuna Mario Cornioli&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-1349904663729283899?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/1349904663729283899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=1349904663729283899&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1349904663729283899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1349904663729283899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/08/stop-alle-menzogne.html' title='Stop alle menzogne!'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TGmqOhbHhPI/AAAAAAAAAwg/xArhYAF3TkQ/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-331476308561112927</id><published>2010-08-16T11:55:00.003+02:00</published><updated>2010-08-16T12:15:33.347+02:00</updated><title type='text'>Me ne fotto dei sondaggi</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Riprendo da Michela Murgia questo articolo. Per chi non la conosce, Michela Murgia è una giovane scrittrice sarda. Consiglio a tutti il suo magnifico libro "&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Accabadora&lt;/span&gt;"... Ne vale la pena!&lt;br /&gt;Questo articolo di Vittorio Zucconi è uscito su Repubblica del 15 agosto 2010. Poiché l'indomani non escono i giornali, c'è una doppia probabilità che venga letto sotto gli ombrelloni e faccia riflettere qualche intollerante nostrano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci volevano fegato, enorme coraggio civile e un pizzico di vocazione al suicidio elettorale per fare quello che il Presidente Obama ha fatto venerdì sera. Una impopolare scelta di civiltà. Il coraggio di schierarsi decisamente, secondo la civiltà e la storia americane a favore della futura moschea a due isolati dagli spettri delle Torri Gemelle, perché gli Stati Uniti d'America sono costruiti sulla libertà di praticare "qualsiasi fede religiosa, da parte di qualsiasi cittadino, in qualsiasi luogo".&lt;br /&gt;In un momento orribile per la sua popolarità che comincia ad avvicinare gli abissi della "zona Bush" e dunque per le fortune del Partito Democratico avviato a una mazzata elettorale storica in novembre, prudenza, opportunismo e astuzia gli avrebbero dovuto consigliare silenzio, su una vicenda che non riguarda direttamente la Casa Bianca e dalla quale lui non ha nulla da guadagnare e dunque tutto da perdere. Preso tra una destra biliosamente demagogica e una sinistra sussiegosamente impermalosita, impaniato in un'economia che non riprende e lo trascina in basso, Obama avrebbe potuto ricorrere al collaudato trucco politichese della "triangolazione" inventato da Bill Clinton: dire una cosa e fare l'opposto.&lt;br /&gt;Clinton avrebbe tuonato contro il fanatismo islamico e sotto traccia avrebbe incoraggiato la comunità musulmana a costruire il proprio centro magari due isolati più lontano, o avrebbe invocato la libertà religiosa, lavorando poi in silenzio per impedire quello che molti newyorkesi considerano un oltraggio alla memoria delle vittime del terrorismo islamista.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TGkN5KdxsNI/AAAAAAAAAwY/w1k6knJroG8/s1600/obama_serio_sito_casa_bianca--400x300.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TGkN5KdxsNI/AAAAAAAAAwY/w1k6knJroG8/s400/obama_serio_sito_casa_bianca--400x300.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505947295150092498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ma Obama non è Clinton. La sua storia personale, la sua natura, la sua aspirazione a essere un leader etico e non soltanto un amministratore, gli ha impedito di guardare dall'altra parte come i suoi stessi consigliori gli raccomandavano. La sua è esclusivamente una religione civile, una fede nell'America della storia e della Costituzione come soltanto i cittadini di prima generazione, quale lui è, e di minoranza etnica che hanno conosciuto il sapore amaro della marginalizzazione, coltivano. Quando l'occasione per un discorso alto, nobile, laico, come sempre magnificamente pronunciato, si presenta, non sa resistere.&lt;br /&gt;Fatta la scelta di parlare, non aveva scelta. Non poteva dire altro che "come cittadino e come Presidente - si noti la precedenza data alla parola cittadino - credo che i Mussulmani abbiano lo stesso diritto di praticare la propria religione di chiunque altro, in questa nazione". Quando ciò che dovrebbe essere sacrosantamente ovvio diventa elettoralmente rischioso, il segno dei tempi non è buono.&lt;br /&gt;Invano il suo addetto stampa Robert Gibbs, ormai avviato al licenziamento, gli aveva raccomandato di tenersi fuori da "una questione strettamente locale" come questa moschea di 13 piani da erigere due isolati a nord dal cratere dell'11/9, che a ormai quasi dieci anni di distanza dal massacro resta un grande vuoto nel cuore di Downtown Manhattan. Il sindaco della città, Bloomberg, si era già detto pienamente a favore della richiesta, nonostante l'opposizione della comunità ebraica. Il potentissimo comitato di zona aveva respinto all'unanimità - evento miracoloso nella città più litigiosa del mondo - una mozione per bloccare il "Centro Cordoba", come i promotori hanno chiamato il progetto, ricordando la grande e squisita città multietnica andalusa governata dagli Arabi fino al XIII secolo. Obama non avrebbe quindi il potere né per bloccare, né per imporre la costruzione.&lt;br /&gt;Se ha sentito il bisogno di intervenire davanti a leader mussulmani e chierici invitati alla Casa Bianca per l'"iftar", il pasto serale che interrompe il digiuno quotidiano durante il Ramadan, è perché Obama si sente l'erede e il custode di una storia che comincia con Thomas Jefferson duecentoventi anni or sono, quando il padre della democrazia americana e della separazione fra Stato e Chiesa s'intratteneva con religiosi mussulmani, perché nella sua vita è stato esposto a culture, esperienze, fedi, etnie diverse che gli rendono incomprensibili l'intolleranza e l'odio che quel cratere nel centro di Manhattan rappresentano. "Capisco le emozioni che questo problema suscita, ma questa è l'America e il principio secondo il quale popoli di ogni fede sono benvenuti, e non saranno trattati in maniere diverse dal loro governo, è parte essenziale di ciò che siamo".&lt;br /&gt;Meravigliosi principi che hanno fatto, più che cannoni e certamente più del dollaro, la grandezza di questa "città sulla collina" che gli Usa sono, ma che politicamente dimenticano una terribile verità: che esiste un'America pre 11 settembre 2001 e un'America post 11 settembre. Una moschea con grattacielo di 13 piani a cento metri da una tomba a cielo aperto scavata da chi uccise credendo di compiere una missione divina appartiene al "dopo". Non ci sono conciliazioni razionali fra coloro che a New York, e nelle schiere dei seguaci di abili manipolatori della politica come Sarah Palin ("una provocazione" ha chiamato quel centro islamico), domandano "perché una moschea proprio lì" e coloro che, come Obama, chiedono: "Perché non lì?" visto che decine di mussulmani morirono quel giorni accanto a cristiani, ebrei, atei.&lt;br /&gt;Infatti, Obama è riuscito a irritare tutti e a non accontentare nessuno, come accade a chi dice la cosa giusta, a parte il promotore del progetto, il costruttore Sharif al-Gamal, entusiasta. Dal mondo arabo e mussulmano arriva l'accusa di fare molto "simbolismo", come fu il celebre discorso all'Islam pronunciato al Cairo, e poca sostanza, mentre il campo di Guantanamo resta aperto e le vittime "collaterali", cioè innocenti, in Afghanistan e in Pakistan sotto i bombardamenti, si accumulano. La principale organizzazione ebraica degli Usa, la Anti Defamation Ligue, lo critica e si oppone ferocemente alla moschea, tra le grida e gli strepiti dei repubblicani che accusano il Presidente di "sacrilegio".&lt;br /&gt;E l'economia, che è il solo altare ai cui piedi alla fine ogni tabernacolo, ogni Libro, ogni paramento, ogni fede in America s'inchinano, resta una dea immusonita e incollerita che chiederà il sacrificio civile di un presidente, di Obama, che troppo ancora crede alla civiltà della politica e allo spirito dell'America, anche, e soprattutto, quando brutalmente ferita e offesa dai barbari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-331476308561112927?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/331476308561112927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=331476308561112927&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/331476308561112927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/331476308561112927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/08/me-ne-fotto-dei-sondaggi.html' title='Me ne fotto dei sondaggi'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TGkN5KdxsNI/AAAAAAAAAwY/w1k6knJroG8/s72-c/obama_serio_sito_casa_bianca--400x300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-949343108395903908</id><published>2010-08-13T11:48:00.003+02:00</published><updated>2010-08-13T12:27:58.640+02:00</updated><title type='text'>Dodici donne israeliane: "Noi non obbediremo!"</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59@libero.it) per averci messo a disposizione nella sua traduzione la seguente lettera aperta pubblicata come annuncio a pagamento sul quotidiano israeliano "Haaretz" il 6 agosto 2010] - da TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO Numero 280 del 12 agosto 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdi' 23 luglio 2010 abbiamo fatto un viaggio, una dozzina di donne ebree israeliane ed una dozzina di donne palestinesi della West Bank con quattro loro figli, fra cui un neonato. Abbiamo viaggiato in auto attraverso le colline interne del paese (“Shfela”) e fatto un giro turistico di Tel Aviv e Yaffa insieme. Abbiamo pranzato in un ristorante, preso il sole e passato veramente dei bei momenti sulla spiaggia. Siamo tornate attraverso Gerusalemme ed abbiamo guardato la citta' vecchia da lontano.&lt;br /&gt;La maggior parte delle nostre ospiti palestinesi non aveva mai visto il mare (che e' a meno di 60 km dalle loro case). La maggior parte di esse non ha mai avuto la possibilita' di pregare nei propri luoghi sacri a Gerusalemme - Al Quds, e li hanno osservati con desiderio da Monte Scopus.&lt;br /&gt;Nessuna delle nostre ospiti aveva un permesso di ingresso in Israele. Le abbiamo fatte passare attraverso i posti di blocco nelle nostre automobili, sapendo di violare la “Legge di ingresso in Israele”. Lo annunciamo qui apertamente.&lt;br /&gt;Questo viaggio comune e' stato organizzato quale risposta alla denuncia presentata dallo stato alla polizia contro una di noi, Ilana Hammerman, per un viaggio simile che lei ha fatto con tre giovani donne palestinesi. Abbiamo deciso di agire nello spirito di Martin Luther King e di mostrare simbolicamente che noi non riconosciamo leggi immorali e ingiuste.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TGUd_y9GiDI/AAAAAAAAAwQ/10VIRX1boTY/s1600/muro+israele.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TGUd_y9GiDI/AAAAAAAAAwQ/10VIRX1boTY/s400/muro+israele.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504839101377316914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non riconosciamo legalita' alla “Legge di ingresso in Israele”, una legge che permette ad ogni israeliano ed ogni ebreo di viaggiare liberamente in qualsiasi parte della terra fra il Mediterraneo ed il fiume Giordano, ma che nega lo stesso diritto ai palestinesi, nonostante questo sia anche il loro paese. Questa legge li spoglia del diritto di visitare citta' e villaggi lungo la “Linea Verde”: luoghi in cui essi hanno profonde radici familiari, di eredita' culturale e di legami nazionali.&lt;br /&gt;Percio', abbiamo obbedito alla voce della nostra coscienza e ci siamo prese la liberta' di condurre delle donne in alcuni di questi luoghi. Noi e loro ci siamo assunte il rischio insieme, con chiarezza di mente e forte convinzione.&lt;br /&gt;In tal modo, noi israeliane abbiamo guadagnato un altro grande privilegio, il fare esperienza nella nostra nazione, una nazione che vive sulla sua spada, di uno dei giorni piu' belli ed emozionanti della nostra vita: aver conosciuto coraggiose donne palestinesi, piene di gioia di vivere, l'aver passato del tempo assieme a loro ed essere state libere assieme a loro, anche se per un solo giorno.&lt;br /&gt;Non abbiamo portato in auto “terroriste” ne' “nemiche”, ma esseri umani, nostre simili. Le autorita' ci separano con barriere e posti di blocco, regole e regolamenti. Non per salvaguardare la nostra sicurezza, ma per santificare l'ostilita' e perpetuare il controllo di terra illegalmente sottratta ai legittimi proprietari. Questo ladrocinio di massa e' stato compiuto in violazione di tutte le leggi e convenzioni internazionali; viola i valori universali dei diritti umani, la giustizia e l'umanita'.&lt;br /&gt;Non siamo noi a violare la legge, lo stato di Israele e' stato il violatore in capo per decenni. Non siamo noi, donne con una consapevolezza civile e democratica, ad esserci spinte troppo in la'. E' lo stato di Israele che ha passato i limiti e che ci sta conducendo in un precipizio e forse persino all'autodistruzione.&lt;br /&gt;Chiamiamo i cittadini di Israele ad ascoltare le parole di Henry David Thoreau, un pensatore americano del XIX secolo, che nel suo famoso trattato sulla Disobbedienza civile scriveva: “Quando un sesto della popolazione di una nazione, che si suppone essere il rifugio della liberta', e' in schiavitu', ed un intero paese e' ingiustamente rovesciato e conquistato da un esercito straniero, e reso soggetto alla legge marziale, io penso che non sia mai troppo presto per gli uomini onesti ribellarsi e rivoluzionare la situazione. Cio' che rende questo dovere ancora piu' urgente e' il fatto che il paese cosi' conquistato non e' il nostro, e' nostro l'esercito invasore”.&lt;br /&gt;Ascoltate queste parole, guardate come si adattano bene alla situazione in cui la nostra nazione ha portato se stessa, e a quello che abbiamo fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ilana Hammerman, Jerusalem&lt;br /&gt;Annelien Kisch, Ramat Hasharon&lt;br /&gt;Esti Tsal, Tel Aviv&lt;br /&gt;Daphne Banai, Tel Aviv&lt;br /&gt;Klil Zisapel, Tel Aviv&lt;br /&gt;Michal Pundak Sagie, Herzlia&lt;br /&gt;Nitza Aminov, Jerusalem&lt;br /&gt;Irit Gal, Jerusalem&lt;br /&gt;Ofra Yeshua-Lyth, Tel Aviv&lt;br /&gt;Ronni Eilat, Kfar Saba&lt;br /&gt;Ronit Marian-Kadishai, Ramat Hasharon&lt;br /&gt;Ruti Kantor, Tel Aviv&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-949343108395903908?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/949343108395903908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=949343108395903908&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/949343108395903908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/949343108395903908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/08/dodici-donne-israeliane-noi-non.html' title='Dodici donne israeliane: &quot;Noi non obbediremo!&quot;'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/TGUd_y9GiDI/AAAAAAAAAwQ/10VIRX1boTY/s72-c/muro+israele.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-3557213084702206036</id><published>2010-07-12T10:06:00.000+02:00</published><updated>2010-07-12T10:06:51.576+02:00</updated><title type='text'>IL BELLO DI GAZA</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Questa è ancora la realtà di Gaza, quando non c'è il favore delle telecamere ad inquadrare qualche tir che entra nella Striscia. Un milione e mezzo di persone continua a vivere in un lager, anche se ora può mangiare la maionese che gli israeliani hanno tolto dalla lista delle merci proibite! Con la complicità, la connivenza e la corresponsabilità dell'Occidente ipocrita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object style="background-image:url(http://i3.ytimg.com/vi/nlbq5PaXiWA/hqdefault.jpg)"  width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nlbq5PaXiWA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/nlbq5PaXiWA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" width="425" height="344" allowScriptAccess="never" allowFullScreen="true" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-3557213084702206036?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/3557213084702206036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=3557213084702206036&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3557213084702206036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3557213084702206036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/07/il-bello-di-gaza.html' title='IL BELLO DI GAZA'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-2958682816870041406</id><published>2010-07-06T09:30:00.002+02:00</published><updated>2010-07-06T09:34:47.405+02:00</updated><title type='text'>Per i cristiani è l'ora dell'umiliazione</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ripropongo da www.lastampa.it questa riflessione di Enzo Bianchi che condivido in toto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i cattolici e per la loro Chiesa questa è un’ora segnata da fatica e sofferenza. Se negli anni del postconcilio era sembrato che tra Chiesa e mondo non cristiano - nella sua pluralità di espressioni religiose, filosofiche, ideologiche ed etiche - fosse finalmente sbocciato il dialogo e fosse possibile un ascolto reciproco nel rispetto e nell’accoglienza, ora invece dobbiamo costatare la contrapposizione, spesso la sordità e a volte l'inimicizia.&lt;br /&gt;Molti non credenti, che sembravano aver accettato un dialogo franco con i cattolici, ora delegittimano la Chiesa non riconoscendole neppure la capacità di stare nello spazio democratico delle nostre società. Ormai nelle librerie non è raro incontrare un'apposita sezione dedicata a libri anticlericali e più spesso anticristiani: testi dove viene negata e a volte ridicolizzata la vicenda storica di Gesù di Nazareth, in cui il cristianesimo viene letto storicamente come una presenza intollerante e aggressiva in Occidente e invasiva nelle altre terre. È in questo clima di «attacco» e di «polemica» che la vicenda degli scandali di pedofilia ha ulteriormente aggravato la situazione, giungendo a una «umiliazione» della Chiesa.&lt;br /&gt;Basterebbe l'immagine della polizia che presidia la sede dell'arcivescovado di Malines-Bruxelles tenendo in situazione di fermo per una giornata l'intera conferenza episcopale belga per chiedersi con sgomento come questo sia stato possibile, in particolare in una nazione come il Belgio. Sì, com'è possibile che in Belgio - una nazione che fino a quarant'anni fa ha dato alla Chiesa universale il maggior numero di missionari, monaci e religiose; una nazione dove la Chiesa ha avuto una forte connessione con la corona regale e ha accompagnato tutta la storia coloniale del Paese - venga misconosciuta la funzione educativa, caritativa e culturale svolta dalla Chiesa e questa sia trattata come una qualsiasi associazione per delinquere, senza che questo desti reazioni nell'opinione pubblica? Una Chiesa, quella belga, che è stata tra le protagoniste della stagione di dialogo e di apertura conciliare e che ora vede le tombe dei suoi primati trattate alla stregua di nascondigli per corpi di reato...&lt;br /&gt;Bisogna riconoscere che in Occidente la Chiesa è diventata una minoranza, davvero esigua in alcuni Paesi: la Chiesa è diventata debole perché ha perduto - anzi, a volte ha liberamente rinunciato - la posizione che occupava nell'epoca della cristianità. Non solo, ha anche mostrato di non essere irreprensibile, come molti si erano illusi che fosse, ha mostrato che il male, il peccato la abita come abita il mondo. E tuttavia si deve constatare che c'è a volte anche cattiveria nel dare notizia delle colpe, quasi una rivalsa che si nutre di accuse enfatizzate e che giunge fino alla delegittimazione della Chiesa in quanto tale. Del resto le polemiche sono anche state stimolate da quanti, senza l'esercizio di una prudenza minima, hanno esternato accuse o sono intervenuti con poco buon senso, ottenendo l'effetto di scatenare altre polemiche. Né ci dobbiamo stupire se molti di quelli che erano soliti osannare Giovanni Paolo II ora lo contrappongono a Benedetto XVI, giungendo fino a denigrarlo: uno spettacolo davvero poco cristiano e poco umano!&lt;br /&gt;Ma quale atteggiamento possono assumere i cristiani in questa situazione? Quanti tentano seriamente di essere cristiani non dovrebbero meravigliarsi di questo «incendio» che si è manifestato in mezzo a loro e tra loro e il mondo. È l'apostolo Pietro a scrivere così ai primi cristiani in diaspora: «Non siate sorpresi dell'ostilità, della persecuzione... non avete ancora subito persecuzioni fino al sangue!». Il cristiano sa, deve sapere, che la sua missione e il suo messaggio non sono facilmente riconosciuti: in un mondo «ingiusto», qualunque messaggio sulla «giustizia», qualunque iniziativa di giustizia desta reazioni anche violente. È una necessitas umana, storica, che il vangelo cerca di raccontare nella vicenda di Gesù di Nazareth: una vicenda innanzitutto umana.&lt;br /&gt;Quindi il cristiano deve accettare in questo momento l'umiliazione, sapendo che solo quando si è umiliati si inizia a conoscere l'autentica umiltà, che altrimenti resterebbe una virtù troppo soggetta all'astrazione e all'ipocrisia. Questa è un'ora di purificazione per la Chiesa: non solo purificazione della memoria come volle profeticamente Giovanni Paolo II con la confessione dei peccati dei cristiani in occasione del Giubileo, ma anche purificazione nel presente, nel qui e ora della storia. Da questa contrizione, da questa sofferenza può scaturire una «riforma» della Chiesa, perché questa è semper reformanda, non è infatti il regno dei cieli stabilito sulla terra, ma ne è solo segno e inizio.&lt;br /&gt;Occorre inoltre reagire a questo «incendio» rinunciando ad assumere posizioni di arroccamento in una cittadella che recrimina e risponde attaccando, per l'angoscia e l'ansia incombenti. Le ostilità che vengono dall'esterno sono solo occasioni perché i cristiani siano più obbedienti al vangelo, occasioni per realizzare a caro prezzo l'insegnamento di Gesù. Ciò che come cristiani dobbiamo temere non viene da eventuali nemici esterni: l'attentato più forte al vangelo può venire invece da noi cristiani, dall'interno della comunità dei credenti. Benedetto XVI lo ribadisce con regolare frequenza, indicando così la lettura più decisiva per la vita ecclesiale oggi.&lt;br /&gt;Infine è necessario riconoscere che forse dobbiamo cercare anche nuovi modi di essere Chiesa e di fare Chiesa: meno conflittuali all'interno, più sinodali nel discernere i cammini percorsi e quelli da intraprendere, più sapienti e nutriti di buon senso umano ed evangelico nel dirimere le questioni e i problemi. Oggi vi sono persone tentate di lasciare la Chiesa, di proseguire per la propria strada, ma questa non è una via praticabile per chi è veramente discepolo di Gesù e sa di vivere in una solidarietà di peccatori chiamata nella conversione e divenire una comunione autentica. Sì, è l'ora di scegliere il silenzio per discernere la parola, è ora di ricominciare con la grammatica della pazienza, è l'ora di accettare offese e tradimenti senza cessare di credere agli uomini, è l'ora di temere senza avere paura...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Enzo Bianchi, Priore di Bose&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-2958682816870041406?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/2958682816870041406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=2958682816870041406&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2958682816870041406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2958682816870041406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/07/per-i-cristiani-e-lora-dellumiliazione.html' title='Per i cristiani è l&apos;ora dell&apos;umiliazione'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-2295543777923711808</id><published>2010-06-07T08:56:00.004+02:00</published><updated>2010-07-06T09:36:43.399+02:00</updated><title type='text'>Israele: la verità alla rovescia...</title><content type='html'>Non scrivo poesie, ma, ad ogni modo, le poesie non sono poesie.&lt;br /&gt;Molto tempo fa, mi è stato fatto capire che la Palestina non era la Palestina.&lt;br /&gt;Sono stato anche informato che i Palestinesi non erano Palestinesi.&lt;br /&gt;Mi hanno anche spiegato che la pulizia etnica non era pulizia etnica.&lt;br /&gt;E dove il mio vecchio io ingenuo vedeva dei combattenti per la libertà, mi fecero pazientemente capire che costoro non erano combattenti per la libertà, e che la resistenza non era resistenza.&lt;br /&gt;E quando stupidamente notavo l'arroganza, l'oppressione e l'umiliazione, loro mi illuminarono benevolmente, in modo che potessi capire che l'arroganza non era arroganza, l'oppressione non era oppressione e l'umiliazione non era umiliazione.&lt;br /&gt;Vidi miseria, razzismo, disumanità, e un campo di concentramento.&lt;br /&gt;Ma loro mi dissero che loro erano esperti in miseria, razzismo, disumanità e campi di concentramento, e io mi sono fidato della loro parola: questa non era miseria, questo non era razzismo, non era disumanità, e non erano campi di concentramento.&lt;br /&gt;Con il passare degli anni mi hanno insegnato così tante cose!&lt;br /&gt;L'invasione non era un'invasione, l'occupazione non era occupazione, il colonialismo non era colonialismo, e l'apartheid non era apartheid!&lt;br /&gt;Hanno aperto la mia mente semplice a verità ancora più difficili e complesse, che il mio povero cervello da solo non avrebbe potuto elaborare, come per esempio:&lt;br /&gt;"avere armi atomiche" non significava "avere armi atomiche", e invece "non possedere armi di distruzione di massa" significava "possedere armi di distruzione di massa".&lt;br /&gt;E, la democrazia, nella Striscia di Gaza, non era democrazia.&lt;br /&gt;Invece avere cittadini di serie B (in Israele), era democrazia.&lt;br /&gt;Perciò, mi scuserete se non mi sorprendo di imparare, oggi, che c'erano ancora altre cose che io pensavo fossero evidenti, e che invece non lo sono:&lt;br /&gt;I pacifisti non sono pacifisti, la pirateria non è pirateria, e il massacro di gente disarmata non è il massacro di gente disarmata.&lt;br /&gt;Ho un cervello così limitato, e la mia ignoranza è infinita.&lt;br /&gt;E loro, cavoli, sono così intelligenti! Davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ghassan Hage&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Professor of anthropology and social theory at the University of Melbourne.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-2295543777923711808?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/2295543777923711808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=2295543777923711808&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2295543777923711808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2295543777923711808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/06/israele-la-verita-alla-rovescia.html' title='Israele: la verità alla rovescia...'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-8092242075675813229</id><published>2010-04-28T00:58:00.001+02:00</published><updated>2010-04-28T01:00:57.576+02:00</updated><title type='text'>Chiesa e società civile-politica oggi in Italia</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ringrazio gli Amici Luciano e Paola per la segnalazione!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho sempre avuto disagio per il modo con cui normalmente si svolge il rapporto tra chiesa e società civile sul piano sia teorico che pratico. &lt;br /&gt;Ultimamente il disagio è diventato acuto. &lt;br /&gt;Ci sono tre aspetti intimamente connessi, relativi a questo tema, che mi piacerebbe discutere con amici:&lt;br /&gt;1. il rapporto chiesa e società civile-politica oggi in Italia &lt;br /&gt;2. la distinzione o meno tra legge personale e legge civile &lt;br /&gt;3. il dialogo tra vertice e base ecclesiale &lt;br /&gt;Le note di questo intervento sono piuttosto dense per evitare una estensione inopportuna. Ne risulta un certo impegno di lettura di cui i lettori mi scuseranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. In pratica la Gerarchia (italiana, vaticana) sostiene l'attuale destra politica al potere. &lt;br /&gt;Profluvi di leggi ad personam, attentati alla democrazia e alla tripartizione dei poteri su cui si fonda, ragnatele di comando che fanno impallidire quelle dell'antica DC, settarismo della comunicazione per lo strapotere mediatico, salottini sconci a spese dello stato, modi triviali di propaganda, bugie e voltafaccia sistematici, ostilità pregiudiziale verso gli immigrati...questi ed altri fatti della destra al potere sembrano non pesare gran che nel globale pronunciamento del Magistero. Eppure trascinano con sé tra l’altro un risvolto educativo preoccupante, perché sembrano comportamenti progressivamente acquisiti dal popolo come  norma del governare.&lt;br /&gt;Quali i motivi allora di tale sbilanciato sostegno del Magistero? Accediamo al secondo punto per una risposta plausibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Non entro in merito a possibili recondite seconde intenzioni. &lt;br /&gt;Mi attengo alla motivazione circolante: la difesa dei valori primari umani nella legislazione civile. &lt;br /&gt;La destra italiana attuale appare alleata in questa difesa. &lt;br /&gt;Ripropongo un quesito tanto antico e ripetuto, quanto non debitamente affrontato: ho sempre il diritto e il dovere di imporre con legge civile i valori della mia coscienza personale anche a chi non li condivide? &lt;br /&gt;Per qualcuno, sì; la coscienza personale e il trasferimento in legge civile andrebbero di pari passo. &lt;br /&gt;Ho fatto attenzione, ma non ho finora trovato una fondazione accettabile di questa tesi. &lt;br /&gt;Per altri, tra cui il sottoscritto, le due cose invece non vanno necessariamente di pari passo. Essi argomentano: &lt;br /&gt;a. il bene comune talvolta richiede o almeno permette una legge civile diversa dall’obbligo personale. Così nello stato pontificio per lungo tempo il papa ha permesso le case di tolleranza perché riteneva che fossero un male minore rispetto alla libera prostituzione, pericolosa alla salute pubblica e praticamente sfuggente ogni proibizione legale; certo, la coscienza del Papa non approvava il commercio dei corpi! &lt;br /&gt;b. la libertà dell'altro è un tesoro immenso da difendere strenuamente! Tesi non da dimostrare, è originaria della convivenza. &lt;br /&gt;Il senso comune aggiunge però una limitativa: da difendere, sì; ma finché è possibile. E spesso non è possibile. Questa limitativa s'impone: ci sono casi in cui si può o si deve limitare la libertà altrui quando questa a sua volta fosse dannosa della libertà di altri. &lt;br /&gt;Ma per i singoli casi la limitazione deve essere argomentata. E questo è il punto dolens.&lt;br /&gt;Negli ultimi tempi, e recentemente prima delle elezioni regionali, ho rincorso invano tale argomentazione nei pronunciamenti del Magistero relativi alle cosiddette "materie eticamente sensibili" (aborto, fecondazione artificiale, testamento biologico…). Essi si rivolgono alla coscienza del cristiano legiferante esattamente come se si rivolgessero al cristiano nel suo comportamento personale.&lt;br /&gt;Dovremmo forse concludere che il Magistero non condivide la distinzione tra legge personale e legge civile? cioè non condivide che la libertà dell’altro e certe condizioni di bene comune permettano nella legge civile un comportamento non consentito alla  coscienza personale? Ritengo e spero non sia così. &lt;br /&gt;Potremmo invece supporre in maniera più verosimile che il Magistero condivide la distinzione in linea di principio e però non la considera applicabile in alcuni casi come sarebbero le suddette materie eticamente sensibili. Allora dovrebbe precisare perché in questi casi il valore umano in gioco è tale da essere "non negoziabile", cioè deve essere trasferito perentoriamente in legge civile. &lt;br /&gt;Il Papa al n. 83 del "Sacramentum caritatis" dice non negoziabili le "leggi naturali". Quali sono? &lt;br /&gt;Oggi l'idea di "legge naturale" non è di facile e comune condivisione, almeno quanto alla sua conoscibilità. Ma poi anche quando una certa legge o una certa proibizione rispecchia il bene naturale universale, devo considerare e rispettare, finché è possibile, la libertà altrui. Che diritto ho d'imporre all'altro il compimento del suo bene?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Tra vertice e base ecclesiale quale dialogo intercorre oggi su quel novero delicato di questioni? E nella base stessa quale dialogo sugli interventi del Magistero? Silente obbedienza o silente disinteresse. E paura.&lt;br /&gt;Non è certo così una comunità cristiana. Dobbiamo cambiare rotta. Facciamolo almeno prima che si amplifichi in maniera preoccupante l'apostasia silenziosa di quei cattolici che non si limitano a dire che il Magistero deve essere più cauto nell'imporre ai fedeli un comportamento civile-politico, deve discuterlo con la base ecclesiale, deve motivarlo. Eh! no. Essi non credono, o non credono più, "di principio", che il Magistero abbia il diritto di dettare alcunché alla coscienza del credente in ambito civile. Questo per me, credente-sacerdote, è grave. E dilagante! &lt;br /&gt;Che ne pensano gli amici?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Enrico De Capitani, parroco di S. M. Incoronata - Mi&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-8092242075675813229?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/8092242075675813229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=8092242075675813229&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8092242075675813229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8092242075675813229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/04/chiesa-e-societa-civile-politica-oggi.html' title='Chiesa e società civile-politica oggi in Italia'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-1476474893506502099</id><published>2010-04-08T18:47:00.003+02:00</published><updated>2010-04-08T18:58:37.234+02:00</updated><title type='text'>Una voce fuori dal coro... finalmente!</title><content type='html'>&lt;em&gt;Riporto di seguito l’intervista che Mons. Albert Rouet, uno dei vescovi francesi più aperti, ha rilasciato a Le Monde il 4 aprile. (da http://gruppogalilei.wordpress.com)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Arcivescovo di Poitiers, Mons. Albert Rouet è una delle figure più libere dell’episcopato francese. La sua opera J’aimerais vous dire(Bayard, 2009) è un best-seller nella sua categoria. Più di trentamila copie vendute e vincitore del premio 2010 dei lettori di La Procure, questo librointervista getta uno sguardo molto critico sulla Chiesa cattolica. In occasione della Pasqua, Mons. Rouet offre le proprie riflessioni sull’attualità e la sua diagnosi sulla Chiesa.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La chiesa cattolica è scossa da molti mesi per la rivelazione di scandali di pedofilia in parecchi paesi europei. Tutto questo l’ha sorpresa?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vorrei anzitutto precisare una cosa: perché ci sia pedofilia sono necessarie due condizioni, una profonda perversione e un potere. Questo vuol dire che ogni sistema chiuso, idealizzato, sacralizzato è un pericolo. Quando una istituzione, compresa la Chiesa, si erge in posizione di diritto privato, si ritiene in posizione di forza, le derive finanziarie e sessuali diventano possibili. E’ quanto rivela l’attuale crisi e tutto questo ci obbliga a tornare all’Evangelo; la debolezza del Cristo è costitutiva del modo di essere Chiesa. In Francia, la Chiesa non ha più questo tipo di potere; questo spiega perché si sia di fronte a devianze individuali, gravi e detestabili, ma non si riscontra una sistematizzazione di questi casi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Queste rivelazioni sopraggiungono dopo parecchie crisi, che hanno segnato il pontificato di Benedetto XVI. Chi maltratta la Chiesa?&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S74LJJI9NOI/AAAAAAAAAvc/adBa5x2h8oA/s1600/rouet-albert.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 231px; height: 333px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S74LJJI9NOI/AAAAAAAAAvc/adBa5x2h8oA/s400/rouet-albert.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457812050119832802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da qualche tempo, la Chiesa è flagellata da tempeste, esterne ed interne. C’è un papa che è più un teorico che uno storico. E’ rimasto il professore che pensa che un problema, una volta impostato bene, è per metà risolto. Ma nella vita non succede così. Ci si imbatte nella complessità, nella resistenza della realtà. Lo si vede bene nelle nostre diocesi, si fa quello che si può! La Chiesa fa fatica a situarsi nel mondo tumultuoso nel quale si trova oggi. E’ il cuore del problema.&lt;br /&gt;Oltre a questo, due cose mi colpiscono nella situazione attuale della Chiesa. Oggi, si constata un certo gelo della parola. Oramai, il minimo interrogativo sull’esegesi o sulla morale viene giudicato blasfemo. Interrogarsi non è più ritenuto una cosa ovvia, ed è un peccato. Parallelamente regna nella Chiesa un clima di sospetto malsano. L’istituzione si trova ad affrontare un centralismo romano, che si basa su di una rete di denunce. Certi gruppi passano il loro tempo a denunciare le posizioni di questo o quel vescovo, a fare dei dossier contro qualcuno, a tenere delle informazioni contro qualcun altro. E questi comportamenti si sono intensificati con internet.&lt;br /&gt;Inoltre, noto una evoluzione della Chiesa parallela a quella della società. Questa vuole più sicurezza, più leggi, quella più identità, più decreti, più regolamenti. Ci si protegge, ci si rinchiude, è proprio il segno di un mondo chiuso, è catastrofico!&lt;br /&gt;In generale, la Chiesa è uno specchio fedele della società. Ma, oggi, nella Chiesa, le pressioni identitarie sono particolarmente forti. C’è tutta una corrente, che riflette poco, che ha sposato un’identità rivendicativa. Dopo la pubblicazione di alcune caricature sulla stampa riguardanti la pedofilia nella Chiesa, ci sono state delle reazioni degne degli integralisti islamici sulle caricature di Maometto! A voler apparire offensivi, ci si squalifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Il presidente della Conferenza episcopale (francese), Mons. André Vingt-Trois lo ha ripetuto a Lourdes il 26 marzo: la Chiesa francese è colpita dalla crisi delle vocazioni, dalla difficoltà della trasmissione della fede, dalla diluizione della presenza cristiana nella società. Come vive questa situazione?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Cerco di prendere atto che ci troviamo alla fine di un’epoca. Si è passati da un cristianesimo di abitudine, ad un cristianesimo di convinzione. Il cristianesimo è perdurato grazie al fatto di essersi riservato il monopolio della gestione del sacro e delle celebrazioni. Di fronte alle nuove religioni, alla secolarizzazione, le persone non fanno più riferimento a questo sacro. Pur tuttavia, possiamo dire che la farfalla è “più” o “meno” della crisalide? E’ un’altra cosa. Allora, non ragiono in termini di degenerazione o di abbandono: stiamo mutando. Bisogna misurare l’ampiezza di questa mutazione. Si prenda la mia diocesi: Settantanni fa contava ottocento preti. Oggi ne ha duecento, ma conta anche 45 diaconi e 10mila persone impegnate nelle 320 comunità locali che abbiamo creato quindici anni fa. E’ meglio. Bisogna arrestare la pastorale della SNCF (ndr.: ferrovie dello stato francesi). Bisogna chiudere delle linee e aprirne delle altre. Quando ci si adatta alle persone, al loro modo di vivere, ai loro orari, la frequenza aumenta, anche al catechismo! La Chiesa ha questa capacità di adattamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- In quale modo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non abbiamo più un personale per mantenere una suddivisione di 36000 parrocchie. O si considera che si tratta di una miseria da cui bisogna uscire ad ogni costo e allora si torna a sacralizzare il prete; oppure si inventa qualcosa d’altro. La povertà della Chiesa costituisce una provocazione per aprire nuove porte. La Chiesa deve appoggiarsi sul clero o sui battezzati? Per mio conto, penso che occorra dare fiducia ai laici e smetterla di funzionare sulla base di una organizzazione medievale. E’ un cambiamento fondamentale. E’ una sfida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- La sfida presuppone l’apertura del sacerdozio agli uomini sposati?&lt;/strong&gt;Sì e no! No, perché immaginate che domani io possa ordinare dieci uomini sposati, ne conosco, non è quello che manca. Ma non potrei pagarli. Quindi dovrebbero svolgere un altro lavoro e sarebbero disponibili solo nei fine settimana per i sacramenti. Allora si tornerebbe ad un’immagine cultuale del prete. Sarebbe una falsa modernità.&lt;br /&gt;Invece, se si cambia il modo di esercitare il ministero, se la sua posizione nella comunità è diversa, allora sì che si può immaginare l’ordinazione di uomini sposati. Il prete non deve più essere il capo della sua parrocchia; deve sostenere i battezzati perché diventino degli adulti nella fede, formarli, impedire loro di ripiegarsi su se stessi.&lt;br /&gt;Tocca a lui ricordare che si è cristiani per gli altri, non per sé; allora presiederà l’eucarestia come un gesto di fraternità. Se i laici resteranno dei minorenni, la Chiesa non sarà credibile. Deve parlare da adulto ad adulto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Lei ritiene che la parola della Chiesa non sia più adatta al mondo. Perché?&lt;/strong&gt;Con la secolarizzazione, si sviluppa una “bolla spirituale” nella quale le parole fluttuano; a cominciare dalla parola “spirituale” che si può riferire più o meno a qualsiasi merce. Quindi è importante dare ai cristiani i mezzi per identificare e per esprimere gli elementi della loro fede. Non si tratta di ripetere una dottrina ufficiale ma di permettere loro di esprimere liberamente la propria adesione. È spesso il nostro modo di parlare che non funziona. Bisogna scendere dalla montagna, scendere in pianura, umilmente. Per far questo occorre un enorme lavoro di formazione. Perché la fede era diventata un qualcosa di cui non si parlava tra cristiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Qual è la sua maggiore preoccupazione per la Chiesa?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il pericolo è reale. La minaccia per la Chiesa è di diventare una sottocultura. La mia generazione teneva particolarmente all’inculturazione, all’immersione nella società. Oggi, il rischio è che i cristiani si rinchiudano tra di loro, semplicemente perché hanno l’impressione di essere di fronte a un mondo di incomprensione. Ma non è accusando la società di tutti i mali che si diventa luce per l’umanità. Al contrario, occorre un’immensa misericordia per questo mondo in cui milioni di persone muoiono di fame. Tocca a noi aprirci al mondo e tocca a noi renderci amabili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-1476474893506502099?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/1476474893506502099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=1476474893506502099&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1476474893506502099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1476474893506502099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/04/una-voce-fuori-dal-coro-finalmente.html' title='Una voce fuori dal coro... finalmente!'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S74LJJI9NOI/AAAAAAAAAvc/adBa5x2h8oA/s72-c/rouet-albert.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-5631077766076142865</id><published>2010-04-06T09:20:00.003+02:00</published><updated>2010-04-06T09:25:46.578+02:00</updated><title type='text'>di Giorgio Bernardelli : Guardare in alto in cerca di pace</title><content type='html'>&lt;em&gt;Una riflessione molto bella sul rapporto tra la Pasqua e la situazione di oggi. L'ha scritta Bradley Burston nella rubrica che tiene sul sito di Haaretz. È una riflessione sulla Gerusalemme di oggi alla luce del racconto dell'Esodo che ogni ebreo osservante rilegge nel Seder. da http://frammentivocalimo.blogspot.com/&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S7rhsjcr08I/AAAAAAAAAvU/zeUpGb04ocI/s1600/gerusalemme.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 199px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S7rhsjcr08I/AAAAAAAAAvU/zeUpGb04ocI/s400/gerusalemme.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456922054058824642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Abbiamo costruito questa città - scrive Burston -. L'abbiamo costruita nella libertà. Abbiamo costruito questa Gerusalemme, questa fede, questo popolo, sull'idea che Dio non può essere visto o toccato, che Dio non può essere costruito con le pietre, né distrutto dal fuoco, né proclamato da un popolo solo, né tradotto nel linguaggio delle mappe, né usato come una bomba per distruggere gli altri popoli, malignare le altre fedi o negare agli altri questa città.Abbiamo costruito questa città con coraggio. L'abbiamo costruita con quella fede che ci ha permesso di lasciare dietro le spalle la schiavitù, di lasciarci dietro tutto ciò che conoscevamo, per addentrarci in un mare in cui solo un miracolo poteva far sì che il muro d'acqua non cadesse su di noi facendoci annegare. E noi crediamo ancora in questa città, nonostante tutto il sangue e le tenebre e il tragico sacrificio dei figli, di fronte alle parole e ai gesti bestiali di coloro che pretendono di avere la licenza sul nome di Dio. Abbiamo costruito questa città, e dopo di noi i cristiani l'anno costruita, e dopo di loro i musulmani l'hanno costruita. Ma proprio questa fatica durata ormai tremila anni e quanto questoSeder ci insegna: alla fine sei Tu o Dio che hai costruito questa città. Non è nostra, come non è loro e nemmeno di quegli altri. È la città dell'Unico Dio che è tutto per noi. (...)».«Quest'anno a Gerusalemme, mentre riempiamo la quarta coppa, leggiamo in maniera diversa le parole del Seder. Sh'foch hamatcha - lasciamoci dietro alle spalle il nostro astio». «La persona liberata che è in noi è giustamente spaventata dal cammino verso una Gerusalemme condivisa. Quando questo nuovo mare si apre davanti a noi lasciando appena intravedere il cammino, vediamo anche le mura d'acqua da entrambe le parti che minacciano di cadere su di noi e di far affogare quanti non moriranno già schiacciati. E la spiaggia che vediamo sulla riva opposta non è la Città di Dio ma un luogo selvaggio». «Ma è solo la persona liberata dentro di noi che può compiere il primo passo in questo cammino incerto. E e avremo il coraggio di farlo, per la prima volta capiremo che cosa vuol dire essere liberi». «L'shana haba'ah B'Yerushalayim Ha'Bnuyah. L'anno prossimo in una Gerusalemme ricostruita». Credo che non esistano parole migliori per un augurio in questa Pasqua 2010/Pesach 5770.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-5631077766076142865?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/5631077766076142865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=5631077766076142865&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5631077766076142865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5631077766076142865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/04/di-giorgio-bernardelli-guardare-in-alto.html' title='di Giorgio Bernardelli : Guardare in alto in cerca di pace'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S7rhsjcr08I/AAAAAAAAAvU/zeUpGb04ocI/s72-c/gerusalemme.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-2460531662800250594</id><published>2010-03-29T19:20:00.004+02:00</published><updated>2010-03-30T16:39:57.594+02:00</updated><title type='text'>La parte del prete (Pensieri pasquali)</title><content type='html'>Questa me l’ha raccontata mio nonno che di nome faceva Lucio Agostino, ma in paese tutti lo chiamavano Gustu; tanto che anche mio padre, quando nacqui io, si era dimenticato di Lucio ed all’anagrafe mi impose il nome di Agostino, Gustu appunto.&lt;br /&gt;La vicenda risale ai primissimi anni del secolo scorso ed ovviamente non ne fui testimone: non ero ancora nato io e neppure i miei genitori. Ai tempi, soprattutto nei paesi, i partiti politici erano ancora sconosciuti alle masse che, come noto, ne prenderanno coscienza nel primo dopo/guerra. Non mancavano tuttavia fenomeni di dialettica piuttosto…vivaci, interpretati dalle confraternite religiose. Al paese ne esistevano due: la compagnia del “Santissimo Sacramento” e quella dei “Battuti”, detta anche della “Buona morte”, che avrebbe dovuto assistere i condannati a morte nel momento dell’esecuzione, ma, abolita la pena di morte, non aveva certo pensato a sciogliersi e si dedicava ai malati terminali, in agonia. &lt;br /&gt;Va detto che il paese contava più di tremila abitanti (oggi si sono ridotti a meno di millecinquecento). Le confraternite contavano non meno di duecento confratelli ciascuna; inoltre tra parenti, sostenitori e simpatizzanti dell’una e dell’altra, tutto il paese ne era coinvolto e sostanzialmente spaccato a metà (metà con l’una, metà con l’altra). Dire che si guardavano in cagnesco, significa ricorrere ad un eufemismo; se dovessimo metterla sul sincero, dovremmo dire che si odiavano senza riserve e senza tregua, nel nome del rispettivo santo protettore. In certe occasioni però, erano obbligate ad incontrarsi: ad esempio nelle processioni che il paese celebrava con una certa regolarità e frequenza. &lt;br /&gt;Nonostante i rapporti…conflittuali, le cose riuscivano sempre a comporsi, grazie alle regole ferree pattuite da sempre e sanzionate dall’autorità religiosa, il parroco. La regola stabiliva anche, ed in particolare, a chi spettava, di volta in volta, il posto d’onore: se la processione era quella del “Corpus Domini”, posto d’onore alla “Compagnia del Santissimo”, se era quella del giorno dei defunti, posto d’onore alla compagnia dei “Battuti”, (“Buona Morte”) e così via. &lt;br /&gt;La cosa funzionava, ma l’equilibrio (lo si sentiva nell’aria) era precario: le regole, per quanto ferree, si possono sempre interpretare. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S7INJ5w_DlI/AAAAAAAAAvM/b-uXnQyqyJw/s1600/Madonna%2520di%2520Fatima%2520Confraternite%2520di%2520Fosdinovo%2520e%2520Licciana%2520Nardi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 211px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S7INJ5w_DlI/AAAAAAAAAvM/b-uXnQyqyJw/s400/Madonna%2520di%2520Fatima%2520Confraternite%2520di%2520Fosdinovo%2520e%2520Licciana%2520Nardi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454436562475355730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il “casus belli” nacque per un’”imprudenza” proprio del Parroco: tipo intraprendente e sanguigno, nei primissimi anni del secolo, anche un po’ per fare dispetto ad un gruppetto di “anticristo” (i socialisti, s’intende) presenti pure nel paese, pensò di istituire la processione del “Venerdì santo”. Gli “anticristo” neanche se ne accorsero, ma i confratelli delle due fazioni si trovarono di fronte al fatto nuovo, non regolamentato: a chi la precedenza, a chi il posto d’onore?&lt;br /&gt;Ne nacque un’inedita discussione…teologica: dico inedita, perché, per quanto poco ne possa capire, il motivo del dissenso non mi pare abbia a che fare con la teologia.&lt;br /&gt;Argomentavano i confratelli del “Santissimo”. La processione porterà, in visita per le contrade del paese il Cristo morto, ma morto come uomo, perché, come Dio non può morire (avevano mandato a memoria il catechismo); ora noi siamo la compagnia del “Santissimo” che altri non è che Dio, presente nell’Eucarestia, quindi il posto d’onore spetta a noi.&lt;br /&gt;Ribattevano i confratelli “Battuti”. Furbizie da “Garibuia”! (l’espressione era più colorita, ma ve la risparmio); il venerdì santo, Cristo muore e dunque il posto d’onore spetta a noi, compagnia della “Buona morte”. Il parroco aveva un bel richiamare i grandi principi evangelici della mansuetudine e dell’amore, dei primi che saranno gli ultimi e, viceversa degli ultimi diventati primi; i confratelli conoscevano a memoria il catechismo, ma si guardavano bene dal toccare la Bibbia, testo pericoloso, roba da luterani e protestanti!&lt;br /&gt;Alla fine dovette decidere l’autorità, il parroco per l’appunto. E poiché la Compagnia del “Santissimo” aveva sede in Parrocchia, mentre quella dei “Battuti”,(“Buona morte”) aveva sede presso la Chiesa dell’oratorio di “S. Sebastiano” (a duecento metri circa dalla parrocchiale), il parroco prese parte per i confratelli della prima.&lt;br /&gt;Apriti cielo: i capitolari (si chiamavano così i dodici capi delle confraternite) dei “Battuti”, riuniti d’urgenza, decisero, all’unanimità, in cinque minuti: sciopero! Avrebbero disertato la processione del “Venerdì santo”. Il priore, capo dei dodici, di nome Carlo, ma, in paese chiamato Carlottone (Carluton), ovviamente per la mole fisica ( 190 cm. di altezza ed un quintale di peso), si presentò all’autorità religiosa (il parroco) e fece formale comunicazione. Dopo uno scambio di cordiali, caritatevoli e colorite minacce i due si lasciarono, promettendosi una imminente “Filippi”. &lt;br /&gt;Nel paese cominciarono le scaramucce, accompagnate da qualche “contatto fisico” fra le due fazioni, ma il bello sarebbe arrivato nel giro di pochi giorni.&lt;br /&gt;Va precisato, per fedeltà di cronaca, che il “giovedì santo” e dunque, per quell’anno, giorno precedente la prevista processione, da tempo immemorabile, i confratelli “Battuti” si recavano in corteo, e solo loro, dalla Chiesa dell’oratorio alla parrocchiale; qui, alla presenza di tutto il paese (o quasi) recitavano a voce ben alta alcune preghiere e ad ogni “imprecazione” (si diceva così) in tono cantilenante chiedevano, per tre volte “misericordia, misericordia, misericordia!”. Alla fine il prete di turno predicava sul tema dell’infinita misericordia di Dio.&lt;br /&gt;Anche quell’anno, l’appuntamento non venne annullato: lo sciopero riguardava solo la sera successiva. Il fatto è che terminate le invocazioni, il parroco, ormai in rotta coi “Battuti”, invece di proporre la misericordia di Dio attaccò una predica di accuse agli scioperanti del giorno appresso: la colpa loro era quella di aver sabotato la comunione ecclesiale e di aver turbato la pace pubblica. Seguirono parole di fuoco,  un torrente, in crescendo, di attacchi ai poveri “Battuti”. Costoro che non sapevano neanche immaginare il ruolo di vittima, reagirono prontamente: Carlottone (Carluton) lanciò un’occhiata ai confratelli più giovani che erano piazzati in fondo alla Chiesa e, a cenni, ordinò loro di aprire le porte. Contemporaneamente si consultò coi colleghi capitolari, con breve  movimento del capo, quindi afferrò il crocione che portava; di dimensioni notevoli, anche se non proprio paragonabile ai “Cristi” che parecchie Chiese di Liguria vantano ancora oggi, se usato per fini non compatibili con la devozione poteva produrre effetti interessanti. Carlottone, alto poco meno di due metri, puntò la sua croce in faccia al parroco che concionava con voce tonante: non ci fu contatto fisico, ma una pantomina ed una girandola davanti agli occhi del malcapitato prete che fece inorridire i fedeli presenti. Quindi il gruppo compatto dei “Battuti” (confratelli della “Buona morte) intonò, a voce spiegata il “Miserere”, un salmo composto da Davide per chiedere perdono delle sue malefatte, e con ordine, in processione, abbandonò la Chiesa. Frattanto tra i presenti si scatenò il pandemonio: tutti urlavano senza ritegno ed infine si passò alle mani, con interventi di fatto, tra i fautori delle opposte fazioni, mentre i “Battuti” ritornavano tranquilli alla Chiesa di S: Sebastiano.&lt;br /&gt;La processione fu sospesa, poi soppressa e fu ripristinata solo molti anni dopo, quando la crisi delle Confraternite e la scomparsa di una di esse (non vi dirò quale), tolse ogni possibilità di contesa.&lt;br /&gt;Mio nonno però mi aggiungeva alcune considerazioni sulla responsabilità dei preti che anziché predicare la parola di Dio si schierano nelle parti e nelle contese; diceva anche che il prete che si schiera con una parte in conflitto finisce sempre per allontanare i fedeli dalla Chiesa.&lt;br /&gt;Dirò anche che un suo amico (di mio nonno) citava sempre la vicenda come un esempio dell’autonomia dei Laici; su questo credo di dover sorvolare per molte ragioni ed anche perché, da allora, di strada ne abbiamo fatto poca e spesso siamo andati piuttosto indietro.&lt;br /&gt;Siamo a Pasqua e forse per questo, quanto vi ho narrato, potrebbe riuscire persino attuale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Agostino Pietrasanta&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-2460531662800250594?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/2460531662800250594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=2460531662800250594&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2460531662800250594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2460531662800250594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/03/la-parte-del-prete-pensieri-pasquali.html' title='La parte del prete (Pensieri pasquali)'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S7INJ5w_DlI/AAAAAAAAAvM/b-uXnQyqyJw/s72-c/Madonna%2520di%2520Fatima%2520Confraternite%2520di%2520Fosdinovo%2520e%2520Licciana%2520Nardi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-3262370289550322567</id><published>2010-03-24T19:10:00.003+01:00</published><updated>2010-03-24T19:46:22.644+01:00</updated><title type='text'>Italianistan</title><content type='html'>Salve, sono un cittadino dell' Italianistan.&lt;br /&gt;Vivo a Milano 2, in un quartiere costruito dal Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;Lavoro a Milano in un'azienda di cui è principale azionista il Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.&lt;br /&gt;Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S6pd3ujg_UI/AAAAAAAAAu0/O6IwR3e6mac/s1600/berlusconi11.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 238px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S6pd3ujg_UI/AAAAAAAAAu0/O6IwR3e6mac/s400/berlusconi11.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452273510856588610" /&gt;&lt;/a&gt;Al pomeriggio, quando esco dal lavoro, vado a far la spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;Alla sera, se decido di andare al cinema,vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio: questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall'agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;Seguo molto il calcio, e faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.&lt;br /&gt;Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.&lt;br /&gt;Quando mi stufo navigo un po' in internet, con provider del Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse, per fortuna! &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;PS.: Tutte le persone che leggono la presente comunicazione hanno l' obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque persone: non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-3262370289550322567?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/3262370289550322567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=3262370289550322567&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3262370289550322567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3262370289550322567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/03/italianistan.html' title='Italianistan'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S6pd3ujg_UI/AAAAAAAAAu0/O6IwR3e6mac/s72-c/berlusconi11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-1829700558203900413</id><published>2010-03-17T14:40:00.002+01:00</published><updated>2010-03-17T14:43:43.688+01:00</updated><title type='text'>… per riveder le stelle del diritto</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Propongo il Comunicato Stampa di Pax Christi, documento da leggere, meditare e assumere come impegno di lotta quotidiana...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Uscire dalla bolgia infernale per una cittadinanza responsabile&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio Nazionale di Pax Christi è fortemente preoccupato della grave situazione del nostro Paese e si sente spronato ad una inderogabile azione comune per uscire da questo momento camminando sulle strade costituzionali della legalità, della giustizia e del diritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E' urgente uscire dalla bolgia di questi giorni difficili.&lt;/span&gt; “Per un paese solidale”-come ci chiedono con forza i Vescovi nel documento sul Mezzogiorno- è urgente uscire dalla bolgia di questi giorni, per un cambiamento radicale basato sulla "cultura del bene, della cittadinanza, del diritto, della buona amministrazione e della sana impresa nel rifiuto dell'illegalità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E' urgente riprendere l'impegno a servizio del bene della nostra Italia&lt;/span&gt; condividendo le crescenti preoccupazioni di mons. Domenico Mogavero, Presidente del Consiglio della Conferenza episcopale italiana per gli Affari Giuridici, per il quale ''cambiare le regole del gioco mentre il gioco è in corso è un atto altamente scorretto''. Il pasticcio delle liste elettorali con relativo decreto “interpretativo”, l’introduzione del “legittimo impedimento”, il disprezzo delle regole, l’accusa reiterata da parte governativa dell’esistenza di complotti organizzati da chi dissente o dalla magistratura stanno esasperando una situazione già grave di pericolosa confusione che il presidente Napolitano chiama “una bolgia”, che nell’inferno dantesco è il luogo dei “fraudolenti”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E' urgente dar voce&lt;/span&gt; a chi, come il Pontificio Consiglio dei Migranti, ha denunciato la grave valutazione del ritenere la tutela delle frontiere più importante della tutela della famiglia e dell’educazione dei minori. La voce di chi denuncia gli abusi e le speculazioni legate al terremoto in Abruzzo, la privatizzazione di alcuni beni vitali come l'acqua, i gravi problemi del mondo del lavoro, il rischio che venga cancellata la legge 185 sul controllo del commercio delle armi ci interpellano direttamente come cittadini e come credenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E' urgente allargare lo sguardo sui conflitti in atto&lt;/span&gt;, dall'Iraq alla Palestina, e partecipare all'opera di riconciliazione nazionale e liberazione sociale che, dal Salvador al Sudan, esigono autentiche “missioni nonviolente di pace”. Preoccupano particolarmente Pax Christi il silenzio sugli F35 assemblati a Novara e la nascita della “Difesa spa” che aggraveranno la corsa incontrollata al riarmo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Per uscire a riveder le stelle del diritto&lt;/span&gt; con una cittadinanza attiva e responsabile, Pax Christi si convocherà in Assemblea Nazionale a Milano-Triuggio il 17-18 aprile, con la consapevolezza ben espressa dal tema “Nella mia città nessuno è straniero. Per una cittadinanza responsabile”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Consiglio Nazionale di Pax Christi, Firenze, 14 marzo 2010&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-1829700558203900413?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/1829700558203900413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=1829700558203900413&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1829700558203900413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1829700558203900413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/03/per-riveder-le-stelle-del-diritto.html' title='… per riveder le stelle del diritto'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-3648248917009720006</id><published>2010-03-17T14:38:00.000+01:00</published><updated>2010-03-17T14:39:31.472+01:00</updated><title type='text'>Il Capo del Governo...</title><content type='html'>"Il capo del Governo si  macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che,  al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la  condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.  Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?  Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una  parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si  rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma  preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.  Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e  il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre,  grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un  perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo  onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i  suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il  buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e  impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è  difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore  della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza  credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre  di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che  disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di  profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico  volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si  immagina sempre di essere il personaggio che vuole  rappresentare." &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Elsa Morante&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;*Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Benito Mussolini...* &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-3648248917009720006?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/3648248917009720006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=3648248917009720006&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3648248917009720006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3648248917009720006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/03/il-capo-del-governo.html' title='Il Capo del Governo...'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-4290511727768451904</id><published>2010-02-17T19:04:00.003+01:00</published><updated>2010-02-17T19:13:00.169+01:00</updated><title type='text'>La fede strumentalizzata</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Riprendo da http://www.cittafutura.al l'ottimo intervento - che ovviamente condivido totalmente! - di Gian Piero Armano.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è capitato venerdì scorso (05/02) di seguire una trasmissione su una TV locale che aveva come titolo “Sicurezza ed immigrazione”. Sono intervenuti due ospiti, uno  parlamentare e l'altro che aspira ad esserlo, entrambi appartenenti ad un partito che, da un lato, si erge a difensore dei valori cristiani e della Chiesa, ma dall'altro, strizza l'occhio al dio Po. Riguardo all'argomento della trasmissione poco si è detto, se non fare l'esaltazione del ministro dell'Interno in carica il quale, a dire dei due intervenuti, avrebbe ben operato promuovendo leggi severe  nei confronti degli immigrati. Ma l'occasione si è rivelata molto ghiotta per fare della propaganda elettorale (ormai siamo vicini alle elezioni regionali). Dalle parole e dai concetti dei due intervenuti è emersa la volontà di sentirsi staccati dagli altri, specie se immigrati e diversi, richiamando la necessità di regole ferree per tenerli sotto controllo, regole che non servono per accogliere, ma per respingere.&lt;br /&gt;Ma quello che, a mio avviso, ha destato più scalpore, è stato il tentativo di utilizzare il cristianesimo e la fedeltà alla Chiesa a sostegno delle loro argomentazioni. “Io sono cristiano praticante...”, “io sono d'accordo che la Chiesa intervenga nelle cose dello Stato...”, “io rispetto e difendo i valori cristiani... e vado a messa ogni domenica” e così via. Tali espressioni, più che confermare esperienze di fede, evidenziano la forza di una ideologia che discrimina, di una identità superiore che non considera le altre culture o le altre religioni. E' un modo di pensare e di parlare che falsifica il messaggio di Cristo che è amore, perdono, misericordia, salvezza, dialogo, accoglienza, universalità; è un modo che favorisce la discriminazione e la parzialità.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S3wxUWfMICI/AAAAAAAAAus/67LkVxymf-E/s1600-h/radici-cristiane.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 307px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S3wxUWfMICI/AAAAAAAAAus/67LkVxymf-E/s400/radici-cristiane.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439276675660259362" /&gt;&lt;/a&gt;Questi atteggiamenti oggi sono pericolosi perché rischiano di strumentalizzare la fede in Gesù Cristo, utilizzandolo per finalità contrarie al suo messaggio. Sono segni di egoismo etnico, contrari ed ingiusti alla funzione del messaggio cristiano. Si tratta di una falsificazione che è più deleteria che la negazione, perché, usare Gesù Cristo, la Chiesa o le azioni religiose per interessi particolari, è più grave che dichiararsi ateo o indifferente. Inoltre far finta di onorare la gerarchia della Chiesa per ottenere qualche vantaggio elettorale, o corrompere i cristiani con queste false argomentazioni, è molto più immorale che essere critici nei confronti della Chiesa e delle sue prese di posizione. Una cosa è essere critici verso la Chiesa, ben altro è il tentativo di corromperla per raggiungere finalità che non la riguardano.&lt;br /&gt;Cosa si può fare di fronte a simili atteggiamenti, proprio in questo periodo molto vicino alle elezioni regionali? Credo sia importante dare testimonianza dei valori indicati in Matteo 25,31-46: “...ho avuto fame... ho avuto sete... ero forestiero...”. Ciò vuol dire ribadire con forza che se si disprezza o non si accoglie lo straniero, il povero, l'ultimo è come disprezzare o non accogliere Gesù Cristo. Non serve proclamare “sono cristiano... sono praticante...”, non serve esporre simboli religiosi nei diversi luoghi: è molto più importante compiere opere di giustizia, di condivisione, di accoglienza verso chi è ultimo, come gli immigrati, perché, anche qui ci soccorre la parola evangelica: “...non chi dice: Signore, Signore... ma chi fa la volontà del Padre mio”. Le opere di giustizia, di condivisione, di accoglienza verso gli ultimi – e gli immigrati sono tra questi – sono i segni indicativi della forza del cristianesimo. Non altro.&lt;br /&gt;E in linea con questo vorrei porre all'attenzione l'articolo di fondo del mensile di un gruppo di cristiani torinesi - “il foglio” n. 368 – che può aiutare a capire quali scelte si possono fare dal punto di vista sociale.&lt;br /&gt;“A marzo eleggeremo il governatore del Piemonte e il nuovo Consiglio regionale. E' un'elezione amministrativa e per decidere per chi votare dovremmo valutare la politica svolta e i risultati ottenuti dall'attuale maggioranza, confrontare i vari programmi, informarci sui candidati dei diversi schieramenti. Siamo invece trascinati controvoglia a prendere posizione per difendere principi fondamentali di basilare convivenza civile che vediamo sempre più attaccati e minacciati. Un semplice esempio può far comprendere qual è la posta in gioco. Un candidato del PDL, consigliere uscente, ha scritto e pubblicizza un libro bianco sugli sprechi del governo Bresso; sulle radio locali si può ascoltare qual è il principale di questi sprechi: sono stati spesi 30 milioni di euro per aiutare zingari, extracomunitari, clandestini invece che ad anziani, bambini, disabili (evidentemente italiani).&lt;br /&gt;Si badi bene: non si dice, come pure eventualmente si potrebbe fare, che le spese sono state eccessive o mal distribuite o clientelari, no, lo spreco è stato nel dare a stranieri quel che si doveva dare ai nostri. Nel distribuire gli aiuti l'errore è stato quello di seguire il solo criterio del grado di bisogno, mentre occorreva anche una discriminante 'xenofoba'. La logica alla base di questo ragionamento è evidente: gli esseri umani non sono tutti uguali, quelli che non sono nati sul territorio sono meno umani e perciò indegni di protezione e di difesa.&lt;br /&gt;E che questo sarà il motivo di fondo della campagna elettorale della destra lo confermano le recenti critiche del leghista Calderoli all'arcivescovo di Milano, Tettamanzi, colpevole di chiedere gli stessi 'sprechi' della giunta Bresso.&lt;br /&gt;Per guadagnare un pugno di voti, e la vittoria in Piemonte si gioca proprio su questo, non si ha nessuna remora nel sollecitare gli istinti più oscuri, i sentimenti più regressivi, gli interessi più gretti, i bisogni più disperati, che invece bisognerebbe contrastare e di cui ci si dovrebbe semmai vergognare, senza nemmeno preoccuparsi dell'imbarbarimento della nostra società che da ciò potrebbe conseguire.&lt;br /&gt;Di fronte ad una campagna elettorale così impostata non si può tacere né sottovalutarne la gravità. La nostra reazione deve essere forte e smascherare la pericolosa ideologia su cui si basa, affinché tutti possano prendere posizione con cognizione di causa per contrastarla con vigore, perché sono in pericolo elementari valori di civiltà la cui perdita avrebbe conseguenze gravissime sulla convivenza civile nel nostro paese.&lt;br /&gt;Il nostro popolo ha forse dimenticato quel che hanno dovuto subire i nostri nonni e i nostri bisnonni in giro per il mondo e quanto ci è costato dare ascolto in un passato non molto lontano a suggestioni di questo tipo?”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-4290511727768451904?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/4290511727768451904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=4290511727768451904&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/4290511727768451904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/4290511727768451904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/02/la-fede-strumentalizzata.html' title='La fede strumentalizzata'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S3wxUWfMICI/AAAAAAAAAus/67LkVxymf-E/s72-c/radici-cristiane.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-7200014153299854732</id><published>2010-02-05T16:07:00.003+01:00</published><updated>2010-02-05T16:18:10.496+01:00</updated><title type='text'>Liquidazione totale</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ho ascoltato parola per parola, con indignazione crescente, il discorso di Berlusconi alla Knesset, il parlamento israeliano. Più volte ha detto di parlare a nome di tutti gli italiani: mi dissocio! Certamente non parlava a nome mio e di tanti altri. Per pigrizia non ho scritto subito i miei pensieri. Poi ci ha pensato don Nandino Capovilla, che essendo più moderato di me, ha scritto il Comunicato stampa che ripropongo facendolo mio, con toni più pacati di quelli che avrei usato io.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha attuato ieri una liquidazione totale delle speranze di pace in Terra Santa. Una pesantissima banalizzazione del processo di pace e un'irrisione delle Nazioni Unite che rischiano di trascinare l'Italia fuori dal consesso dei Paesi e delle Istituzioni internazionali che tessono da anni il faticoso cammino della pace. &lt;br /&gt;Affermando che è stato giusto il massacro su Gaza, ha liquidato il lavoro prezioso e oggettivo svolto dalle Nazioni Unite nel  monitorare un inaudito massacro di civili, la distruzione di migliaia di case, scuole, ospedali attraverso  l'uso di armi illegali. Possiamo ancora ritenerci parte degli organismi internazionali, in primis dell'Onu?&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S2w2J0f1jdI/AAAAAAAAAuk/pn3o7Lty7Mk/s1600-h/20563_103129929716296_100000578677932_83158_4255461_n.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 282px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S2w2J0f1jdI/AAAAAAAAAuk/pn3o7Lty7Mk/s400/20563_103129929716296_100000578677932_83158_4255461_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434778392668245458" /&gt;&lt;/a&gt;Asserendo di 'non aver visto'  il Muro dell'apartheid che circonda Betlemme,  ha vergognosamente liquidato il pronunciamento fatto nel 2004 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ne ha condannato la costruzione evidenziandone le terribili conseguenze umanitarie. Può il Presidente del Consiglio arrivare a un livello così insopportabile di irresponsabilità?&lt;br /&gt;Definendo più volte Israele come “Stato ebraico, libero e democratico”, ha liquidato quel milione e duecentomila cittadini dello Stato d'Israele, che ebrei non sono, e che vedono ogni giorno calpestati i loro diritti. Come proclamarsi insistentemente “amici di Israele” quando non lo si esorta ad essere veramente uno stato democratico?&lt;br /&gt;Identificando come antisemita chiunque si opponga alla politica di occupazione, di umiliazione e di disprezzo di qualsiasi Risoluzione Onu da parte dello Stato d'Israele, ha liquidato e denigrato  le sofferenze patite da migliaia e migliaia di palestinesi, in spregio a quanti, israeliani, palestinesi,  uomini e donne di ogni Paese, si battono insieme alla ricerca di una pace giusta, fondata sul rispetto delle leggi internazionali. &lt;br /&gt;Davvero non ci possono essere i saldi della pace.&lt;br /&gt;Non si può raggiungere la meta della riconciliazione tra i popoli svendendo sul mercato una “pace economica”, la “pace del benessere”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Don Nandino Capovilla&lt;br /&gt;Coordinatore Nazionale di Pax Christi &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Firenze, 4 febbraio 2010&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-7200014153299854732?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/7200014153299854732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=7200014153299854732&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7200014153299854732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7200014153299854732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/02/liquidazione-totale.html' title='Liquidazione totale'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S2w2J0f1jdI/AAAAAAAAAuk/pn3o7Lty7Mk/s72-c/20563_103129929716296_100000578677932_83158_4255461_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-2575371081922154953</id><published>2010-01-25T18:47:00.003+01:00</published><updated>2010-01-25T18:52:51.765+01:00</updated><title type='text'>Migranti e rifugiati. Crocifissi di legno e crocifissi di carne</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comunicato del Consiglio Nazionale di Pax Christi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentiamo il rischio delle parole. Delle parole già dette, ripetute, scontate, di circostanza. Parole come vuoti a perdere di retorica. E tuttavia sentiamo il dovere della parola. La parola che chiama “persona” ogni essere umano. Chiama persona – e non “negro”– anche l’immigrato. Di questa parola chiara, inequivocabile, sentiamo il bisogno, l’urgenza, la verità, per non cadere nei tranelli dei falsari, nella trappola dei demagoghi, nella rete dei complici.&lt;br /&gt;“Bisogna ripartire dal cuore del problema! Dal significato della persona! Un immigrato è un essere umano, differente per provenienza, cultura e tradizioni, ma è una persona da rispettare e aiutare, in particolare nel lavoro, dove è più facile lo sfruttamento” (Benedetto XVI, Angelus del 10 gennaio).&lt;br /&gt;Meditando queste parole proprio nella giornata del migrante e del rifugiato, intendiamo ribadire la necessità e l’urgenza di non infangare il nome, il volto, la dignità del povero, dello straniero, del clandestino. Si è seminato per tanto tempo il vento del sospetto e del disprezzo per chi proviene dal sud e dall’est, alimentando con foga in ogni circostanza la “caccia all’untore”, e ora si raccoglie la tempesta di “una guerra tra poveri dove a soccombere è il più povero, cioè l’immigrato” (mons. Bruno Schettino).&lt;br /&gt;Si rivendicano con orgoglio radici cristiane e si difendono crocifissi di legno, ma si rinnegano poi le radici evangeliche e spesso si respingono con disprezzo i crocifissi di carne. Si dice che “siamo stati troppo tolleranti con i clandestini” di Rosarno, senza che ci si renda conto che quei clandestini erano in gran parte immigrati con regolare permesso di soggiorno. Non ci si accorge invece che siamo troppo tolleranti con i nostri concittadini regolarmente sfruttatori del lavoro nero e con quei personaggi di casa nostra che alimentano traffici e interessi di “cosa nostra”. Il pericolo è quello di scivolare nuovamente nella follia fratricida, che può spingere ad una spirale di violenza senza limiti.&lt;br /&gt;Il sonno della ragione genera mostri. Il “sonno” dei politici può generare violenza. Il “sonno” dei credenti può generare disperazione.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S13aGJjoYGI/AAAAAAAAAuc/e8GVmT5EUs4/s1600-h/immagine-2-48d92b0c27d86.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 308px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S13aGJjoYGI/AAAAAAAAAuc/e8GVmT5EUs4/s400/immagine-2-48d92b0c27d86.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430736524858122338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Perciò intendiamo rivolgere un appello a tutti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ai cittadini&lt;/span&gt;, soprattutto agli uomini di cultura, perché manifestino un sussulto di indignazione e di disgusto per l’eclissi di umanità, l’oscuramento della coscienza civile e la latitanza di pensiero critico che da tempo ormai si respirano nel nostro Paese, e valorizzino le esperienze positive di umanità conviviale e di intelligenza politica e culturale.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ai politici&lt;/span&gt;, perché si lascino risvegliare dal grido di rabbia, di dolore e di paura che sale dai tuguri della miseria nera, dai campi minati delle mafie, dalle fabbriche sempre più deserte e segnate da tante “morti bianche”. Si decidano a perseguire con lungimiranza progetti di pace e di giustizia, di salvaguardia dell’ambiente in uno spirito di solidarietà globale estesa a tutti e in ogni direzione, ripartendo dai principi fondamentali della nostra Costituzione e dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, facendo tesoro dell’impegno e della passione civile e morale di tanti nostri connazionali.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ai nostri fratelli di fede&lt;/span&gt;, a tutti i credenti in Cristo e a tutte le comunità, proprio nella settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, perché facciano vibrare le corde più profonde del loro cuore con la stessa intensità profetica di Cristo che è presente nel volto del forestiero e del piccolo. “E come non considerare tra i più piccoli anche i minori migranti e rifugiati? Gesù stesso da bambino ha vissuto l’esperienza del migrante per sfuggire alle minacce di Erode” (dal messaggio di Benedetto XVI per la Giornata del migrante 2010).&lt;br /&gt;Torniamo a gridare il Vangelo dal tetto dei nostri pulpiti e dei nostri mezzi di comunicazione. Ritorniamo al Concilio, al recente magistero sociale della Chiesa e ai ripetuti interventi di Benedetto XVI sull’accoglienza e sul necessario rispetto dei diritti umani per tutti. Testimoniamo la nostra coerenza con scelte di campo e stili di vita che ci pongano come compagni di viaggio accanto agli ultimi, agli invisibili, ai dannati della terra, agli umiliati e offesi, a tutti coloro che vengono discriminati, usati e non riconosciuti come figli dell’unico Padre, fratelli nell’unica famiglia!&lt;br /&gt;È nella nonviolenza evangelica che potremo ritrovare la strada di una giusta e civile convivialità delle differenze. È nel rispetto accogliente di ogni volto umano che ritroveremo anche la luce e la bellezza del volto di Dio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-2575371081922154953?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/2575371081922154953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=2575371081922154953&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2575371081922154953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2575371081922154953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/01/migranti-e-rifugiati-crocifissi-di.html' title='Migranti e rifugiati. Crocifissi di legno e crocifissi di carne'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S13aGJjoYGI/AAAAAAAAAuc/e8GVmT5EUs4/s72-c/immagine-2-48d92b0c27d86.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-7420096456793748409</id><published>2010-01-08T17:49:00.005+01:00</published><updated>2010-01-08T18:02:41.220+01:00</updated><title type='text'>Pellegrinaggio in Palestina</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S0djuEFmeTI/AAAAAAAAAuU/7wzwC6b6fy4/s1600-h/IMG_0011.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S0djuEFmeTI/AAAAAAAAAuU/7wzwC6b6fy4/s400/IMG_0011.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424413919213418802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ho notato che molti visitatori si informano a proposito del viaggio - pellegrinaggio in Terrasanta da diverse parti d'Italia.&lt;br /&gt;Preciso allora che il viaggio è aperto a tutti, non è riservato agli alessandrini; anche gli anni scorsi hanno partecipato persone di altre parti d'Italia. Basta telefonare al numero indicato sul programma per avere delucidazioni e informazioni ulteriori, oppure inviare un'email a walter.fiocchi@tin.it&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-7420096456793748409?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/11/pellegrinaggio-in-terrasanta-dal-3-al.html' title='Pellegrinaggio in Palestina'/><link rel='enclosure' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/11/pellegrinaggio-in-terrasanta-dal-3-al.html' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/7420096456793748409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=7420096456793748409&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7420096456793748409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7420096456793748409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/01/pellegrinaggio-in-palestina.html' title='Pellegrinaggio in Palestina'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S0djuEFmeTI/AAAAAAAAAuU/7wzwC6b6fy4/s72-c/IMG_0011.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-6722351838317423557</id><published>2010-01-06T19:00:00.003+01:00</published><updated>2010-01-06T19:09:46.080+01:00</updated><title type='text'>Risposta ad una "Lettera a Gesù" - da MicroMega</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S0TRNUP_i-I/AAAAAAAAAuE/vRg_aSjxe5s/s1600-h/dimodica_294.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 294px; height: 210px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S0TRNUP_i-I/AAAAAAAAAuE/vRg_aSjxe5s/s400/dimodica_294.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423689877965212642" /&gt;&lt;/a&gt;Una vita dedicata alla musica e poi, all’improvviso, una diagnosi che suona come una condanna: sclerosi laterale amiotrofica. Il racconto appassionato di un ‘musicista impertinente’, che non vuole arrendersi alla malattia e alla deriva del paese in cui vive: “Il ‘pregio’ del mio progressivo immobilismo è di aver risvegliato, ancora di più, la mia coscienza”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-6722351838317423557?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://dimodica-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/04/don-walter-fiocchi-risponde-alla-lettera-a-gesu-di-paolo-di-modica/' title='Risposta ad una &quot;Lettera a Gesù&quot; - da MicroMega'/><link rel='enclosure' type='' href='http://dimodica-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/06/lettera-a-gesu/' length='0'/><link rel='enclosure' type='' href='http://dimodica-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/04/don-walter-fiocchi-risponde-alla-lettera-a-gesu-di-paolo-di-modica/' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/6722351838317423557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=6722351838317423557&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/6722351838317423557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/6722351838317423557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/01/blog-post.html' title='Risposta ad una &quot;Lettera a Gesù&quot; - da MicroMega'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S0TRNUP_i-I/AAAAAAAAAuE/vRg_aSjxe5s/s72-c/dimodica_294.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-5537204801788935520</id><published>2010-01-04T09:56:00.003+01:00</published><updated>2010-01-04T10:45:55.481+01:00</updated><title type='text'>E' nata l'associazione "L'ulivo e il libro"</title><content type='html'>“&lt;span style="font-style:italic;"&gt;…ora sento mani affettuose che non finiranno mai di stringere e scaldare  le mie, mani che sanno, capiscono, perdonano, mi dicono di non avere  paura perché non vi sarà distacco; mi avrai sempre vicino. Così avanzo nella luce sempre più vivida. E mi accorgo che questa Luce è anche una Voce di Misericordia Infinita, parla la mia lingua e quella di mille altri, tutti la sentiremo e tutti, tutti ugualmente La comprenderemo&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;Così si concludeva la lettera che Lucia, moglie di Kamal, lo scorso anno ci aveva mandato in occasione del ricordo che abbiamo fatto per Kamal e che anche quest'anno ripeteremo.&lt;br /&gt;In queste ultime settimane abbiamo definito le procedure per la costituenda associazione “II Libro e l'Ulivo” nata  in  ricordo  di Kamal e per dare continuità al suo impegno fattivo e concreto a favore delle famiglie bisognose, con figli in età scolare e per indicare che, come è sancito nello Statuto, “la Pace e la Cultura camminano insieme”.&lt;br /&gt;Con questo richiamo ideale si propone di aprire una sottoscrizione con le finalità previste nello Statuto.&lt;br /&gt;I fondi raccolti saranno consegnati nel prossimo viaggio-pellegrinaggio di Pace e Giustizia organizzato dal 3 al 10 Marzo p.v. da don Walter e per il quale sono in corso le iscrizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi desidera contribuire o aderire all’Associazione può rivolgersi a: &lt;br /&gt;Giancarlo e Laura Mandrino (tel. 0131 44 21 12)&lt;br /&gt;Mara Scagni&lt;br /&gt;Don Walter (335 58 18 204)&lt;br /&gt;Alia (392 49 06 184)&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;CC/ postale n.°55556724 - Associazione per la Pace e la nonviolenza di Alessandria specificando nella causale “per L'Ulivo e il Libro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S0G4q5bVigI/AAAAAAAAAt8/kvKDYAJmPzY/s1600-h/Logo+Libro+e+Ulivo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 314px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S0G4q5bVigI/AAAAAAAAAt8/kvKDYAJmPzY/s400/Logo+Libro+e+Ulivo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5422818473440283138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Statuto dell'associazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.1 - Denominazione e scopi&lt;br /&gt;L’Associazione di volontariato L’ULIVO E IL LIBRO ha come obiettivo primario la promozione di iniziative nell’ambito educativo, per favorire la cultura della Pace, il rispetto dei Diritti Umani, la nonviolenza e la solidarietà, favorendo e sostenendo lo studio di ragazzi e ragazze palestinesi e immigrati nei diversi cicli scolatici, elementari, medie, medie superiori, università e formazione professionale, in collaborazione con le famiglie oppure su segnalazione di Istituti Scolastici ed Enti Locali. Sulla base anche delle esperienze acquisite in questi anni tramite i gemellaggi e le iniziative di solidarietà, i progetti saranno indirizzati verso cicli di scuola, come sopra menzionati, in Palestina. Iniziative analoghe saranno poi proposte per le famiglie degli immigrati in Italia, con particolare attenzione alla Provincia di Alessandria.&lt;br /&gt;La Cultura e la Pace camminano insieme, perciò per realizzare e rafforzare gli obiettivi che l’Associazione persegue, promuoverà e svolgerà le seguenti attività:&lt;br /&gt;o       iniziative culturali attraverso incontri e dibattiti pubblici, presentazioni di libri e film;&lt;br /&gt;o       distribuzione di materiale informativo;&lt;br /&gt;o       raccolta di fondi da destinare ai progetti;&lt;br /&gt;o       iniziative per favorire e consolidare il rapporto tra le Associazioni che svolgono attività di solidarietà, le Istituzioni e gli Enti Locali.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Art. 2 - Principi&lt;br /&gt;1 - L'Associazione, che si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti, si atterrà ai seguenti principi:&lt;br /&gt;-        assenza del fine di lucro;&lt;br /&gt;-        divieto assoluto di speculazioni di qualsiasi tipo nonché divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, fondi, riserve e capitale;&lt;br /&gt;-        esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale;&lt;br /&gt;-        obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle a esse direttamente connesse;&lt;br /&gt;-        democraticità della struttura;&lt;br /&gt;-        esclusione di soci temporanei;&lt;br /&gt;-        elettività e gratuità delle cariche associative;&lt;br /&gt;-        gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti, salvo il diritto al rimborso delle spese anticipate;&lt;br /&gt;-        sovranità dell' Assemblea;&lt;br /&gt;-        divieto di svolgere attività diverse da quelle istituzionali, ad eccezione di quelle a esse direttamente connesse.&lt;br /&gt;2 - Ai sensi della suddetta democraticità della struttura, tutti gli organi sociali vengono eletti esclusivamente e liberamente dall' Assemblea ordinaria dei soci.&lt;br /&gt;3 - Tutti i membri di organi sociali devono essere soci.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Art. 3 - Sede&lt;br /&gt;1 - L'associazione ha sede in 15122 Castelceriolo – AL, Vicolo Canestri 2&lt;br /&gt;2 - La sede legale può essere trasferita in altra città solo con una delibera dell’Assemblea straordinaria di modifica dello statuto. Il Consiglio Direttivo può solo deliberare lo spostamento della sede sociale all'interno del territorio comunale; i soci dovranno in questo caso essere avvisati tempestivamente del trasferimento.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Art. 4 - Soci&lt;br /&gt;1 - I soci sono coloro che condividono gli scopi dell'associazione e versano annualmente la quota associativa.&lt;br /&gt;2 - All'aspirante socio deve essere consegnata una copia aggiornata dello Statuto e dei Regolamenti interni che è tenuto a rispettare.&lt;br /&gt;3 - L'ammissione a socio viene deliberata dal Consiglio Direttivo e successivamente portata a conoscenza dell'assemblea dei soci.&lt;br /&gt;4 - L'iscrizione decorre dalla data della delibera del Consiglio Direttivo immediatamente successiva alla richiesta.&lt;br /&gt;5 - Il rigetto della domanda di iscrizione, deve essere motivato e va comunicato per iscritto all'interessato, il quale può ricorrere all'assemblea per opporsi alla relativa delibera.&lt;br /&gt;6 - Sono previsti i seguenti tipi di soci:&lt;br /&gt;fondatori;&lt;br /&gt;ordinari;&lt;br /&gt;sostenitori;&lt;br /&gt;onorari;&lt;br /&gt;Soci fondatori: sono quelle persone che hanno fondato l'associazione, sottoscrivendo l'Atto Costitutivo.&lt;br /&gt;Soci ordinari: sono quelle persone che condividono le finalità dell'associazione e partecipano attivamente alla realizzazione degli scopi statutari, prestando la propria opera di volontariato.&lt;br /&gt;Soci sostenitori: sono quelle persone che condividono le finalità dell'associazione e partecipano alla realizzazione degli scopi statutari mediante contributi e sostegno economico;&lt;br /&gt;Soci onorari: sono quelle persone alle quali l'associazione deve particolare riconoscenza e vengono nominati dall' Assemblea ordinaria dei soci su proposta del Consiglio Direttivo. I soci onorari sono esentati dal pagamento di qualsiasi contributo, pur godendo di tutti i diritti degli altri tipi di soci.&lt;br /&gt;7 - Tutti i soci in regola con il pagamento delle quote sociali hanno sia diritto al voto in seno all'Assemblea dei soci, tanto ordinaria che straordinaria, che di essere eletti alle cariche sociali.&lt;br /&gt;8 - La richiesta di ammissione a socio comporta automaticamente l'accettazione dello Statuto, dei Regolamenti e di tutte le disposizioni vigenti nell'associazione. Inoltre il socio non potrà intraprendere alcun tipo di provvedimento legale contro l'associazione, né contro i suoi Organi sociali, né contro altri soci.&lt;br /&gt;9 - Cause di esclusione dei soci sono le seguenti:&lt;br /&gt;·         morosità;&lt;br /&gt;·         indisciplina o comportamento scorretto ripetuti;&lt;br /&gt;·         inattività prolungata.&lt;br /&gt;10 - Il Consiglio Direttivo, accertata la sussistenza di una causa di esclusione, nel corso della prima seduta successiva dell'Assemblea dei soci, sia essa ordinaria che straordinaria, comunica i nominativi dei soci interessati, ai fini della delibera di esclusione.&lt;br /&gt;11 - L'Associazione assicura gli associati che prestano la loro attività di volontariato contro malattie, infortuni connessi allo svolgimento dell'attività a favore dell'Associazione, nonché per la responsabilità civile verso terzi.&lt;br /&gt;L'attività degli aderenti non può essere retribuita in alcun modo, nemmeno da eventuali diretti beneficiari. Agli aderenti possono solo essere rimborsate dall' Associazione, previa documentazione ed entro limiti prevalentemente stabiliti, le spese vive effettivamente sostenute per le attività prestate.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Art. 5 - Esercizio sociale&lt;br /&gt;L'esercizio inizia l'1 gennaio e termina il 31 dicembre successivo, tranne il primo che inizia alla data di costituzione dell'Associazione.&lt;br /&gt;Art. 6 - Assemblee&lt;br /&gt;1 - Le Assemblee, sia ordinarie che straordinarie, sono convocate, dal Consiglio Direttivo, mediante invio di lettera non raccomandata a tutti i soci, almeno sette giorni della data fissata per la riunione.&lt;br /&gt;2 - Il Consiglio Direttivo deve convocare l'Assemblea ordinaria dei soci almeno una volta l'anno, entro il 30 aprile per l'approvazione del bilancio consuntivo e di quello preventivo.&lt;br /&gt;3 - L'assemblea può essere altresì convocata ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno, oppure quando ne facciano richiesta almeno 1/10 dei soci o di 1/3 dei membri del Consiglio Direttivo.&lt;br /&gt;4 - L'avviso di convocazione deve contenere i seguenti dati:&lt;br /&gt;-        giorno, ora e sede della prima convocazione;&lt;br /&gt;-        giorno, ora e sede dell'eventuale seconda convocazione;&lt;br /&gt;-        ordine del giorno;&lt;br /&gt;-        elenco dei soci ammessi o di quelli esclusi per un qualsiasi motivo;&lt;br /&gt;-        nel caso in cui l'Assemblea debba occuparsi dell'elezione delle cariche sociali, all'avviso di convocazione, deve venir allegato un prospetto contenente la lista dei candidati.&lt;br /&gt;5 - Le Assemblee ordinarie sono valide, in prima convocazione, quando siano presenti almeno la metà più uno dei soci con diritto al voto; in seconda convocazione saranno sempre valide qualunque sia il numero dei soci presenti aventi diritto al voto.&lt;br /&gt;6 - Le delibere dell' Assemblea ordinaria sono approvate con la maggioranza semplice dei voti dei presenti, aventi diritto al voto, sia in prima che in seconda convocazione.&lt;br /&gt;7 - Le Assemblee straordinarie sono valide quando sono presenti almeno i 3/4 dei soci con diritto al voto; le relative delibere sono valide se approvate con la metà più uno dei voti degli aventi diritto.&lt;br /&gt;8 - Per lo scioglimento dell' Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre invece il voto favorevole dei 3/4 degli associati.&lt;br /&gt;9 - L'Assemblea nomina il proprio Presidente ed il proprio Segretario.&lt;br /&gt;10 - Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori non hanno diritto al voto.&lt;br /&gt;11 - Ogni associato non può ricevere più di due deleghe.&lt;br /&gt;12 - Sono compiti dell' Assemblea ordinaria:&lt;br /&gt;§        elezione o sostituzione degli organi sociali;&lt;br /&gt;§        approvazione del bilancio consuntivo e di quello preventivo;&lt;br /&gt;§        determinazione dell' ammontare della quota associativa;&lt;br /&gt;§        approvazione degli indirizzi e delle linee generali dell'attività da svolgere;&lt;br /&gt;§        esclusione dei soci che si trovino in una delle situazioni di cui all'art. 4, comma 9;&lt;br /&gt;§        accordi con soggetti terzi/adesione e affiliazione ad altri enti ed organismi.&lt;br /&gt;13 - Sono compiti dell'Assemblea straordinaria:&lt;br /&gt;§        modifica dello statuto;&lt;br /&gt;§        scioglimento dell' Associazione e devoluzione del patrimonio;&lt;br /&gt;§        nomina, laddove necessario, dei liquidatori del patrimonio.&lt;br /&gt;14 - Le decisioni prese dall'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, impegnano tutti i soci sia dissenzienti che assenti.&lt;br /&gt;15 - I verbali delle riunioni delle Assemblee, sottoscritti dal Presidente, sono conservati agli atti e devono essere accessibili agli associati.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Art. 7 - Consiglio Direttivo&lt;br /&gt;1 - Il Consiglio Direttivo è formato da sette membri, dura in carica per un periodo di tre anni e può venir eletto per non più di due volte consecutive.&lt;br /&gt;2 - Sono compiti del Consiglio Direttivo:&lt;br /&gt;-        ammettere i nuovi soci;&lt;br /&gt;-        fissare l'ammontare della quota associativa;&lt;br /&gt;-        convocare le Assemblee;&lt;br /&gt;-        osservare e far osservare tutte le delibere delle Assemblee;&lt;br /&gt;-        redigere il bilancio consuntivo e il bilancio preventivo di ogni esercizio finanziario.&lt;br /&gt;3 - Nel caso in cui, per dimissioni o altra causa, uno dei componenti decada dalla carica di consigliere, il Consiglio Direttivo provvede alla sua sostituzione, nominando il primo tra i non eletti, che rimane in carica fino allo scadere dell'intero Consiglio. Se decade oltre la metà del Consiglio allora si procede a nuova elezione di tutti i membri&lt;br /&gt;4 - I verbali delle riunioni delle Assemblee, sottoscritti dal Presidente, sono conservati agli atti e devono essere accessibili agli associati.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;art. 9 - Revisore unico&lt;br /&gt;Al revisore unico sono demandati i seguenti compiti:&lt;br /&gt;-        verificare la legittimità delle operazioni del Consiglio Direttivo e dei suoi membri;&lt;br /&gt;-        verificare periodicamente la cassa, i documenti e le registrazioni contabili con conseguente redazione del verbale;&lt;br /&gt;-        verificare il bilancio consuntivo e quello preventivo prima della loro presentazione all'Assemblea;&lt;br /&gt;-        redigere la Relazione annuale al Rendiconto consuntivo e presentarla all'Assemblea.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Art. 10 - Entrate e patrimonio sociale&lt;br /&gt;1 - Le entrate dell' Associazione sono costituite da:&lt;br /&gt;Ø     quote associative e contributi degli aderenti;&lt;br /&gt;Ø     contributi di privati;&lt;br /&gt;Ø     contributi dello Stato, di Enti o di istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;&lt;br /&gt;Ø     contributi di organismi internazionali;&lt;br /&gt;Ø     donazioni e lasciti testamentari;&lt;br /&gt;Ø     rimborsi derivanti da convenzioni;&lt;br /&gt;Ø     entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali.&lt;br /&gt;2 - Il patrimonio sociale è costituito dai beni immobili e mobili di proprietà dell' Associazione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Art. 11- Durata e scioglimento dell'associazione&lt;br /&gt;1 -  La durata dell'associazione è illimitata.&lt;br /&gt;2 - Lo scioglimento viene approvato in assemblea straordinaria, appositamente convocata dal Consiglio Direttivo, o, nel caso di sua inesistenza o latitanza, dal Collegio dei Sindaci o da qualsiasi Socio. La medesima assemblea nominerà un liquidatore dei beni sociali.&lt;br /&gt;3 - Tutto il patrimonio esistente all'atto dello scioglimento dovrà essere devoluto dai liquidatori appositamente nominati, a favore di organizzazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore iscritti nel registro del volontariato della Provincia di Alessandria.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Art. 12 - Norme residuali&lt;br /&gt;Per quanto non espressamente previsto dal presente Statuto e dai Regolamenti interni, si fa riferimento alle norme del codice civile e della Legge 266/91 e sue successive modifiche e integrazioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-5537204801788935520?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/5537204801788935520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=5537204801788935520&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5537204801788935520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5537204801788935520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2010/01/e-nata-lassociazione-lulivo-e-il-libro.html' title='E&apos; nata l&apos;associazione &quot;L&apos;ulivo e il libro&quot;'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/S0G4q5bVigI/AAAAAAAAAt8/kvKDYAJmPzY/s72-c/Logo+Libro+e+Ulivo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-4825296483914847821</id><published>2009-12-29T17:43:00.001+01:00</published><updated>2009-12-29T17:45:07.234+01:00</updated><title type='text'>Un girotondo per la pace</title><content type='html'>Sarà un momento diverso quello che alcune associazioni stanno cercando di organizzare per non disperdere quell’importante appuntamento che trovava la condivisione e la partecipazione di uomini e donne, cattolici e laici nella Marcia della Pace.&lt;br /&gt;Pensavamo che in un momento dove la situazione attuale è molto  critica in tutte le latitudine, questo appuntamento trovasse già una sua organizzazione naturale tra le associazioni storiche  di questa città, ma questo non è avvenuto e di questo ne siamo tutti molto delusi.&lt;br /&gt;Oggi più che mai in un clima dove odio, paura,tensione, conflitti,  razzismo sono al centro dei problemi del sistema mondiale  la pace, la giustizia, la solidarietà, il lavoro,  i diritti umani sono obiettivi concreti ed importanti da dover garantire e raggiungere attraverso il coinvolgimento di tutti a partire dalle istituzioni sino ad arrivare ad ogni singolo cittadino.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Szox_q7fygI/AAAAAAAAAts/PaN2lA-W6RQ/s1600-h/girotondo+pace.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 109px; height: 123px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Szox_q7fygI/AAAAAAAAAts/PaN2lA-W6RQ/s400/girotondo+pace.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420700071419169282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ecco che ci è sembrato giusto ed importante promuovere un momento come questo per trovare nella pace un comune denominatore che attraverso una riflessione vedrà interventi di vari esponenti del mondo laico, cattolico e di altre religioni e il tutto si concluderà con un  &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“girotondo della Pace” nella giornata di Giovedi 31 dicembre in Corso Crimea davanti al monumento ai caduti ore 18.30-19.30&lt;/span&gt;, anche per permettere la partecipazione alla veglia di preghiera in Duomo&lt;br /&gt;Sapendo fin da subito che l’impresa che ci accingiamo a compiere in un tempo molto limitato sarà sicuramente difficile chiediamo alla città, alle forze sociali, politiche ed economiche  di partecipare e portare la loro testimonianza, perché  insieme possiamo contribuire a rendere la nostra società migliore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-4825296483914847821?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/4825296483914847821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=4825296483914847821&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/4825296483914847821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/4825296483914847821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/12/un-girotondo-per-la-pace.html' title='Un girotondo per la pace'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Szox_q7fygI/AAAAAAAAAts/PaN2lA-W6RQ/s72-c/girotondo+pace.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-1932930474291205939</id><published>2009-12-29T17:28:00.003+01:00</published><updated>2009-12-30T10:26:47.158+01:00</updated><title type='text'>Dentro il Natale 2009 - Omelia del Patriarca Latino di Gerusalemme nella Messa di Mezzanotte a Betlemme</title><content type='html'>Cari fratelli e sorelle,&lt;br /&gt;Giuseppe si recò a Betlemme insieme con Maria sua sposa. "Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia" (Lc 2, 6-7).&lt;br /&gt;A nome del Bambino di Betlemme, nato in una povera grotta, e a nome di coloro che gli sono simili, dei molti bambini nati senza casa o che si trovano nei campi profughi, vi auguro il benvenuto, con le stesse parole che gli angeli rivolsero ai pastori: "Vi annuncio una grande gioia ... troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia" (Lc 2,10-12). Desideriamo tanto che questa salvezza possa continuare a realizzarsi nell'"oggi" di Dio, a partire da questa città, da questa grotta e dalla mangiatoia verso cui ci dirigeremo portando in processione il bambino divino!&lt;br /&gt;"Oggi vi è nato ... un Salvatore" (Lc 2,11). "Venite, ... adoriamo" (Sal 95,6).&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Szscw_jMRNI/AAAAAAAAAt0/lm82svvLWIs/s1600-h/noel-nuit-fouad.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 265px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Szscw_jMRNI/AAAAAAAAAt0/lm82svvLWIs/s400/noel-nuit-fouad.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420958204488860882" /&gt;&lt;/a&gt;"Oggi" è nato per noi. La parola "oggi", rivolta dal Cielo alla Terra più di duemila anni fa, si rivolge allo stesso modo al nostro "oggi" e all'"oggi" degli uomini di ogni tempo, perché "Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre" (Eb 13,8). Il tempo degli uomini è un presente fuggevole, mentre il tempo di Dio è un continuo presente, perché il Signore è l'essere per eccellenza, "Colui che è" (cfr. Es 3, 14). Cristo, la Parola di Dio, è così "Colui che è, che era e che viene" (Ap 1,8).&lt;br /&gt;Il nostro Signore e Salvatore nasce oggi di nuovo in mezzo a noi.&lt;br /&gt;La nascita di Gesù in quest' "oggi" porta un cambiamento radicale nella vita degli esseri umani: "Una grande luce risplendette per noi" (cfr. Is 9,1) che ci troviamo "nelle tenebre e nell'ombra della morte" (Lc 1,79). Questa luce è quella dell'amore universale. Il nostro cuore preferisce limitarsi all'amore per le persone a noi più vicine, come nel caso dei genitori verso i figli, oppure dei membri di uno stesso gruppo religioso tra di loro. Questo amore particolare è invitato ad estendersi alle dimensioni del mondo, perché la misura dell'amore è di "amare senza misura".&lt;br /&gt;La pace e la non-violenza dovrebbero sostituire l'odio, la guerra e la violenza; lo Spirito dovrebbe prevalere sulla materia; l'apertura agli altri, l'ospitalità e la disponibilità nei loro confronti dovrebbero abbattere i muri di separazione e di isolamento, per rendere veramente "gloria a Dio nel più alto dei cieli" e realizzare la promessa "e pace in terra agli uomini, che Egli ama" (Lc 2,14).&lt;br /&gt;"E il Verbo si fece carne" (Gv 1, 14). Il più grande evento della storia umana è che la Parola di Dio si è fatta uomo "quando venne la pienezza del tempo" (Gal 4,4). Dio ha assunto un volto umano. Egli si è fatto uomo, per elevare gli uomini a Sé!&lt;br /&gt;Il mistero dell'Incarnazione, che sorpassa ogni nostra comprensione, è al centro della nostra fede cristiana. È parte del piano divino di salvezza e redenzione del genere umano. Gli apostoli e i discepoli annunciarono con forza questo grande mistero e sigillarono la loro testimonianza con il proprio sangue.&lt;br /&gt;L'umiltà del Verbo di Dio divenuto carne è per noi un'esortazione costante ed anche un farmaco contro l'orgoglio. Il Verbo eterno si umiliò, abbandonando ogni prerogativa divina. Egli, Verbo eterno, scelse di nascere bambino povero in una mangiatoia. Se fosse apparso nella gloria della Sua divinità, ci avrebbe abbagliato, ma in tal modo non l'avremmo considerato uno di noi, un membro della nostra famiglia umana. La sua nascita così modesta è per noi un esempio. Se Dio si è fatto il più povero tra i poveri e il più bisognoso tra i bisognosi, non c'è altra via da seguire, per avanzare nel nostro cammino verso la felicità eterna, se non quella di vincere il nostro orgoglio, praticando l'umiltà e la semplicità, incoraggiati dall'esempio di Colui che "da ricco che era, si è fatto povero per noi, perché noi diventassimo ricchi per mezzo della Sua povertà" (cfr. 2 Cor 8,9). In questo modo ha fondato i valori della condivisione e della solidarietà. I problemi finanziari che oggi affliggono il mondo derivano dal fatto che il mondo ha dimenticato i poveri. Il Natale è e sarà sempre un grido che turba la coscienza del mondo materialista, che basando i suoi principi sulla competitività e sulla corsa sfrenata, finisce per arricchirsi a scapito dei poveri.&lt;br /&gt;Quando gli uomini si rifiutano di condividere i beni terreni secondo uno spirito di solidarietà, il denaro diventa un idolo ed essi si trovano a pagare il prezzo del loro allontanamento da Dio. È giunto il momento che, di fronte al fenomeno di recessione che ha colpito l'economia mondiale, causando la crisi attuale ed il conseguente aumento della disoccupazione, il mondo accetti il primato dei valori della temperanza e della condivisione. Solo questi valori possono rianimare il mondo economico. "Quale vantaggio, infatti, avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero e poi perderà la propria anima?" (Mt 16,26).&lt;br /&gt;Gesù Cristo nella sua patria&lt;br /&gt;A nome di tutti i fedeli delle parrocchie di Giordania, Palestina, Israele e Cipro, e a nome dei fedeli di Betlemme, concittadini di Gesù, mi rivolgo ai credenti del mondo intero, esortandoli a pregare per la Terra Santa. È una terra che soffre e che spera. I suoi abitanti vivono come fratelli nemici tra loro. Quando capiremo che una terra merita l'appellativo di «santa» solo quando l'uomo che vi vive diventa santo? Questa terra merita davvero di essere chiamata "santa" solo quando in essa si respireranno la libertà, la giustizia, l'amore, la riconciliazione, la pace e la sicurezza.&lt;br /&gt;Come possiamo poi sperimentare la gioia del Natale, vedendo ripetersi il dramma che accompagnò la Nascita storica di Cristo? Cristo non potè avere una casa a Betlemme, e molti dei nostri concittadini sono rimasti ai giorni nostri senza casa a motivo dell'ingiustizia degli uomini. Per l'insicurezza e le numerose difficoltà legate al vivere in questo paese, centinaia di migliaia di persone sono già emigrate per cercare altrove migliori condizioni e qualità di vita. Altri stanno tuttora cercando di abbandonare il paese dei loro predecessori, questa terra santificata dal mistero dell'Incarnazione di Dio.&lt;br /&gt;Come vivere la gioia e la festa, mentre commemoriamo il primo anniversario della guerra e della tragedia di Gaza? L'occupazione della città sta soffocando la libertà di circolazione e il trasporto è ostacolato. Molte famiglie sono costrette a vivere separate.&lt;br /&gt;Ma tutto ciò non ci impedisce di cantare e invocare il Salvatore: "Se tu squarciassi i cieli e scendessi!" (Is 63,19). "Rorate coeli desuper et nubes pluant justum" (Liturgia cattolica per l'Avvento). Signore, Tu sei l'Emmanuele, il "Dio con noi" (Mt 1,23). Anche noi desideriamo rimanere con Te. Tu solo puoi condurre al tuo presepe, attraverso la stella e la Tua grazia, gli uomini in conflitto, i capi e i governanti che hanno il potere di decidere e di tenere in mano il destino degli uomini. Fa' che tutti possano conoscere il messaggio del Natale, un messaggio che insegna l'umiltà e che ridona all'uomo la sua dignità di figlio di Dio.&lt;br /&gt;In questa notte di Natale desideriamo pregare per la pace insieme a tutti gli uomini di buona volontà. Imploriamo una pace diversa da quella che il mondo ci promette. La pace che il mondo ci offre è basata, infatti, sulla forza e sulla violenza. Noi cerchiamo la pace di Dio, fondata sulla giustizia e sulla dignità umana. Considerando i mali che affliggono il mondo, tra cui i conflitti d'interesse, l'ipocrisia, la corsa agli armamenti e la detenzione di armi distruttive, chiediamo al Bambino di Betlemme, insieme a tutti bambini senzatetto, abbandonati a se stessi lungo le strade dei campi profughi, che sulla nostra terra si erga "il sole di giustizia" (Ml 3,20), di amore e di vita, per scacciare lo spettro della morte e della distruzione. Possano i nostri figli e i bambini di Gaza gustare il sapore della festa ed avere la gioia di illuminare e decorare l'albero di Natale, simbolo di vita e di speranza di vivere.&lt;br /&gt;Oh, Bambino di Betlemme, siamo stanchi di questa situazione, stanchi di attendere, affaticati dai discorsi e dalle promesse, stanchi di conferenze, di scadenze, di trattative!&lt;br /&gt;Oh, Bambino di Betlemme, donaci la Tua pazienza, il Tuo amore e la Tua dolcezza! Noi ti preghiamo, fa'che in questo nuovo anno le mani si possano stringere, le intenzioni purificare e i cuori possano amare. Fa' che le divisioni possano scomparire, i muri si possano demolire, lasciando il posto a ponti di comprensione e di riconciliazione!&lt;br /&gt;Cari fratelli e figli diletti,&lt;br /&gt;La grazia di Dio e il Suo amore per tutti gli uomini, senza distinzione di fede e nazionalità, ci aiutino a perseguire la pace. Ognuno si impegni a lavorare il proprio campo per la venuta del Regno di Dio, un "Regno di giustizia, di amore e di pace" (dal Prefazio per la Solennità di Cristo Re).&lt;br /&gt;Ci sia concesso di poter riconoscere in ogni uomo, donna o bambino, il Volto di Gesù, figlio di questa terra, nostro concittadino, che disse: "Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,5;7;9).&lt;br /&gt;Buon Natale!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;† Fouad Twal&lt;/span&gt;, Patriarca&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-1932930474291205939?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/1932930474291205939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=1932930474291205939&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1932930474291205939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1932930474291205939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/12/dentro-il-natale-2009-omelia-del.html' title='Dentro il Natale 2009 - Omelia del Patriarca Latino di Gerusalemme nella Messa di Mezzanotte a Betlemme'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Szscw_jMRNI/AAAAAAAAAt0/lm82svvLWIs/s72-c/noel-nuit-fouad.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-5234414841788961363</id><published>2009-12-29T11:15:00.002+01:00</published><updated>2009-12-29T11:26:31.964+01:00</updated><title type='text'>Inciuci e cose serie</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Data l'attualità e l'interesse riprendo l'articolo pubblicato da Agostino Pietrasanta su http://www.cittafutura.al.it &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono cose che non stupiscono, ma certamente non esaltano. Un politico “di razza”, che spadroneggia nell’area di centro/sinistra, sostiene la necessità degli inciuci nei rapporti tra le parti che dovrebbero decidere del destino istituzionale, e non solo, del Paese. E per darne prova tangibile e provarne la ragionevolezza, cita l’accordo in Costituente, sull’art.7 della Costituzione, ben noto a tutti come la sanzione formale dei rapporti Stato/Chiesa, fondati sui Patti lateranensi.&lt;br /&gt;Personalmente non mi ha neppure stupito che la citazione proposta sia stata riportata, con “rispettoso” rilievo e riproposta virgolettata, ma con evidente espressione di consenso, dal quotidiano cattolico nazionale, “vulgo dictus” dei Vescovi italiani: non mi ha stupito, ma, ancora una volta, non esaltato. Così non ho potuto non sottolineare nel pensiero che, quasi contemporaneamente, un quotidiano “laico”, per la penna di un giornalista che si dichiara non credente abbia al contrario osservato che quell’accordo non fu affatto un inciucio, ma un trasparente atto politico con il quale i Costituenti, col concorso indispensabile del P.C.I., avrebbero voluto superare la storica contrapposizione tra “laici” e cattolici.&lt;br /&gt;Richiamo la schermaglia solo per introdurre poche osservazioni che mi paiono indispensabili: ovviamente tra le tante possibili. Certamente si trattò di un rilevante e cospicuo atto politico, non condiviso dall’unanimità ed ancora oggi contestato legittimamente (non tutto ciò che è legittimo deve essere per forza condiviso)  anche da persone di ragguardevole senso delle istituzioni e dello Stato.&lt;br /&gt;Pensiamo, per intanto, al contesto, in cui il rilevante atto politico (non l’inciucio!) ebbe corso e conclusione. La Chiesa, nonostante gli innegabili compromessi col regime del ventennio, negli anni conclusivi del secondo conflitto mondiale, aveva acquisito un prestigio di grande rilievo ed una popolarità significativa. Già negli anni sessanta, la storiografia lo aveva intuito; le ricerche e gli studi successivi hanno, da tempo, confermato. Le ragioni sono indicate nel fatto che mentre le istituzioni statuali si sfaldavano, in particolare dopo l’otto settembre, e le alte cariche dello Stato, centrali e periferiche scappavano, alla lettera, dalle loro responsabilità, la Chiesa nei suoi vertici rimase al proprio posto e, comunque la pensassero, vescovi preti e, prima di loro il papa si assunsero anche responsabilità di supplenza in campo civile.&lt;br /&gt;Forte di tale prestigio, a conflitto concluso, la Chiesa vantò il diritto “all’incasso”: chiedeva che nella nuova Costituzione fosse mantenuto il principio affermato nello statuto Carlo/albertino, per il quale la religione cattolica era “religione di Stato” e che le fossero garantite le prerogative (qualcuno dice, privilegi) previste dai “patti lateranensi”. La richiesta fu esplicitata nella prolusione alla XIX settimana sociale dei cattolici italiani, celebrata a Firenze nell’ottobre del 1945 sul tema “Costituzione e costituente”, dal card. Elia dalla Costa, arcivescovo della città.&lt;br /&gt;Alla prima richiesta rispose subito La Pira, nel corso dei lavori della settimana. Egli affermò con forza che si poteva benissimo fondare la nuova Costituzione anche sulla ispirazione cristiana, ma che detta ispirazione “non consiste nel fatto che lo Stato riconosca la religione cattolica come religione di Stato…essa dipende invece dall’oggetto della carta che deve avere come fine la persona umana…”&lt;br /&gt;Ora in questa risposta sta la prima ragione del comportamento dei costituenti cattolici nella prima sottocommissione che preparò le bozze della Carta da presentare in assemblea e sta la premessa dell’incontro con i costituenti “laici”: il superamento dello Stato cattolico, il superamento cioè dell’idea di istituzioni come braccio secolare della religione; e, nel contempo, ci sta la proposta di una ispirazione cristiana della politica che si confronta, al massimo possibile dei valori conseguenti, per la costruzione della Stato o, se vogliamo, per la costruzione della città dell’uomo.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SznZRLixNSI/AAAAAAAAAtc/TDlILWLhqeQ/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 116px; height: 116px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SznZRLixNSI/AAAAAAAAAtc/TDlILWLhqeQ/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420602515696727330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Altro che inciucio! vero on. D’Alema? Peraltro, Ella sa benissimo che gli inciuci si fanno per la gestione del potere e, molto spesso, senza fini, né obiettivi di programma: non per l’incontro sui valori da confrontare con la forza della dialettica democratica.&lt;br /&gt;Più difficile salvaguardare i caratteri della laicità a fronte della richiesta di mantenere all’Italia i “patti lateranensi”. Qui sul serio, però, fu realizzato il massimo possibile di indipendenza dello Stato dalla Chiesa, date le circostanze  di contesto che abbiamo richiamato.&lt;br /&gt;In fondo si trattava di scegliere tra due opzioni: accedere al ricatto politico, presentando agli interlocutori “laici” il costo altissimo di una rottura con la S. Sede; oppure salvaguardare la sostanza delle richieste della Chiesa, proponendo un modello accettabile alla cultura ed alla coscienza giuridica contemporanea. Si scelse la seconda opzione, grazie all’intervento (rectius, all’iniziativa) di Giuseppe Dossetti, alla forza del suo gruppo in Costituente ed alla risposta dialettica, ma attenta e sostanzialmente positiva di Togliatti.&lt;br /&gt;Dossetti che era anche un canonista e dunque ben consapevole del ruolo da giocare, richiamò il principio degli ordinamento sovrani ed originari individuando tanto nella Chiesa, quanto nello Stato i depositari di tale sovranità; ne conseguiva che né la Chiesa poteva dipendere dallo Stato, né quest’ultimo dalla Chiesa: la loro indipendenza era pertanto un reciproco conseguente. Il regime concordatario fu così basato su tale presupposto di cultura giuridica. Certo, fra tutti i possibili percorsi concordatari si scelse quello lateranense, ma questo fu appunto l’inevitabile presa d’atto di una situazione di cui abbiamo già detto e le cui conseguenze sarebbero potute sfuggire di mano alla gestione dei rapporti Stato/Chiesa, nella temperie del secondo dopo/guerra.&lt;br /&gt;Resta intesa la legittima opzione di una diversa interpretazione dei fatti e delle scelte sullo specifico; ciò che non si può negare è lo sforzo lucidissimo di una classe dirigente che volle decidere autonomamente sui criteri da seguire in materie sulle quali non poteva ignorare (o non ha voluto ignorare) le richieste della Chiesa.&lt;br /&gt;La conseguenza si espresse in una decisione autonoma dei laici che si ispirano ai principi della coscienza cristiana, sulle scelte concrete che attengono la costruzione della città dell’uomo; lo avrebbe poi richiamato il Concilio. Sinceramente qui, non vedo che cosa ci sia di inciucio.&lt;br /&gt;Mi sia permesso, lo chiedo con sincera umiltà, un semplice invito. On. D’Alema, se proprio vuol rilanciare e nobilitare l’inciucio, individui altri temi ed altri protagonisti: attorno a Lei non ne mancano certo. Auguri per la scelta!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Agostino Pietrasanta&lt;/span&gt;   (27/12/2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-5234414841788961363?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/5234414841788961363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=5234414841788961363&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5234414841788961363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5234414841788961363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/12/inciuci-e-cose-serie.html' title='Inciuci e cose serie'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SznZRLixNSI/AAAAAAAAAtc/TDlILWLhqeQ/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-8870171157287479933</id><published>2009-12-13T17:44:00.005+01:00</published><updated>2009-12-13T18:14:47.326+01:00</updated><title type='text'>Salvare la Costituzione per un futuro di speranza. Una riflessione sulla figura di Giuseppe Dossetti.</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Esattamente quindici anni fa, nel 1994,  Giuseppe Dossetti, figura complessa del cattolicesimo italiano, ruppe un lungo periodo di silenzio pubblico e  richiamò l’attenzione di tutti su quella che a suo giudizio andava delineandosi come un’emergenza politica, tale però da affondare le sue radici in una profonda crisi sociale e, prima ancora, etica (“il mare buio e livido della società italiana”). &lt;br /&gt;In “Sentinella, quanto resta della notte?” (trascrizione di una commemorazione nell’anniversario della morte di Giuseppe Lazzati), affermava: “Pur non guardando al passato […] e pur guardando in avanti verso il mattino, la sentinella è ben consapevole che la notte è notte. […] Siamo di fronte a evidenti sintomi di decadenza globale.” E tra i tanti fecondi spunti di riflessione critica, insieme al limpido invito al rinnovamento dell’”uomo interiore” e alla “speranza”, nel suo scritto emergeva anche un appello alla necessità di una ferma difesa dei valori della Costituzione in tale contesto di “frantumazione della comunità”. L’appello fu ripreso in una lettera aperta al Sindaco di Bologna e a partire da essa ebbe avvio l’esperienza dei “Comitati per la difesa della Costituzione”, nel cui ambito si incontrarono proficuamente, sul terreno comune dei  valori fondanti della nostra convivenza civile, persone di provenienza ideale e politica anche molto diversa.  &lt;br /&gt;Per riflettere ancora sull’attualità dell’analisi e del messaggio di Dossetti, il Centro ricerche e documentazione socioculturale (CRDS) e Appunti alessandrini (AP), in collaborazione con il Coordinamento provinciale per la difesa e l’attuazione della Costituzione, hanno organizzato una serata sul tema “Salvare la Costituzione per un futuro di speranza. Una riflessione sulla figura di Giuseppe Dossetti.”  L’incontro ha avuto luogo presso il Museo della Gambarina il giorno 11 dicembre 2009. Riporto gli interventi di Agostino Pietrasanta e di Walter Fiocchi dello staff di AP.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi anni della sua vita, dopo la vittoria delle destre alle elezioni politiche del 1994 e la dichiarata intenzione di Berlusconi e del suo primo governo di porre mano ad una revisione costituzionale che avrebbe posto in crisi i principi ispiratori della carta, Giuseppe Dossetti dedicò gran parte delle sue forze ad una battaglia di difesa, ma anche di sviluppo della Costituzione, in certo senso personalissima. Tuttavia l’ispirazione di tale comportamento trae origini remote, nella formazione del protagonista e nella cultura di un filone essenziale della cultura politica dei cattolici che si richiama in gran parte ai movimenti intellettuali di Azione cattolica. Tocca a me, tenendo conto dell’azione di Dossetti, negli anni 1994/1996 (il 1996 è l’anno della sua morte), riprendere schematicamente alcuni di questi principi, quanto basti (spero) per capire; lascio a don Walter di parlare dei documenti più impegnativi di quest’ultima battaglia, anche in una prospettiva della loro permanente attualità.&lt;br /&gt;Affronterò la chiacchierata, richiamando tre questioni essenziali. Mi servono a definire la ragioni culturali che sottendono da una parte la presenza e l’attività del gruppo dossettiano nella prima delle tre sottocommissioni che hanno redatto la Costituzione e dall’altra la difesa di cui abbiamo appena fatto cenno, promossa da Dossetti&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SyUfUwMLTFI/AAAAAAAAAtE/r9Ift1Ru0vE/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 116px; height: 89px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SyUfUwMLTFI/AAAAAAAAAtE/r9Ift1Ru0vE/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414768568376708178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Prima questione. Il valore attribuito dai dossettiani (meglio, dagli eredi dei movimenti intellettuali di Azione cattolica) all’esperienza fascista. Tale esperienza era vista come avvenimento apocalittico, esito e sbocco del pensiero politico moderno. Per loro il fascismo non era una deviazione, ma il logico compimento della società borghese/liberale. Non si trattava, dopo l’evento epocale di una guerra che aveva prodotto cinquanta milioni di morti, di riprendere il positivo della cultura liberale ed epurarlo dagli eventuali errori; non era possibile perché quella cultura di positivo non aveva nulla: era il portato o il precipitato storico di un principio negatore di ogni valore etico, di un’istanza egoistica fondata sull’individualismo più chiuso alla socialità ed alla solidarietà. Il fascismo non era che l’estrema degenerazione di queste premesse i cui risultati di crollo storico erano sotto gli occhi di tutti: cinquanta milioni di morti.&lt;br /&gt;In loro, almeno da questo essenziale punto di vista, era assolutamente assente la prospettiva degasperiana, disponibile ad accettare il positivo della prima fase della rivoluzione francese, in cui De Gasperi individuava attraverso il trinomio libertà fraternità ed uguaglianza, una sostanziale fondazione evangelica; i risultati di quella Rivoluzione soprattutto nella Costituzione dell’ottantanove, costituiscono il trionfo della borghesia individualistica, egoista di cui il fascismo ed in genere i totalitarismi di Stato non sono stati che l’estrema degenerazione. Non per nulla La Pira, più volte, anche in Costituente rifiutò un interesse qualsiasi a quella Costituzione richiamando al contrario un possibile confronto con la costituzione di Weimar o addirittura con quella dell’Unione sovietica.&lt;br /&gt;Non ne abbiamo tempi disponibili, ma sarebbe interessante una verifica di queste posizioni con il dibattito interno alla Resistenza di marca cattolica sul problema. Sui giornali partigiani, prodotti da preti o da laici cattolici, il tema ricorre insistente: siamo al crollo del sistema storico degli egoismi anticristiani (Olivelli, don Berto…). La conseguenza è semplice: contro la società dell’egoismo indotta delle ideologie liberali, è lecita la ribellione; la stessa partecipazione alla resistenza costituisce sì impegno contro il nazi/fascismo, ma anche opposizione radicale alle sue cause remote, fondate nella grande ingiustizia degli egoismi di una società corrotta; bisogna non ricuperare, non ricostruire, ma costruire “ab imis fundamentis”, dalle radici un nuovo quadro di civiltà ed al suo interno un nuovo quadro statuale. C’è un radicale richiamo allo spirito ed al dettato evangelico dell’amore a cui inevitabilmente i cristiani sono chiamati, per costruire la città dell’uomo: non per nulla lo stesso Dossetti ricordando Lazzati nel decimo anno della morte (1994) richiama la radicalità della presenza cristiana nella società. Attenzione, radicalità che non è intolleranza a confrontarsi dialetticamente col pensiero altrui, dal momento che in politica la dialettica è il sale della democrazia, ma è sacrificio personale e libertà dagli interessi individuali: la politica come passione e coma gratuità.&lt;br /&gt;Seconda questione. In conseguenza una precisa idea di Stato al servizio del primato della persona umana. Afferma Rossetti in un passaggio di un suo discorso in Costituente,  “Tanto più lo Stato dovrà svolgere una azione energica per superare gli egoismi ed assicurare la giustizia sociale, tanto più il cittadino dovrà essere garantito contro il prepotere di uno Stato totalitario e dittatoriale. E, nell’ordine del giorno che presenta alla sottocommissione il 9 settembre 1946 esplicita chiaramente il primato della persona e la destinazione dei servizi della Stato ancora alla persona. Peraltro, anche nel discorso che farà a Monteveglio, il  16 settembre 1994 e dunque all’interno della difesa, che egli promuove della  Carta richiamerà come punto di forza e come principio essenziale della Costituzione il personalismo.&lt;br /&gt;Ora è da precisare che la stessa ispirazione cristiana dell’impegno dei dossettiani in Costituente trova qui, su questo specifico versante, la sua coniugazione istituzionale e politica. Aveva detto La Pira alla XIX settimana sociale dei cattolici italiani, tenutasi a Firenze, nell’ottobre 1945, sul tema “Costituzione e Costituente”, “…ispirazione cristiana in politica non consiste nel fatto che lo Stato riconosca la religione cattolica come religione dello Stato…l’ispirazione cristiana dipende essenzialmente da questo fatto: che l’oggetto della Costituzione, il suo fine sia la persona umana quale il cattolicesimo la definisce e la realizza”&lt;br /&gt;Di qui l’idea di Stato dei dossettiani.e la funzione che essi assegnano al diritto. Dossetti, richiama, più volte, il diritto ed il dovere, soprattutto per un cristiano, ma non solo, di resistenza allo Stato che dovesse prevaricare la persona e quelli che egli chiama i corpi intermedi territoriali (comuni, province regioni) e sociali (famiglia scuola, sindacato); nella tradizione del Movimento cattolico (M.C.) si sarebbero potuti richiamare parecchie valutazioni a questo riguardo. Io credo però che in Costituente questo abbia portato ad una discussione tra le più interessanti di quegli anni sul valore della libertà assicurata dalle istituzioni.&lt;br /&gt;Se ci fu una convinzione, espressa da una larga maggioranza dei costituenti della prima sottocommissione, fu appunto questa: la libertà non poteva essere assicurata solo all’individupo, perché l’idea tradizionale (e sostanzialmente liberale) della libertà, per cui la mia libertà finisce dove comincia la tua non è accettabile. Al contrario è da dire che la mia libertà comincia, dove comincia la tua; solo se pongo le condizioni istituzionali e giuridiche perché tutti siano liberi, sarò libero anch’io. E questo faccio solo se tolgo tutti gli ostacoli che impediscono ad una parte dei cittadini di usufruire della libertà e dei suoi effetti positivi.&lt;br /&gt;La Pira e Dossetti, su queste premesse parlavano di libertà finalizzata: la libertà ha significato se si pone come fine la possibilità di tutti ad essere liberi: liberi dalla prevaricazione delle istituzioni, ma anche liberi dalla fame e dall’ignoranza. Libertà e solidarietà si realizzano in un contesto comune; per questo i dossettiani qui si incontrano con le sinistre in un programma di una democrazia sostanziale, realizzata. Non bastano regole condivise di convivenza, pur necessarie (democrazia formale) necessitano capacità data a tutti i cittadini di usare ed usufruire di tali regole (democrazia sostanziale). Se qualcuno è escluso da questo beneficio non c’è reale e concreta realizzazione democratica. Dossetti ritiene, al riguardo, fondante un’ispirazione di radicale cristianesimo, ma sa che su questa strada si può percorrere un cammino comune con tutti gli uomini aperti al dialogo. Non è senza un motivo che ricordando Lazzati, a dieci anni dalla morte (lo fa ancora una volta nel 1994: Lazzati era morto nel 1984) parlerà di una realizzazione del valore cristiano nella storia, percorrendo con tutti gli uomini la via della piena realizzazione dei valori, nel richiamo,sarà bene richiamarlo al Concilio.&lt;br /&gt;Vengo alla terza ed ultima questione, quasi esclusivamente espressa da Dossetti, più che dal gruppo di cui fa parte. La laicità nelle istituzioni.&lt;br /&gt;Alla settimana sociale dei cattolici italiani il card. Dalla Costa, per conto della S.Sede,aveva chiesto espressamente che nella nuova costituzione fossero mantenuti all’Italia i patti lateranensi e, di conseguenza le prerogative (qualcuno li chiama privilegi) contemplate dai patti stessi. Il problema era di particolare complessità; La storiografia riconosce il grande prestigio acquisito dalla Chiesa italiana nell’ultima fase del conflitto; lo Chabod, nelle lezioni di storia contemporanea, già negli anni sessanta rilevava tale prestigio, dovuto anche e soprattutto al fatto che nella disgregazione dello Stato, dopo l’otto settembre (1943), la Chiesa, i vescovi ed i parroci, indipendentemente dai precedenti compromessi col regime, erano rimasti al loro posto a difendere la popolazione civile. In questa situazione sarebbe stato difficile non ascoltare le richieste della Chiesa senza turbare la pace religiosa. Si trattava, di conseguenza di mantenere un occhio di riguardo a tali richieste, preservando la laicità delle istituzioni.&lt;br /&gt;Dossetti fu, e qui per iniziativa personalissima, l’artefice del massimo possibile di rispetto della laicità in una condizione apparentemente “disperata”, anche grazie all’intuizione di Togliatti, consapevole delle ragioni dossettiane. Egli era un canonista; aveva fatto la tesi sulla violenza nel matrimonio canonico, poi, dopo un periodo di assistentato volontario, in cattolica, di diritto romano, aveva avuto, da Gemelli, l’incarico di assistente di diritto canonico. Sapeva come muoversi e, richiamando senza troppo apparire, un principio della “Immortale Dei” (1885) di Leone XIII, nella quale viene affermato che Stato e Chiesa ciascuno dispone di una sua intrinseca autonomia, concluse che la loro autorità è originaria per entrambi. I due ordinamenti cioè sono originari e ciascuno, nel proprio ambito sovrani, senza alcun rapporto di dipendenza: ne deriva che possono e debbono confrontarsi in forza di accordi concordatari. Il concordato nei rapporti con la Chiesa diventava così fondato sulla natura giuridica dei due ordinamenti;. non nelle pretese di una parte o dell’altra. &lt;br /&gt;Fu il massimo possibile di laicità permesso in quel momento: De Gasperi e Togliatti, ciascuno per la propria parte politica ne presero atto. Ci sarebbe da aggiungere (e non è cosa di poco conto) che la costituzione non si accontentò di recepire il criterio concordatario, ma espressamente accettò un tipo specifico di concordato: i patti lateranensi. Anche qui (la parte di soluzione non proprio rispettosa della laicità), va dato atto a Dossetti di aver chiarito con le parti interessate, o la maggioranza di esse, che non si poteva andare al di là, pena un possibile gravissimo “vulnus” nella pace religiosa nel Paese.&lt;br /&gt;Ho richiamato quest’ultima questione perché, anche su questo versante, siamo un pò nella notte di cui Lazzati e Dossetti vedevano gli aspetti più inquietanti; perché se nel periodo 1994/96, la notte era in corso, a mio avviso essa non è finita (anzi!); rimane che tutti gli uomini aperti al dialogo non possono non sperare che finisca. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Agostino Pietrasanta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;«Qualcuno chiama da Seir: “Sentinella, quando finisce la notte?&lt;br /&gt;Dimmi, quanto manca all’alba?”. La sentinella risponde: “Arriva l’alba,&lt;br /&gt;ma presto anche la notte. Se volete fare altre domande, tornate di nuovo”» &lt;/span&gt;(Isaia 21,11-12)&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SyUflPv_9tI/AAAAAAAAAtM/HPLlW4bWxtc/s1600-h/images+(1).jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 81px; height: 100px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SyUflPv_9tI/AAAAAAAAAtM/HPLlW4bWxtc/s400/images+(1).jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414768851726366418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il’94 è l’anno della discesa in campo di Berlusconi e del suo primo governo: che, dichiaratamente, si propone di mettere mano ad una radicale riforma della Costituzione. Dossetti esce da un silenzio durato 40 anni, ed intitola il discorso di commemorazione dell’amico fraterno Lazzati appunto “Sentinella, quanto resta della notte?”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Attualità della riflessione dossettiana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In quei giorni del 1994, Dossetti vede affiorare un male diagnosticato con molti anni di anticipo: la supremazia di una concezione individualistica, in cui il diritto costituzionale regredisce a diritto commerciale; il dissolversi di ogni legame comunitario, mascherato dietro l’appello al “federalismo” (il “politico” diventa pura contrattazione economica); il rifiuto esplicito di una responsabilità collettiva in ordine alla promozione del bene comune (la comunità è fratturata sotto un martello che la sbriciola in componenti sempre più piccole sino alla riduzione al singolo individuo). Non si può sperare, dice Dossetti e parla ai cattolici, che si possa uscire dalla “nostra notte” “rinunziando a un giudizio severo nei confronti dell’attuale governo in cambio di un atteggiamento rispettoso verso la Chiesa o di una qualche concessione accattivante in questo o quel campo (la politica familiare, la politica scolastica)“.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Fenomenologia dell'oggi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il progressivo imbarbarimento della situazione è sotto gli occhi di tutti. Non occorrono molte parole, perché i fatti parlano da soli e sono inequivocabili. Ovviamente molti dei problemi che affliggono il nostro Paese non sono nati oggi e ce li trasciniamo da decenni. Nuovo, però, è il clima pesante – la «filosofia» – con cui si affrontano. Certamente vi influiscono la paura diffusa e il bisogno di sicurezza largamente avvertito; ma è ideologico addossarne la responsabilità solo all’uno o all’altro problema. Nessuno nega i problemi complessi dell’immigrazione clandestina, ma trasformarla – come si fa – nel capro espiatorio significa affrontare il fenomeno in modo sbagliato; non aiuta a risolvere il problema, ma lo esaspera. Introdurre il reato di ingresso e di soggiorno illegale e imporre tasse esose per ottenere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno; invitare i medici a denunciare i pazienti stranieri illegali; ventilare l’ipotesi di classi separate per i bambini extracomunitari; rifiutare agli stranieri (anche socialmente integrati) i servizi sociali e i sussidi di disoccupazione garantiti agli italiani sono tutte scelte che non risolvono la situazione, ma ne aggravano i contorni. Perché stupirsi poi se, in un clima inospitale e discriminatorio, si moltiplicano – da una parte e dall’altra – casi di violenza brutale, di intolleranza, di razzismo e di xenofobia; se le città diventano sempre più invivibili e insicure? Com’è possibile garantire l’ordine pubblico e la sicurezza inviando i soldati a pattugliare le strade, minacciando la castrazione chimica agli stupratori o istituendo ronde paramilitari destinate a spingere i cittadini a farsi giustizia da sé? Così si scivola verso l’«inciviltà sociale».&lt;br /&gt;Nello stesso tempo, si diffonde sempre più anche l’«inciviltà politica», fondata sul falso presupposto che la legittimazione popolare (la maggioranza elettorale) sia criterio di legalità. Ciò mina alla radice la civiltà politica e giuridica del nostro Paese e fa degenerare la democrazia in «autoritarismo». Infatti, il giudizio di legalità non spetta al popolo, ma alla magistratura. Non si può usare il potere legislativo per sottrarsi alla giustizia o per ridurre l’autonomia della funzione giudiziaria. Quando questo accade, l’effetto è devastante: si diffonde la sfiducia nello Stato e nelle sue istituzioni; s’incrina nei cittadini il senso civico e della legalità; si favorisce la corruzione pubblica e privata; s’insinua nell’opinione pubblica la convinzione che, dopotutto, il «fai da te» premia. Così si scivola verso l’«inciviltà politica».&lt;br /&gt;La conseguenza è che, anche a livello istituzionale, la partecipazione democratica è soppiantata gradualmente dall’«autoritarismo», da una sorta di presidenzialismo di fatto: chi ha il potere comanda, non governa: diviene allergico a ogni sorta di controllo e agli stessi contrappesi essenziali del sistema democratico (si tratti della magistratura o del presidente della Repubblica); preferisce ricorrere ai decreti legge e al voto di fiducia, esautorando di fatto il Parlamento e riducendolo al ruolo di notaio delle decisioni prese dal Governo; i dibattiti e le necessarie mediazioni della democrazia politica sono visti come un intralcio, un ostacolo, una perdita inutile di tempo. La classe politica è cooptata dall’alto: si toglie ai cittadini la libertà di «eleggere» i propri rappresentanti, e viene loro lasciata solo la possibilità di «ratificare» con il proprio voto liste confezionate dal vertice. Ecco perché nasce e si diffonde l’«antipolitica»: non dice nulla il fatto che nelle elezioni politiche del 13-14 aprile 2008 l’astensione abbia superato i 10 milioni di cittadini (circa un italiano su 4) e nelle elezioni regionali in Abruzzo (14-15 novembre 2008) abbia raggiunto il 47%? È inutile continuare. È chiaro che così si scivola verso l’«inciviltà» e si entra in rotta di collisione con lo spirito (e spesso anche con la lettera) della nostra Costituzione.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SyUgHyGcRSI/AAAAAAAAAtU/kWY4SCL-piA/s1600-h/images+(2).jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 120px; height: 90px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SyUgHyGcRSI/AAAAAAAAAtU/kWY4SCL-piA/s400/images+(2).jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414769445062853922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il pensiero di Dossetti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dossetti non nega la necessità di cambiamenti. Elenca: riforma della pubblica amministrazione; contrasto alle degenerazioni dello Stato sociale; lotta alla criminalità organizzata; valorizzazione della piccola e media imprenditoria; riforma del bicameralismo; promozione delle autonomie locali. Teme però riforme costituzionali ispirate da uno “spirito di sopraffazione e di rapina”. “C’è - avverte – una soglia che deve essere rispettata in modo assoluto. Questa soglia sarebbe oltrepassata da ogni modificazione che si volesse apportare ai diritti inviolabili civili, politici, sociali previsti dalla Costituzione. E così va pure ripetuto per una qualunque soluzione che intaccasse il principio della divisione e dell’equilibrio dei poteri fondamentali, legislativo, esecutivo e giudiziario, cioè per l’avvio, che potrebbe essere irreversibile, di un potenziamento dell’esecutivo ai danni del legislativo ancorché fosse realizzato attraverso referendum che potrebbero trasformarsi in forma di plebiscito“.&lt;br /&gt;I referendum, segnati da “una forte emotività imperniata su una figura di grande seduttore“, possono trasformarsi infatti “da legittimo mezzo di democrazia diretta in un consenso artefatto e irrazionale che appunto dà luogo a una forma non più referendaria ma plebiscitaria“. Il “padre costituente” denuncia senza sofismi quel che vede dietro la “trasformazione di una grande casa economico-finanziaria in Signoria politica“. Vede la nascita, “attraverso la manipolazione mediatica dell’opinione”, di “un principato più o meno illuminato, con coreografia medicea“. &lt;br /&gt;Il «pensiero unico» dominante, cioè la «filosofia» politica neoliberista, contrasta con i principi fondamentali della nostra civiltà, ai quali s’ispira la Carta repubblicana: ridurre la persona a «individuo» contrasta con il «principio personalista» che è alla base della nostra civiltà e della nostra Legge fondamentale; la visione meramente «legalista» delle relazioni umane collide con il «principio solidarista» costituzionale; l’«autoritarismo» è la negazione del «principio di partecipazione sussidiaria», cardine del nostro ordinamento democratico. Non è un caso, quindi, che – al di là dell’ossequio pubblico, dovuto e formale – la Carta repubblicana sia deprezzata fino a definirla «di ispirazione sovietica» e si profilino all’orizzonte «riforme» che la colpirebbero a morte.&lt;br /&gt;Dossetti chiede allora ai cristiani di “riconoscere la notte per notte” e di opporre “un rifiuto cristiano” ritenendo che “non ci sia possibilità per le coscienze cristiane di nessuna trattativa“.&lt;br /&gt;Nessuna trattativa. Per trovare queste parole che aiutano a sperare ancora in una via diurna, si deve ricordare Dossetti. Dove sono le “sentinelle” a cui si può chiedere oggi: “Quanto resta della notte“? &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Walter Fiocchi&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-8870171157287479933?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/8870171157287479933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=8870171157287479933&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8870171157287479933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8870171157287479933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/12/salvare-la-costituzione-per-un-futuro.html' title='Salvare la Costituzione per un futuro di speranza. Una riflessione sulla figura di Giuseppe Dossetti.'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SyUfUwMLTFI/AAAAAAAAAtE/r9Ift1Ru0vE/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-3669083697521092723</id><published>2009-12-05T18:30:00.002+01:00</published><updated>2009-12-05T18:44:10.922+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SxqZOKiNfMI/AAAAAAAAAss/Iutf3VXgDxs/s1600-h/IL+LOGO.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 377px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SxqZOKiNfMI/AAAAAAAAAss/Iutf3VXgDxs/s400/IL+LOGO.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411806370864135362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sxqaq2bBJtI/AAAAAAAAAs0/e7SAGw3LeQg/s1600-h/Msgr+Fuad+Twal+Archbp+coadjutor+Latin+Patriarchate.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sxqaq2bBJtI/AAAAAAAAAs0/e7SAGw3LeQg/s400/Msgr+Fuad+Twal+Archbp+coadjutor+Latin+Patriarchate.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411807963193091794" /&gt;&lt;/a&gt;JERUSALEM -PATRIARCHATUS LATINUS&lt;br /&gt;بطريركية القدس للاتين&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venite a fare con me Natale a Gaza!&lt;br /&gt;“O Bambino di Betlemme, lunga si è fatta la nostra attesa,&lt;br /&gt;e siamo stanchi di questa situazione, stanchi anche di noi stessi”.&lt;br /&gt;Così, carissimi fratelli e sorelle,&lt;br /&gt;supplicavo il Dio-Bambino durante gli interminabili giorni di guerra&lt;br /&gt;che hanno insanguinato lo scorso Natale nella Striscia di Gaza.&lt;br /&gt;Le nostre armi, per resistere alla rassegnazione e allo sconforto,&lt;br /&gt;sono state la preghiera e la comunione tra le Chiese e i cristiani di tutto il mondo.&lt;br /&gt;Un enorme numero di vittime, tra cui centinaia di bambini,&lt;br /&gt;e la distruzione di case e città, hanno trasformato la festa della vita nascente&lt;br /&gt;nel lutto di tanta desolazione e morte.&lt;br /&gt;E dopo un anno, purtroppo, non è certo migliorata la vita della gente di Gaza!&lt;br /&gt;Anche quest'anno, allora,&lt;br /&gt;prendiamo le stesse armi della preghiera e della comunione&lt;br /&gt;per sentirci uniti a chi più soffre e&lt;br /&gt;accogliere “la Grazia di Dio, apportatrice di salvezza!”&lt;br /&gt;Io stesso mi recherò domenica 20 dicembre nella Parrocchia di Gaza per celebrare il Santo Natale e mi piacerebbe portarvi tutti con me quel giorno...&lt;br /&gt;Per questo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;VI INVITO A FARE ANCHE VOI NATALE A GAZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;raccogliendovi in questa domenica nella comune supplica al Dio della Pace&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;† Fouad Twal,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Patriarca latino di Gerusalemme&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ritorna ancora a Gaza, Signore!&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;«Il terrore piomberà su di voi come un turbine» &lt;/span&gt; (Proverbi 1,27)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore nostro Dio, a Natale, un anno fa, un disastro si è abbattuto su di noi come una tempesta.&lt;br /&gt;Sotto i bombardamenti eravamo affamati e assetati. I nostri bambini piangevano. &lt;br /&gt;Non trovavamo pane per loro nè acqua per placare la loro sete. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti: «Perché, Signore, stai lontano,&lt;br /&gt;ti nascondi nel tempo dell’angoscia?»   (Salmo 10,1)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le finestre e le porte delle nostre case sono state distrutte dalle detonazioni delle bombe &lt;br /&gt;e noi deperivamo nel freddo di dicembre e dell’inverno che avanzava.&lt;br /&gt;I nostri corpi raggelati dalla paura, dalla sete e dalla fame,&lt;br /&gt;non potevano consolare i piccoli che si rannicchiavano su di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti: «Perché, Signore, stai lontano,&lt;br /&gt;ti nascondi nel tempo dell’angoscia?»  &lt;br /&gt;«Quello sarà un giorno di tribolazione e d’angoscia,&lt;br /&gt; giorno di calamità e di miseria (Sofonia 1,5)&lt;br /&gt;                                                                                                       &lt;br /&gt;Morivano gli innocenti, soprattutto i bambini, le donne e i vecchi.&lt;br /&gt;Chi resisteva viveva all’addiaccio,  per le strade e nei cimiteri, sotto le bombe, piangendo e urlando, &lt;br /&gt;mendicando pietà, consolazione e protezione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti: «Voglio dar libero sfogo al mio lamento,&lt;br /&gt;         voglio parlar nell’amarezza dell’anima mia.» (Giobbe 10,1)                                                                                                                &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Il mondo restava indifferente alla nostra pena, muto e lontano da noi.&lt;br /&gt;I carri armati e le bombe ci massacravano e noi ci sentivamo profondamente umiliati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti: «Voglio dar libero sfogo al mio lamento,&lt;br /&gt;         voglio parlar nell’amarezza dell’anima mia.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Gioite nella speranza, siate pazienti nella  tribolazione, &lt;br /&gt;perseveranti nella preghiera»  (Romani 12,12)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ trascorso un anno e  ancora soffriamo per la fame, la sete, gli stenti, &lt;br /&gt;l’assedio, l’umiliazione e la paura. Tra la schiavitù e la morte non c’è davvero scelta.&lt;br /&gt;E se la morte si imporrà a noi, i nostri cuori ritroveranno il coraggio necessario per affrontare la morte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti: Signore della Pace, fa piovere la pace su di noi!&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sxqb0anrtQI/AAAAAAAAAs8/A9xRr3wKW48/s1600-h/BirZeit.+Abouna+Manuel+Musallam...jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sxqb0anrtQI/AAAAAAAAAs8/A9xRr3wKW48/s400/BirZeit.+Abouna+Manuel+Musallam...jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411809227040339202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore, fa  che impariamo a sentire il grido delle vittime di tutti i conflitti&lt;br /&gt;come oggi sentiamo quello delle voci che si levano da Gaza.&lt;br /&gt;Perdona la nostra sordità, apri le orecchie e i cuori all’angoscia del nostro prossimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti: Signore della Pace, fa piovere la pace su di noi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E anche noi, con la consolazione che riceviamo da Dio,&lt;br /&gt;fa che possiamo consolare chi si trova in qualsiasi genere di afflizione!» (2 Cor 1,4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore Gesù, quando sei passato da Gaza, fuggendo la minaccia di Erode, noi ti abbiamo protetto.&lt;br /&gt;Ti abbiamo nutrito. Abbiamo riscaldato il tuo corpo indebolito. Ti supplichiamo: ritorna ancora a Gaza! &lt;br /&gt;Non dimenticare il tuo popolo di più di tremila cristiani e un milione e mezzo di musulmani.&lt;br /&gt;Signore della Pace, dona la pace alla nostra terra.&lt;br /&gt;Siamo assetati di giustizia: Vieni Signore Gesù.                       &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Preghiera di Padre Manuel Musallam, 5 novembre 2009&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-3669083697521092723?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/3669083697521092723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=3669083697521092723&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3669083697521092723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3669083697521092723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/12/blog-post.html' title=''/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SxqZOKiNfMI/AAAAAAAAAss/Iutf3VXgDxs/s72-c/IL+LOGO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-3273200103742789986</id><published>2009-11-29T19:00:00.001+01:00</published><updated>2009-11-29T19:00:53.238+01:00</updated><title type='text'>Recintati a morte. La voce di Padre Musallam, ex parroco di Gaza</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_-osck_2hzM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_-osck_2hzM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-3273200103742789986?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/3273200103742789986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=3273200103742789986&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3273200103742789986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3273200103742789986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/11/recintati-morte-la-voce-di-padre.html' title='Recintati a morte. La voce di Padre Musallam, ex parroco di Gaza'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-8791028189206700828</id><published>2009-11-26T12:30:00.001+01:00</published><updated>2009-11-26T12:36:45.926+01:00</updated><title type='text'>Il chierichetto e il Padre predicatore</title><content type='html'>Da ragazzino facevo il chierichetto; servivo la messa e numerose altre celebrazioni liturgiche. Il mestiere era praticato, almeno al mio paese, da circa l’ottanta per cento della popolazione maschile della mia età, le ragazze erano rigidamente escluse. Non erano però esclusi neppure i figli (maschi, s’intende) di coloro che per effetto del decreto del S.Ufficio del 1949 sui comunisti, non avrebbero potuto ricevere i sacramenti, ma che in pratica, raramente venivano privati della comunione dai loro parroci; ed il mio parroco era, sullo specifico, di manica larga, né mi risulta che sia incorso nelle sanzioni canoniche che oggi, in alcune diocesi, abbondano.&lt;br /&gt;Il risultato era inevitabile: eravamo una bella schiera, sempre pronti a truffare le ostie disposte per la consacrazione ed a mangiarne in gran quantità, annaffiandole con un gustoso moscato che avrebbe dovuto servire per la messa: il sacrestano aveva un bel da fare ad aggiungere vino nelle ampolline (si chiamano così le minute bottigliette che lo contengono), all’ora della messa il vino non c’era mai e noi ci presentavamo al “servizio” con un punta di spensierata allegria.&lt;br /&gt;Ora è ben noto: l’anzianità fa grado e quando un mio cugino ed io, dalle elementari siamo passati a frequentare le medie (allora non certo obbligatorie: eravamo nel 1951), abbiamo preteso la leadership del gruppo. Non ci fu contestata, ma i patti comportavano che a maggior autorità corrispondesse maggiore impegno; così i servizi più gravosi gravavano su noi due.&lt;br /&gt;Avvenne che, in corrispondenza con l’anno giubilare (celebrato a Roma nel 1950 e ripetuto nelle parrocchie nel 1951), fu organizzata una missione parrocchiale con la presenza di cinque frati cappuccini. Tra le altre iniziative era prevista una messa per le 6 (le sei del mattino!), per le ragazze dai diciotto ai trent’anni, fidanzate, giovani spose o in attesa (non so quanto preoccupata) del principe azzurro. Ovviamente il parroco, per il servizio, si rivolse a me ed a mio cugino: chi sta sopra lo stia per servire!&lt;br /&gt;Dieci minuti prima dell’ora stabilita, mentre vestivamo la talare con la cotta di rigorosa ordinanza, assistemmo ad una vivace polemica tra il parroco ed il frate che doveva celebrare la messa e fare la predica alle fanciulle che già affollavano la chiesa, ciondolando per il sonno. Il problema nasceva dal fatto che il cappuccino non voleva ammettere la nostra presenza, mentre il parroco gli faceva osservare che difficilmente avremmo potuto servire messa, senza rimanere in chiesa. Alla fine il compromesso: saremmo rimasti, ma durante la predica saremmo dovuti uscire, avrebbe poi provveduto il parroco a richiamarci al momento opportuno. Noi, che non avevamo mai ascoltato una predica, fummo presi da un’insolita curiosità: perché non potevamo ascoltare?quale segreto era da custodire nelle parole che il buon frate avrebbe rivolto alle ragazze?&lt;br /&gt;Va detto che accanto e a fianco dell’altare, era posta una nicchia che conteneva una statua della madonna assunta in cielo; nicchia di buone proporzioni con una cupoletta, la cui parte concava era interna alla chiesa, ma quella convessa andava a modificare, sopra la soffitta, il pavimento della sede dell’oratorio di Azione cattolica, in allora anche sede della D.C. (democrazia cristiana, alla faccia della laicità della politica). Sulla curvatura convessa avevamo, da tempo, notato una grata (forse uno sfiatatoio?) dalla quale si sentiva benissimo, meglio che non  avvenisse in chiesa, ciò che si diceva all’altare e noi ne approfittavamo: quando veniva l’ora di correre al servizio di chierichetto (dalla grata controllavamo), mollavamo il biliardo o altri simili diporti e correvamo al nostro dovere, pena qualche rimbrotto, peraltro sempre bonario del parroco.&lt;br /&gt;Quella volta però la grata servì a ben diverso scopo; poteva essere usata, in contemporanea, da tre persone e noi eravamo in due. Non ci perdemmo una parola di una predica da manuale. Con voce stentorea, inflessioni urlate, ben intenzionate ad incutere spavento, il predicatore continuò, per più di mezz’ora a richiamare l’importanza della purezza, della verginità prematrimoniale, ma anche della castità sponsale (disse proprio così: non capivamo, ma mandavamo a mente senza problemi): stessero le giovani virtuose sempre lontane da ogni tentazione ed anche (e soprattutto) le fidanzate non permettessero mai confidenze ed intimità di qualunque tipo da parte dei loro amici maschi, sicuramente sempre pronti all’attacco. I risultati dell’improvvida eventuale accondiscendenza, oltre ad indurre malattia e disonore, avrebbero condotto di sicuro, alle fiamme infernali.&lt;br /&gt;Terminata la predica, non ci fu bisogno che il parroco ci richiamasse; ci catapultammo in chiesa un po’ storditi ed un po’ curiosi. Dalla grata non potevamo vedere le fanciulle oggetto della reprimenda; appena entrati osservammo una scena curiosissima: le giovincelle, prima addormentate si scambiavano sguardi di malizia, occhiate divertite, sorrisi di chiara allusione. Sentimmo anche il parroco che diceva al suo vicario (si diceva vice/parroco): se prima non ci pensavano neppure adesso lo faranno. Non capimmo e continuammo a servire messa.&lt;br /&gt;Alla fine, come al solito, quando affrontavamo un turno tanto scomodo, andammo in canonica, invitati per la colazione, mentre il parroco stava battibeccando (ma non sentimmo cosa si dicevano) col santo frate. Poco dopo, mentre la perpetua, una compita signora che di nome faceva Domitilla, ci versava latte e cioccolato, il parroco con la sua solita espressione burbera ci redarguì: avete ascoltato bene tutto? Funziona la sfiatatoio? Incassammo e continuammo a consumare la nostra insolita, quanto ricca colazione.&lt;br /&gt;A me però è sempre rimasto impresso il giudizio del mio parroco di allora: se prima non ci pensavano nemmeno, ora lo faranno. Ed ora che capisco (?!) un pochettino di più, la condivido pienamente: la condivido quando ascolto le ripetute condanne della chiesa, i suoi ripetuti rifiuti di aprire le sue porte alla fragilità dell’uomo, le sue esclusioni tanto ribadite quanto inefficaci.&lt;br /&gt;Mi ha colpito ad esempio che un vescovo ritenga di dover rendere pubblica l’esclusione di un Kennedy dall’eucarestia, per la sua politica in tema di aborto. Mi chiedo: è proprio necessario? Siamo tutti convinti che l’aborto non può essere ammesso, che i cattolici impegnati in politica debbono fare il possibile (la politica non può fare di più) perché il fenomeno venga contenuto, perché la vita sia difesa in ogni caso; lo sappiamo bene! Bisogna proprio ripeterlo, con l’espressione della condanna e col rischio di riaprire dei fronti di scontro politico dai dubbi risultati, in presenza di opinioni prevalentemente laiciste tanto a destra, quanto a sinistra? E non vogliamo proprio affidare il difficile compito della mediazione possibile ai laici, perché possano puntare al massimo di bene rispetto ad un valore che conoscono benissimo ed in cui credono?&lt;br /&gt;Benedetta autonomia dei laici! Araba fenice: che ci sia ognun lo dice, dove stia nessun lo sa!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Agostino Pietrasanta&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-8791028189206700828?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/8791028189206700828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=8791028189206700828&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8791028189206700828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/8791028189206700828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/11/il-chierichetto-e-il-padre-predicatore.html' title='Il chierichetto e il Padre predicatore'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-3420035946972791428</id><published>2009-11-23T18:12:00.001+01:00</published><updated>2009-11-23T18:24:08.572+01:00</updated><title type='text'>Venti anni di Intifada: radiografia del massacro</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Riprendo da L'Unità di oggi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;(http://www.unita.it/news/mondo/91655/venti_anni_di_intifada_radiografia_del_massacro)&lt;/span&gt; questo illuminante bilancio di di Umberto De Giovannangeli. Almeno per rompere il silenzio tombale caduto in Italia e nel mondo sul conflitto israelo-palestinese...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bilancio di un conflitto lungo venti anni. Gli anni della prima e della seconda Intifada. Bilancio di sangue. Astilarlo è B’Tselem, la più autorevole associazione israeliana per i diritti umani. Secondo il rapporto il conflitto israelo-palestinese ha fatto almeno 8.900 morti in due decenni, la gran parte dei quali erano palestinesi. I militari israeliani hanno ucciso 7.398 palestinesi, tra i quali 1.537 minori, sia in Israele che nei Territori occupati; i palestinesi, dal canto loro, hanno ucciso 1.483 israeliani, tra i quali 139 minori. Questi anni sono stati contrassegnati dalla prima Intifada (1987-1993), dalla seconda Intifada che è iniziata nel 2001 e dall’offensiva «Piombo fuso » di Israele contro la Striscia di Gaza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;BILANCIO DI SANGUE&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Il 2009 è stato l’anno più sanguinoso con la morte di 1.433 palestinesi, di cui 315 minori, quasi tutti uccisi nel corso dell’operazione «Piombo fuso» (27 dicembre 2008 - 18 gennaio 2009). B’Tselem ha valutato che sono stati 1.387 (di cui 320 minori e 111 donne) i palestinesi uccisi in tre settimane. Il 1999 è stato l’anno meno sanguinoso per i palestinesi (8 morti) B’Tselem precisa che tra le vittime israeliane 488 erano membri della polizia o dell’esercito, le altre 995 sono state uccise in seguito agli attentati in Israele o nei territori occupati. Per Israele l’anno più duro è stato il 2002 con 420 morti e il 1999 il meno violento (4 morti). 335 i palestinesi agli arresti amministrativi senza processo (contro 1.794 nel 1989). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;DEMOLIZIONI&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Nel corso di questi 20 anni le autorità israeliane hanno demolito, sia perché erano state costruite senza permesso, sia per infliggere una misura punitiva alle famiglie degli attentatori 4.300 case palestinesi in Cisgiordania, in particolare a Gerusalemme est, così come nella Striscia di Gaza fino all’evacuazione di Israele nel 2005. In più, B’Tselem stima che 6.240 case siano state distrutte nel corso dell’operazione militare nella Striscia di Gaza (3.540 solo nell’operazione «Piombo fuso »). Se si abbraccia un arco di tempo più lungo, dal 1967 al 2008, le case palestinesi demolite sono state 24.125. In 20 anni il numero di israeliani che vivono in Cisgiordania o a Gerusalemme est è triplicato per arrivare a 500.000, secondo le cifre ufficiali riprese da B’Tselem. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SEGREGAZIONE&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Il rapporto spiega che la città di Hebron è sottoposta˘alla distruzione delle fonti di reddito a causa delle restrizioni alla libertà di movimento imposte dall’esercito israeliano, in particolare dopo lo scoppio della seconda Intifada. Tali restrizioni comprendono il divieto totale di camminare o viaggiare sulle strade principale della città, la chiusura dei negozi in base a un decreto militare. Nel rapporto si sottolinea che la città di Hebron, in Cisgiordania, vive «una politica di segregazione su base razziale». Nelle aree vicino alle case dei coloni, le autorità di occupazione hanno costretto i cittadini palestinesi a evacuare più di 1014 unità abitative, cioè, il 41,9% del totale delle case della zona. Dal settembre 2000 fino ad oggi, rileva B’Tselem, «i palestinesi sono stati cacciati via da più di 1000 appartamenti e 1829 negozi commerciali nel centro di Hebron, a seguito delle pressioni praticate dall’esercito di occupazione israeliana, dalla polizia e dai coloni». &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SwrFImD5e8I/AAAAAAAAAsM/uQxUsFjH2E0/s1600/handala.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 247px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SwrFImD5e8I/AAAAAAAAAsM/uQxUsFjH2E0/s400/handala.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407351054058224578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;CHIUSURE E BLOCCHI&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Ampio spazio è dato poi nel rapporto agli effetti deleteri per la popolazione palestinese causati dal blocco della Striscia di Gaza e dalla costruzione della barriera di separazione: entrambi stanno provocando gravi sofferenze ai civili. Nella Striscia di Gaza, inoltre, la disoccupazione ha ormai toccato il 50 per cento, e il 79 per cento delle famiglie vive sotto la soglia di povertà. Senza contare la penuria di elettricità e acqua potabile (sono 228 mila le persone che non vi hanno accesso in Cisgiordania), con gravi conseguenze anche sulla salute. Atutto questo si aggiungano le restrizioni nei movimenti, con l’installazione di decine di check-point (18 nella sola Hebron), e il divieto assoluto di transito per i palestinesi lungo 137 chilometri di strade.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-3420035946972791428?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/3420035946972791428/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=3420035946972791428&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3420035946972791428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3420035946972791428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/11/venti-anni-di-intifada-radiografia-del.html' title='Venti anni di Intifada: radiografia del massacro'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SwrFImD5e8I/AAAAAAAAAsM/uQxUsFjH2E0/s72-c/handala.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-1975983119364733151</id><published>2009-11-14T21:17:00.002+01:00</published><updated>2009-11-14T21:26:35.053+01:00</updated><title type='text'>Ora di Islam nella scuola?</title><content type='html'>La proposta di introdurre nelle scuole italiane, pubbliche e private, un’ora di religione islamica, alternativa a quella cattolica, per gli alunni di fede musulmana, non ha fatto breccia né nella politica né nella Chiesa… In verità, la proposta ha subito ricevuto un sì autorevole nel mondo cattolico, quello del presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, card. Renato Martino: «A meno che gli islamici non scelgano di convertirsi al cristianesimo – perché la libertà di religione è un principio sancito dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo – se scelgono di conservare la loro religione hanno diritto ad istruirsi nella loro religione. Con i debiti “controlli”, inoltre, l’insegnamento nelle scuole eviterebbe che i giovani di religione islamica finiscano nel radicalismo». Sulla stessa linea il card. Georges Cottier, secondo il quale “per milioni di immigrati la conoscenza è antidoto al fondamentalismo”. D’altra parte, in passato, aveva manifestato una posizione di apertura nei confronti della medesima problematica lo stesso Benedetto XVI, quando il dibattito aveva coinvolto il suo paese natale, la Germania. In un’intervista del ’99 l’allora cardinal Ratzinger specificava che le organizzazioni islamiche richiedenti quell’insegnamento avrebbero dovuto attestare “una piena adesione alla Costituzione” tedesca e dare garanzie che non venisse a realizzarsi “un indottrinamento ma un’informazione equilibrata e oggettiva sull’Islam” (e in effetti in alcuni Länder tedeschi l’insegnamento è stato poi sperimentato secondo questi principi).&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sv8SYy-EB_I/AAAAAAAAAsE/XSmSjutw9C0/s1600-h/137.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 296px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sv8SYy-EB_I/AAAAAAAAAsE/XSmSjutw9C0/s400/137.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404058295076128754" /&gt;&lt;/a&gt;Il mondo politico con argomentazioni più o meno etnocentriche e difensive dell’identità cristiana, ha bollato la proposta come espressione di un “malinteso pluralismo culturale”. Una secca smentita delle posizioni del card. Martino è invece giunta dal presidente della Cei, card. Bagnasco: «L’ora di religione cattolica nelle scuole di Stato si giustifica in base all’articolo 9 del Concordato, in quanto essa è parte integrante della nostra storia e della nostra cultura. Pertanto, la conoscenza del fatto religioso cattolico è condizione indispensabile per la comprensione della nostra cultura e per una convivenza più consapevole e responsabile. Non si configura, quindi, come una catechesi confessionale, ma come una disciplina culturale nel quadro delle finalità della scuola. Non mi pare che l’ora di religione ipotizzata corrisponda a questa ragionevole e riconosciuta motivazione». Dichiarazione formalmente ineccepibile; io stesso ho in più occasioni difeso la “necessità” dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola e continuo a difenderlo, anche se non ritengo corretto porlo in maniera esclusiva. Condivido quanto ha scritto Franco Monaco: «La questione, di portata epocale, dell’immigrazione e, segnatamente, le politiche tese all’integrazione dentro una società multiculturale e multireligiosa sono un terreno singolarmente congeniale a un confronto che trascenda gli schieramenti. Nello specifico, la proposta ha il merito di riaprire una discussione su tre problemi di rilievo tra loro connessi: come fare i conti con la società multireligiosa; come svolgere in concreto l’idea di una “laicità positiva e del confronto”, che muova cioè dalla convinzione che le religioni rappresentano una risorsa più che un problema per la vita culturale e civile; come ovviare al problema – sostanzialmente negletto – degli studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica e che spesso se ne stanno in oziosi o se ne tornano a casa».&lt;br /&gt;Se la proposta è politicamente impraticabile, al momento attuale credo urgente e importante aprire un dibattito culturale, libero da logiche di parte e da rigidità ideologiche, per ripensare l’intero assetto scolastico del discorso religioso; e intanto, nei prevedibili tempi lunghi di attivazione di una nuova e adeguata risposta della scuola alla “domanda religiosa” della società, qualificare l’attuale offerta scolastica in materia.&lt;br /&gt;Intanto poiché le attività scolastiche per i “non avvalentisi” dovrebbero avere attinenza all’area etico-religiosa, potrebbero proporre, quale oggetto di studio, la religione islamica o/e la religione ebraica o/e un’etica sociale… Sicché, la proposta di un’ora facoltativa di religione islamica potrebbe, in primo luogo, contribuire a coprire “l’ora del vuoto” come è stata definita l’ora alternativa. Si tratterebbe di un’ora rivolta non solo agli eventuali studenti musulmani ma anche ai “non avvalentisi”, che potrebbero scegliere tra le varie opportunità offerte dalla scuola. Capisco che una difficoltà nascerebbe dallo statuto stesso di queste religioni “teocratiche”, nelle quali è faticoso distinguere il sapere dal credere, la religione dalla fede. Se fa difficoltà per la scuola la “confessionalità” della religione cattolica (che però riconosce la laicità delle istituzioni pubbliche), a maggior ragione diventa incompatibile  una religione che si identifica con la propria fede. Ma, poi, perché offrire questo necessario approfondimento culturale solo ai “non avvalentesi”?&lt;br /&gt;La provocazione della proposta va allora accolta per aprire un cantiere di riflessione e di rielaborazione dell’intero assetto del discorso religioso nella scuola. Penso che non risponda alle attese di una educazione interculturale l’attivazione di tante “ore” quante sono le religioni professate nella società, tantomeno se destinate, ciascuna, ai fedeli di quelle religioni. Ma nello stesso tempo penso che il diritto di scelta educativa rivendicato per i cattolici debba valere anche per chi cattolico non è, secondo i principi della nostra Costituzione. Ma selezionare gli studenti sulla base della loro anagrafe confessionale, creerebbe e aumenterebbe non l’integrazione ma la ghettizzazione delle diverse appartenenze religiose; le materie di studio, anche quelle religiose, vanno offerte a tutti gli studenti e devono rientrare pienamente nel curricolo scolastico di ciascuno. La moltiplicazione degli insegnamenti confessionali – l’ora islamica oggi, poi quella ortodossa e così via – confermerebbe la tesi che alla religione va riservato un insegnamento particolare e, per di più, mantenuto all’interno dei recinti confessionali; ciò non favorirebbe la reciproca conoscenza, il dialogo tra le fedi e le culture diverse. In questa prospettiva si pone la proposta di attivazione autonoma, da parte della scuola, di un corso  curricolare di cultura interreligiosa per tutti declinato sulle tre religioni, ebraica, cristiana, islamica, da articolare su base storico-comparata e con impianto fenomenologico-ermeneutico.&lt;br /&gt;Mi sembra perciò decisamente più persuasiva, e soprattutto più conforme allo statuto ideale di una scuola pubblica compiutamente formativa, l’idea – avanzata vent’anni or sono da Pietro Scoppola e Luciano Pazzaglia, ripresa di recente da Massimo Cacciari – di un insegnamento aconfessionale di cultura religiosa obbligatorio per tutti naturalmente affidato a insegnanti vincitori di regolare concorso pubblico. Non è impossibile mettere a fuoco contenuti e metodi di una tale disciplina, che certamente dovrebbe privilegiare le grandi religioni monoteiste così decisive nel forgiare la civiltà occidentale. Sarebbe altresì uno stimolo a reintrodurre lo studio della teologia e delle scienze religiose nelle università pubbliche, presenza che si è interrotta all’inizio del secolo scorso. A fondamento di tale “terza via” sta il convincimento che il vero, grande problema che ci affligge è l’analfabetismo religioso, l’ignoranza dei grandi Libri sacri. Si attesterebbe, per questa via, la rilevanza delle religioni nella cultura e dunque nella formazione culturale delle nuove generazioni. Ci si porrebbe al riparo dell’insidia dello slittamento di insegnamenti confessionali nella direzione impropria dell’indottrinamento e del proselitismo. Conosco le resistenze della Chiesa di fronte a tale ipotesi. Ma oggi la società multireligiosa è già una realtà. Con le opportunità e i problemi, anche pastorali, che essa porta con sé. Condivido l’auspicio di Franco Monaco: «La Chiesa farebbe bene a rifletterci e a raccogliere positivamente la sfida. Senza timori. Essa ha i mezzi e la forza per farlo. Nessun altra istituzione dispone delle sue risorse umane, culturali, organizzative per forgiare gli insegnanti. Il Concordato è uno strumento e non un fine e, nel suo preambolo, che ne fissa l’ispirazione di fondo, sta scritto che Stato e Chiesa si impegnano a cooperare per la promozione della persona e il bene del paese. In questo caso, il bene della scuola, della cultura, dell’integrazione socio-culturale». &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;dwf&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-1975983119364733151?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.cittafutura.al.it/web2009/_pages/index.php' title='Ora di Islam nella scuola?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/1975983119364733151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=1975983119364733151&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1975983119364733151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1975983119364733151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/11/ora-di-islam-nella-scuola.html' title='Ora di Islam nella scuola?'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sv8SYy-EB_I/AAAAAAAAAsE/XSmSjutw9C0/s72-c/137.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-3966526115227962256</id><published>2009-11-09T17:47:00.003+01:00</published><updated>2009-11-09T18:06:08.518+01:00</updated><title type='text'>Dialogo sul Crocifisso</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Riprendo dal blog di Sandro Magister http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/04/effetto-valanga-col-croficisso-via-anche-le-chiese-bach-leonardo-da-vinci/ questo "simpatico" dialogo sulla sentenza anti-crocifisso della corte europea dei diritti dell’uomo che ha seminato scompiglio nelle scuole italiane.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SvhL68YTuEI/AAAAAAAAAr8/G4XJQ_sxUSk/s1600-h/download.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 291px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SvhL68YTuEI/AAAAAAAAAr8/G4XJQ_sxUSk/s400/download.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402151229043488834" /&gt;&lt;/a&gt;Ecco qui di seguito come se ne è discusso in un consiglio d’istituto di un non precisato liceo romano. I personaggi:&lt;br /&gt;P: preside,&lt;br /&gt;PA: professore di storia dell’arte,&lt;br /&gt;PM: professore di musica,&lt;br /&gt;PF: professore di filosofia.&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;P: Oggi è venuta a trovarmi la madre di un allievo, un po’ agitata. Mi ha detto che si rifiuta di mandare il figlio a visitare la piazza e la basilica di San Pietro la prossima settimana. Ha sentito della sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo sul crocifisso e sostiene che questa visita sarebbe un condizionamento religioso emotivamente troppo forte per un quindicenne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PA: Me se devo dare il compito in classe sul Bernini!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Io però non voglio prendermi esposti, denunce, eccetera. Ho già troppe gatte da pelare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PA: Ho capito, ma allora dove li porto i ragazzi? Al Pantheon?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Magari. E insisti sul fatto che è una prodigiosa dimostrazione del genio architettonico dei romani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PA: È vero, ma devo pure far cogliere i motivi di continuità con i successivi sviluppi cristiani, dovrò pure dire che nel VII secolo il Pantheon è stato trasformato in una chiesa, Santa Maria ad Martyres.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Ci risiamo! Voglio una visita neutrale, non religiosa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PA: Ma che significa? Qui tutto ricorda il cristianesimo! Allora stiamocene chiusi in aula e lasciamo perdere! E poi i ragazzi avranno pure diritto a essere istruiti, a sapere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Ma il diritto di chi non vuole subire la non richiesta ostensione di simboli religiosi prevale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PA: Ah sì? E perché non se ne sta a casa lui, allora?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Collega, ma cosa dici? Un diritto è un diritto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PM (interrompe con ansia): Scusami, preside, ma io domani farò ascoltare Bach: la Messa in si minore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Mamma mia, per carità!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PM: Come “per carità”? È un capolavoro sommo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Ma è una Messa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PM: E che significa? L’sutore non era neppure cattolico!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Era protestante. Sempre cristiano era. Scegli qualcosa di più tranquillo, vai sul Novecento, a Stravinskij.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PM: Bene. Farò ascoltare “Sinfonia di Salmi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Ma sei un fissato! Metti la “Sagra della primavera”, quella sì, è sufficientemente pagana, non disturba nessuno, ci si può fare pure una lezione di antropologia culturale. E comunque, se proprio devi fare un po’ di Bach, non insistere troppo sul cristianesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PM: Ma se scriveva “Soli Deo Gloria” in calce alle sue composizioni!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Ma mica siamo al Conservatorio, che importa agli allievi di questi dettagli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PM: Pensa che volevamo fare col collega di filosofia un’ora interdisciplinare sull’estetica nel pensiero religioso del Novecento, sull’influsso di Bach e Mozart su von Balthasar e…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P (irato): Ma siamo matti! La teologia si fa nell’ora di religione per chi la chiede, e basta! Mi vuoi rovinare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PF: Preside, ma cosa dici! Posso parlar bene di Agostino, o no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Ma sì, digli che ad Agostino tutto il pensiero moderno deve molto, anche l’ermeneutica, la fenomenologia…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PF: Però non posso dire che era cristiano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Accennalo appena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PF: Ma che accenno e accenno! Secondo te le “Confessioni” sarebbero state scritte se l’autore non si fosse convertito al cristianesimo? E poi scusa, quando parlo del concetto di persona in filosofia, come evito un accenno al dogma della Trinità e ai primi concili ecumenici? Non esisterebbe il concetto di persona senza…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: No e poi no! Questo è catechismo! Prudenza ci vuole…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PF: Ma se persino Benedetto Croce….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Basta! Colleghi, dobbiamo capire che viviamo in una società multiculturale, dobbiamo rispettare le diversità, non possiamo pretendere…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PA: Ma abbiamo pure il dovere di istruire, di far conoscere. Se gli allievi guardano il Cenacolo di Leonardo, mica gli possiamo dire che era una cena qualunque tra amici!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Ma che esempi mi fai? Qualcosa va detto loro, ma con prudenza, con neutralità…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PA: Ma a me il Cenacolo piace tanto, mi appassiona…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Troppa passione nell’insegnamento non va bene. Ci vuole anche un po’ di neutralità emotiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PF: E allora mettiamoci un automa, sulla cattedra, e cambiamo mestiere! Ma poi, senti, non sarebbe molto più interessante far capire la grandezza filosofica di san Tommaso collegandolo al pensiero musulmano, ad Avicenna… Non cancelliamo né l’uno né l’altro, li studiamo entrambi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Ma ci sono anche gli atei, gli agnostici…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PF: Ma anche loro dove vivono? Se vivono in mezzo a noi, è giusto che conoscano, che vedano le mille chiese nelle strade di Roma, che rappresentano la città, o dobbiamo demolire pure quelle? Quelle non sono per nulla neutrali!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P: Colleghi, sono sfinito. Aggiorniamoci a domani. Magari la notte ci porterà consiglio…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(Dialogo messo per iscritto da Francesco Arzillo, Roma, 4 novembre 2009).&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-3966526115227962256?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/3966526115227962256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=3966526115227962256&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3966526115227962256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/3966526115227962256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/11/dialogo-sul-crocifisso.html' title='Dialogo sul Crocifisso'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SvhL68YTuEI/AAAAAAAAAr8/G4XJQ_sxUSk/s72-c/download.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-537948749441627709</id><published>2009-11-06T17:55:00.003+01:00</published><updated>2009-11-06T18:19:13.433+01:00</updated><title type='text'>Pellegrinaggio in Terrasanta - Dal 3 al 10 marzo 2010</title><content type='html'>“Terra santa, terra di tutti, terra nostra!”, è l’espressione del Patriarca emerito di Gerusalemme mons. Michel Sabbah, utile per presentare la proposta dell’annuale pellegrinaggio in Terrasanta. &lt;br /&gt;Noi abbiamo scelto di cambiare il modo di organizzare i pellegrinaggi in Terrasanta. In molti casi sono solo “turismo religioso”, legato agli aspetti storico-archeologici o ad una proposta “spirituale” disincarnata e sostanzialmente indifferente alle persone che in quella terra vivono, lavorano, soffrono, combattono, amano, odiano: la “lectio biblica” che si propone potrebbe essere proposta tale e quale anche in una delle nostre parrocchie! Ci sono pellegrinaggi che non vedono l’occupazione militare della Terrasanta, non si accorgono del “Muro”, non “sentono” la paura quotidiana degli israeliani e l’umiliazione dei palestinesi, lo stridente contrasto tra ricchezza e povertà; il rischio di taluni pellegrinaggi è quello di vivere in una condizione al di fuori del tempo e del luogo; non c’è nessun incontro con le altre due grandi esperienze religiose (l’ebraica e l’islamica) perché molti camminano per la Terrasanta pensando che noi (cristiani, cattolici) siamo i “buoni” e gli altri &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SvRadnk9C9I/AAAAAAAAArc/f-94zaASqbo/s1600-h/280px-IMG_0028.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 210px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SvRadnk9C9I/AAAAAAAAArc/f-94zaASqbo/s400/280px-IMG_0028.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401041318010751954" /&gt;&lt;/a&gt;sono i “cattivi”. Il pellegrinaggio è anche incontro con la Chiesa Madre di Gerusalemme e vicinanza e sostegno ai cristiani di Terrasanta, che però hanno “la sventura” di essere cristiani arabi, palestinesi e perciò segnati dal “sospetto” con cui guardiamo gli arabi e i palestinesi, vittime come siamo della scandalosa e menzognera informazione massme¬diale. “Dovete aiutarci anche voi ad essere cristiani secondo il vangelo! Questo sia il vostro impegno e non solo continuare a sostenere progetti particolari. Aiutateci nella crescita della fede. Noi da parte nostra non possiamo aspettare domani per cercare di amarci tra cristiani e quindi non dobbiamo aspettare che finisca il conflitto...” ci diceva mons. Sabbah.&lt;br /&gt;Perciò ripropongo anche quest’anno il pellegrinaggio in Terrasanta, con le caratteristiche che è venuto assumendo in questi anni:&lt;br /&gt;- pellegrinaggio di credenti e non credenti, entrambi comunque in ricerca... La condivisione di domande e la partecipazione anche a momenti “religiosi”, aiuta gli uni e gli altri a conoscersi e ad andare a fondo nell’interrogazione di sé e della propria realtà più profonda: la Bibbia è la nostra guida;&lt;br /&gt;- pellegrinaggio di solidarietà con tutti coloro che soffrono (e per la situazione della Terrasanta è tutto il mondo che soffre e vive in un perenne e pericoloso conflitto), per proporre a tutti la strada della pace nella giustizia;&lt;br /&gt;- pellegrinaggio incarnato nella storia di oggi, per certi versi molto simile a quella della Palestina di Gesù e della Chiesa delle origini. &lt;br /&gt;Andremo prima in Galilea, là dove sono state gettate le basi dell’avventura cristiana nella storia, un frammento di terra dove tutto ha avuto inizio! E poi nel cuore della Terrasanta: Betlemme e Gerusalemme. Proponiamo alcune esperienze inusuali, ma importanti per capire: la residenza a Betlemme per condividere l’esperienza e i disagi dell’occupazione militare; l’incontro di amicizia con Gerico che nel 2010 celebra i suoi 10.000 anni di storia, con la speranza di uscire dal suo opprimente isolamento; la solidarietà con le amiche del centro Melkita di Ramallah e la realtà “atipica” di questa città, “capitale” della Palestina inesistente; la visita a Taibeh, unico villaggio totalmente cristiano della Palestina e l’incontro con la sua Comunità; e infine l’esperienza di Gerusalemme, la Città tre volte santa, il cuore pulsante (e malato) del monoteismo, che da “valore” quale dovrebbe essere, appare oggi come “problema” che sembra rendere instabile il mondo e talvolta dimenticare i suoi principi originari e fondamentali che affermano il valore universale di ogni essere umano. Chiunque condivide questi principi è allora benvenuto e sarà un gradito compagno di viaggio. Sono certo che per tutti, come sempre sarà un’esperienza indimenticabile.     &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;don Walter&lt;/span&gt;  &lt;br /&gt; ________________________________________&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PELLEGRINAGGIO DI PACE E GIUSTIZIA IN TERRASANTA&lt;br /&gt;dal 3 al 10 marzo 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;I – 3 marzo – mercoledì - Alessandria / Tel Aviv / Nazareth &lt;br /&gt;Partenza in pullman riservato per l’aeroporto di Bergamo. Volo speciale per Tel Aviv. Arrivo a Tel Aviv. Partenza per Nazareth, sistemazione in hotel, cena e pernottamento. &lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;II – 4 marzo – giovedì - Nazareth / Lago Tiberiade / Tabor &lt;br /&gt;Visita della Basilica dell’Annunciazione e di Nazareth. Pranzo. &lt;br /&gt;Nel primo pomeriggio trasferimento al Tabor, monte della trasfigurazione di Gesù. Messa. Durante il rientro a Nazareth sosta a Cana, cena e pernottamento. &lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;III – 5 marzo – venerdì - Zippori / Haifa / Akko &lt;br /&gt;Trasferimento al Lago di Tiberiade: visita di Tabga, della chiesa del Primato di Pietro, di Cafarnao “città di Gesù”. Monte delle beatitudini. Messa e pranzo alle Beatitudini. Partenza per Akko (S. Giovanni d’Acri). Lungo il percorso visita di Zippori (Sephoris) ritenuto il villaggio natale di Anna, madre della Vergine. Qui i crociati hanno edificato una chiesa a suo nome, sul sito di una bizantina risalente al III sec. Proseguimento per Akko. Visita della città con la sua imponente cinta muraria. Tutta la cittadella entro le mura rappresenta il più bell’esempio dell’architettura crociata in Israele. Se possibile visita della chiesa di S. Andrea e della Moschea di El-Jazzar. Rientro a Nazareth. Cena e pernottamento. &lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;IV – 6 marzo – sabato / Nazaret / Betlemme &lt;br /&gt;Partenza per Gerusalemme e Betlemme lungo la Valle del Giordano. Se possibile sosta al Giordano nei pressi di Gerico e memoria del Battesimo. A Betlemme sistemazione in hotel e pranzo. Visita della Basilica della Natività e Messa. Cena e pernottamento. &lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;V – 7 marzo – domenica - Gerusalemme &lt;br /&gt;Mattinata dedicata alla visita di Gerusalemme. Monte degli Ulivi, Dominus flevit, Getsemani e Tomba della Vergine. Pranzo. Visita allo Yad Vashem (Museo della Shoah) e al Museo del Libro. Rientro a Betlemme. Cena. S. Messa al Getsemani. Rientro a Betlemme e pernottamento. &lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;VI - 8 marzo – lunedì - Ramallah / Gerico &lt;br /&gt;Partenza per Ramallah. Visita al Centro di Ricamo. Poi alla parrocchia di Taibeh dove incontreremo don Raed Abusahlia, il parroco della comunità. Il villaggio è uno dei pochi se non l'unico che si è mantenuto completamente cristiano in Palestina, tanto da definirsi l'ultima città discendente dall'epoca dei primi cristiani. A Taibeh sul piano storico due visite: le rovine di una vecchia chiesa e la casa delle parabole, una casettina rimasta intatta come tante altre nel circondario costruita secondo i dettami di centinaia di anni fa. Grazie a questa casa possiamo immaginarci in che condizioni vivevano le persone all'epoca di Cristo e nei secoli seguenti. Pranzo (se possibile a Taibeh). Nel pomeriggio trasferimento a Gerico. Messa nella parrocchia cristiana del “Buon Pastore”. Saluto al Sindaco della Città gemellata con Alessandria. Cena. Rientro a Betlemme per il pernottamento. &lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SvRaPWEFHaI/AAAAAAAAArU/vGQie80_FNc/s1600-h/gerusalemme.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 270px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SvRaPWEFHaI/AAAAAAAAArU/vGQie80_FNc/s400/gerusalemme.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401041072791297442" /&gt;&lt;/a&gt;VII – 9 marzo – martedì - Gerusalemme &lt;br /&gt;A Gerusalemme Visita della Spianata delle Moschee e Muro Occidentale (“Muro del Pianto”), poi visita al “Monte Sion Cristiano”: Cenacolo, Dormizione e S. Pietro in Gallicantu. Pranzo. Nel pomeriggio Chiesa di S. Anna, Flagellazione, Via Dolorosa. Santo Sepolcro. Messa. Cena e pernottamento a Betlemme. &lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;VIII - 10 marzo – mercoledì - Gerusalemme / Tel Aviv / Alessandria &lt;br /&gt;Al mattino visite. Partenza per l’aeroporto di Tel Aviv. Imbarco con volo speciale. Arrivo a Bergamo. Rientro ad Alessandria. &lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;QUOTA DI PARTECIPAZIONE &lt;br /&gt;In camera doppia    €  1.270,00 &lt;br /&gt;Supplemento camera singola   €    250,00 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISCRIZIONI: telefonare al più presto a don Walter (&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;335 58 18 204&lt;/span&gt;) per la pre-iscrizione. Per la conferma (entro la metà di dicembre) è richiesta una caparra di € 400  (Fino al 31 gennaio i posti cancellati saranno soggetti a penale di Euro 150; dal 1° febbraio al 19 febbraio, i posti cancellati saranno soggetti a penalità di Euro 300,00; dal 20 febbraio al giorno della partenza, penalità totale per ogni cancellazione). &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE COMPRENDE: Trasferimento in pullman per/da l’aeroporto di Bergamo; passaggi  aerei  con voli speciali da Bergamo; tasse aeroportuali e di dogana in Israele e percentuali di servizio; kg. 20 bagaglio in franchigia; assistenza aeroportuale in Italia e all’estero; sistemazione in alberghi di buona categoria in camere doppie con servizi; trattamento di pensione completa, dalla cena del primo giorno al pranzo dell'ultimo; escursioni, tours, entrate, come da programma; mance, facchinaggi ed extra in genere; Bus Gt con autista; Guida autorizzata parlante italiano per tutta la durata del tour; Assicurazione medico - bagaglio Mondial Assistance; omaggio ad ogni partecipante. &lt;br /&gt;LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE NON COMPRENDE: Assicurazione integrativa facoltativa annullamento MONDIAL ASSISTANCE: 3,50% del costo del pacchetto (contratto 2008); tutto quanto non espressamente menzionato nel programma. &lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;Documenti &lt;br /&gt;Per i cittadini italiani e' richiesto il passaporto regolarmente bollato ed in corso di validità di almeno 6 mesi dalla data di inizio del viaggio. &lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Modifiche al programma potranno essere necessarie per condizioni ed esigenze che si presentino in Terrasanta e comunicate successivamente o in loco. I luoghi delle celebrazioni sono solo indicativi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;________________________________________&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-537948749441627709?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/537948749441627709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=537948749441627709&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/537948749441627709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/537948749441627709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/11/pellegrinaggio-in-terrasanta-dal-3-al.html' title='Pellegrinaggio in Terrasanta - Dal 3 al 10 marzo 2010'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SvRadnk9C9I/AAAAAAAAArc/f-94zaASqbo/s72-c/280px-IMG_0028.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-1139444062249797597</id><published>2009-11-04T09:58:00.003+01:00</published><updated>2009-11-05T17:27:46.898+01:00</updated><title type='text'>Il crocifisso è dei Crocifissi</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ripropongo come contributo al dibattito e alla riflessione - oltre le sterili polemiche - un mio vecchio articolo del 2002 che, mi pare, mantenga tutta la sua attualità dopo la sentenza della Corte Europea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un senso di “fastidio”: è il sentimento dominante, che continua ad accompagnarmi, ogni volta che sento o che leggo posizioni pro o contro nell’autunnale grande dibattito… quello sul crocifisso, intendo. Ma è forse lo stesso senso di fastidio che provo ogni volta che si parla dei “valori cattolici” e li si vuole imporre per legge; perché “democrazia”, “pluralismo culturale e sociale”, “libertà di pensiero e di espressione”, non le sento come parole vuote o retoriche.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SvL80489hVI/AAAAAAAAArM/YdrTKe6R56M/s1600-h/14234_167615623911_101748583911_2832791_1122964_n.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SvL80489hVI/AAAAAAAAArM/YdrTKe6R56M/s400/14234_167615623911_101748583911_2832791_1122964_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400656888742118738" /&gt;&lt;/a&gt;Tutto è nato da una presa di posizione del Ministro alla pubblica Istruzione Letizia Moratti, che ha auspicato che il crocifisso torni al suo posto, poiché nessuna legge aveva stabilito che fosse tolto. Cosa ha detto il ministro? “Il crocifisso tornerà presto a occupare il suo posto nelle aule delle scuole italiane, perché rappresenta il simbolo della civiltà cristiana, della sua radice storica e universale” e ha ricordato il parere del Consiglio di Stato: “Il Crocifisso o, più comunemente, la Croce, a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo della civiltà e della cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendentemente da specifica confessione religiosa”.&lt;br /&gt;Qualcuno è subito intervenuto a favore di questa presa di posizione, argomentando che “c'è da chiedersi perché molti temono che il crocifisso torni al suo posto. Non si tratta di accendere la miccia di una guerra di religione, né di affermare una supremazia della cultura cattolica sulle altre. Si tratta di affermare che questa cultura c'è, che non si può pensare al futuro, ad un'integrazione di culture diverse, senza conoscere la propria storia e soprattutto senza amarla. Non si sa chi abbia impartito l'ordine, sta di fatto che in molte scuole il crocifisso è sparito dalla parete sulla quale era appeso, in alcuni casi è sparita anche la foto del Capo dello Stato.&lt;br /&gt;I due simboli se ne stavano buoni ad assistere alle lezioni, appesi con un chiodo sopra alla lavagna, non avevano mai turbato la crescita degli alunni, né offeso i ragazzi di altre religioni.&lt;br /&gt;Non si trattava di simboli di una supremazia, rappresentavano la storia a cui apparteniamo”. Non mi sento di condividere buona parte di queste affermazioni, soprattutto quell’accostamento tra il Cristo in croce e il Presidente Ciampi; avverto una certa disparità nella simbologia e un forte richiamo ad accostamenti superati dalla storia, oltre che dalla teologia del Vaticano II e, in particolare, dalla sua Dichiarazione sulla libertà religiosa.&lt;br /&gt;Mi sembra invece condivisibile la forte presa di posizione dei Missionari Saveriani che in un loro documento scrivono: “Non possiamo esimerci dal manifestare la nostra contrarietà ad una proposta che intende ridurre il simbolo religioso cristiano per eccellenza ad un mero “simbolo della civiltà e della cultura” dell’Italia e dell’Europa. La croce, lo ricorda San Paolo, è “scandalo per i Giudei e stoltezza per i gentili” (1 Cor 1,23), ma è simbolo di salvezza per tutti i credenti che la venerano nei luoghi di culto riconoscendo in essa la manifestazione dell’amore divino. Volerla presentare nei termini di “simbolo culturale” del continente europeo, significa riesumare la logica di quell’antica e tragica commistione tra potere e croce che ha segnato il periodo del colonialismo europeo ai danni degli altri popoli” - e molto ci sarebbe da dire sul nuovo colonialismo in atto -. “Non si vuole con questo sostenere che il rispetto dell’altro, della sua diversa cultura e religione, implichi il disconoscimento o la sospensione della propria. Si intende invece ricordare che la proposizione della propria identità religiosa e culturale non deve mai essere raggiunta a scapito di una miglior convivenza tra culture e fedi diverse e che anzi ciascuna identità va promossa nel pieno rispetto di tutte per il bene comune. Riteniamo perciò urgente intensificare l’impegno per un’educazione interculturale”.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SvFFhRp8HGI/AAAAAAAAArE/bqoLjbScHm0/s1600-h/crocifisso-scuola.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 304px; height: 250px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SvFFhRp8HGI/AAAAAAAAArE/bqoLjbScHm0/s400/crocifisso-scuola.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400173866171243618" /&gt;&lt;/a&gt;Mi pare che quella del crocifisso sia una di quelle questioni inventate di proposito per far male e provocare lacerazioni profonde in seno alle chiese cristiane e nella società italiana. Lo scopo è quello di strumentalizzare sentimenti e simboli che sono molto lontani da ciò che i partiti sostenitori della campagna sul crocifisso praticano quotidianamente nelle loro azioni di governo. Che dire del fatto che sia la Lega a chiedere di segnalare (denunciare?) i nomi di tutti coloro che dovrebbero provvedere ad esporre il crocifisso (presidi, sindaci, personale sanitario, giudici…)? Proprio chi è propugnatore di leggi in radice anticristiane, come la legge sull’immi¬gra¬zione (sì, la Bossi-Fini); proprio coloro che, rappresentando il potere pubblico, anziché cercare il bene comune e in speciale modo quello dei deboli e degli ultimi preferiscono tutelare e proteggere gli interessi dei forti e potenti. Qualcuno - non ricordo chi - ha scritto recentemente: “Il crocifisso appartiene ai nuovi crocifissi, É loro, perché lui ha scelto di stare con loro. É nascosto tra le donne di Kabul; o tra i bambini schiavi del sesso in tante parti dove si celebra il turismo sessuale per gli annoiati dei paesi opulenti; o nei campi profughi abitati da chi ha dovuto abbandonare tutto per cercare di salvarsi almeno la vita. É in Armenia, in Kurdistan, in Iraq a subire l'embargo. É sulle carrette piene di disperati che solcano il mediterraneo per cercare in Europa un po' di speranza. É morto, in fondo al mare, con quelli che il mare si è portato via nella loro ricerca di un luogo dove poter vivere dignitosamente”. Mettiamo pure dovunque il Crocifisso, a condizione che chi lo espone voglia, con quel gesto, accettare di incontrarlo e di onorarlo nella persona dei tanti che ogni giorno sono costretti a salire sullo stesso Golgota.&lt;br /&gt;Non sentirò più il fastidio di questi dibattiti, quando vedrò anche molti dei nostri bravi cattolici praticanti non più assenti, non più indifferenti, quando non addirittura d'accordo con frasi, con scelte, con leggi, con comportamenti che riducono il crocifisso a un oggetto. Quando la preoccupazione dominante è quella della tutela del proprio benessere, ponendo le cose prima delle persone, rubiamo il Crocifisso ai crocifissi, rischiamo di trasformare in idolo anche quello che si trova in chiesa. Come richiama il Vescovo nell’ultima lettera pastorale, “quello che siamo grida più forte di quello che diciamo”: diamo onore al Crocifisso con scelte che davvero dimostrino che abbiamo imparato la sua Lezione, non con l’appello a leggi e circolari.   &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;dwf&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-1139444062249797597?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/1139444062249797597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=1139444062249797597&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1139444062249797597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/1139444062249797597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/11/il-crocifisso-e-dei-crocifissi.html' title='Il crocifisso è dei Crocifissi'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SvL80489hVI/AAAAAAAAArM/YdrTKe6R56M/s72-c/14234_167615623911_101748583911_2832791_1122964_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-2610354736808932387</id><published>2009-10-26T18:19:00.003+01:00</published><updated>2009-10-26T18:26:01.276+01:00</updated><title type='text'>Tradizioni per una identità</title><content type='html'>Benedetta identità! Sembra che se ne discuta senza venirne a capo; sembra che tutti ne vogliano dire senza la possibilità di un confronto: quasi che la questione fosse arenata sul confine di una cristallizzata incomunicabilità. Succede soprattutto per il Partito democratico (PD). Molti ribattono che ci vuole un progetto, che urge un programma, che necessita un metodo di organizzazione. Tutto vero; resta il fatto che per un qualunque progetto, un qualunque programma e per una linea di organizzazione, sarà necessaria la priorità dell’esserci: per fare bisogna esistere e non si esiste senza un’identità che, soprattutto in politica, non può essere che di distinzione.&lt;br /&gt;Non sono nuovo a questi ragionamenti, perché ho sempre sostenuto che nelle culture politiche di un possibile PD, assolutamente plurali e di tradizione non priva di elementi inconciliabili, c’era tuttavia un collante: la proposta della solidarietà come elemento fondante la promozione democratica. Aggiungevo che era necessaria la coniugazione di tale proposta con quella della sussidiarietà, capace di responsabilizzare individui,  soggetti collettivi e istituzionali, nella libertà.&lt;br /&gt;Non mi ripeterò, ma date le attuali circostanze e tenuto conto delle surrettizie motivazioni che stravolgono nello scontro un confronto politico, molto spesso insensato e urlato, mi proverò a proporre altre ragioni di un’augurabile identità. Anche perché mi chiedo, quasi a margine del ragionamento: se non la troviamo, se non la fondiamo in modo condiviso questa benedetta identità, come lo facciamo il PD? E senza PD, quale alternativa sufficiente da confrontare e contrapporre al centro/destra? E senza questa alternativa, senza dialettica a quale fisiologia democratica si può pensare? In soldoni: dove finisce la democrazia?&lt;br /&gt;Giratela come volete: ne va di mezzo il sistema democratico!&lt;br /&gt;Provo allora a richiamare tre questioni che sento con particolare urgenza, anche per effetto dei miei (scarsi, molto scarsi!) riferimenti formativi.&lt;br /&gt;C’è una prima osservazione, richiamata da molti, ma non sufficientemente recepita. Si dice (e lo dice soprattutto il sovrano della maggioranza): non devo rendere conto se non al popolo ed all’elettorato, le regole della istituzione democratica sono di impedimento; e ne trae una conseguenza immediata: in politica la rappresentanza si esprime nell’interpretazione diretta della volontà popolare, i partiti sono inutili soggetti di rissa e di freno. &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SuXbBOIfovI/AAAAAAAAAq0/nsf69f5i-7o/s1600-h/Berlusca.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 136px; height: 134px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SuXbBOIfovI/AAAAAAAAAq0/nsf69f5i-7o/s400/Berlusca.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396960542493483762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SuXbA_WTSbI/AAAAAAAAAqs/7_V6BcAzw24/s1600-h/DeGasperi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 119px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SuXbA_WTSbI/AAAAAAAAAqs/7_V6BcAzw24/s400/DeGasperi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396960538524862898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SuXbgAVyyVI/AAAAAAAAAq8/38SqZcFFGnc/s1600-h/don+Sturzo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 107px; height: 109px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SuXbgAVyyVI/AAAAAAAAAq8/38SqZcFFGnc/s400/don+Sturzo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396961071367113042" /&gt;&lt;/a&gt;Una posizione non compatibile con la tradizione democratica che fonda la nostra Repubblica; per un presidente del consiglio non c’è male. &lt;br /&gt;Non voglio incorrere, però, nelle ire di chi urla all’intiberlusconismo; il problema è di ben altra natura: per tutte le tradizioni di cultura politica che hanno ispirato la Carta costituzionale, l’esistenza dei partiti è funzionale ed indispensabile almeno per due motivi: la possibilità data ai cittadini di organizzarsi liberamente per concorrere alla politica nazionale, lo spazio per il confronto dialettico fra parti contrapposte. Non stupisce, di conseguenza, che qualcuno voglia chiudere con la Costituzione.&lt;br /&gt;Eppure qui sta un primo problema identitario per un possibile PD: le culture politiche che lo dovrebbero costruire credono tutte quante in una fondazione della politica sulle parti, sui partiti; ci crede sicuramente anche la componente liberal/democratica, tanto che il riferimento a tale componente da parte della destra italiana o ad una ampia frangia di essa mi pare del tutto improprio.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la mia formazione aggiungerò un’ ulteriore riflessione. Proprio Sturzo ha sostenuto con forza l’idea di politica come divisione, come rappresentanza di interessi settoriali, capaci di confronto e legittimazione di interessi concorrenti e dialettici. Mi dicono i cattolici schierati nel centro/destra, come fanno ad accordarsi con il loro capo carismatico, quando affermano di essere loro (!?) gli eredi di Sturzo? La loro scelta va considerata e, per quanto mi riguarda la considero, del tutto legittima, ma come possono conciliare la loro eredità sturziana con l’idea di una politica che vuol fare a meno delle regole e delle parti in dialettica fra di loro?&lt;br /&gt;Lasciamo stare; la conclusione che mi interessa sul punto è molto semplice: l’identità di un possibile PD trova su questo comune filone tradizionale, la democrazia come possibilità di confronto tra le parti, un terreno fondamentale.&lt;br /&gt;Veniamo alla seconda, breve osservazione. Stando così le cose la politica necessita di reciproca legittimazione: soprattutto la legittimazione di chi non la pensa come noi. Confronto sì, lotta di idee e programmi sì; delegittimazione no! Anche qui farei riferimento alla mia componente di proposta politica; proprio De Gasperi, anticomunista nei programmi e nelle scelte di governo, resistette con l’appoggio delle istanze democratiche del socialismo e con le forze liberal/democratiche ad ogni tentativo di delegittimazione del PCI degli anni quaranta/cinquanta e ciò gli fu imputato a colpa non irrilevante da “fonti autorevoli”. Lotta al programma del PCI sì, delegittimazione di una parte che raccoglieva parecchi milioni di voto popolare, no!&lt;br /&gt;Anche qui una piccola domanda ai cattolici schierati col centro/destra; come conciliare la tradizione degasperiana con un attacco sistematico, quanto incomprensibile, al comunismo ed alla sua residuale (ma dove?) esistenza. Come fanno a dichiararsi su questo preciso versante, gli eredi di De Gasperi?&lt;br /&gt;Resta inteso, in ogni caso, che interessa prima di tutto, ed anche su questo versante, la constatazione di una comune possibile esperienza per un augurabile decollo del PD.&lt;br /&gt;E vengo ad un’ultima osservazione che non attiene tanto il presente dello scontro politico, quanto un dibattito che viene ribadito nelle più diverse sedi del cattolicesimo contemporaneo, con il coinvolgimento stesso della Chiesa. Si tratta di capire quanto possano contribuire alcune componenti della modernità per la costruzione della “Città dell’uomo”, e cosa vogliamo fare di tali componenti. Da parecchi anni il giudizio, su aspetti di pensiero essenziali alla modernità, risulta particolarmente negativo; sembra escluso lo spazio per una comprensione più complessa ed articolata. Eppure, proprio De Gasperi, per ritornare ad una tradizione a me vicina, sottolineava che il trinomio del 1789 francese, “libertà, fraternità, uguaglianza” fondava nello spirito del Vangelo la sua ispirazione di fondo. Spogliate certe esperienze, a cominciare dalla Rivoluzione francese, dai suoi eccessi giacobini e dalle derive della violenza, le componenti del trinomio introducono nella modernità un’ispirazione religiosa che potrebbe contribuire, ed in alcuni passaggi ha contribuito, alla organizzazione di una società più giusta, anche nei processi democratici.&lt;br /&gt;C’è la possibilità di un recupero corretto e fisiologico dei valori, legati al trinomio enfatizzato da De Gasperi? Ed anche qui chi saranno i possibili eredi nella costruzione della città dell’uomo?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Agostino Pietrasanta&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-2610354736808932387?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/2610354736808932387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=2610354736808932387&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2610354736808932387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/2610354736808932387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/10/tradizioni-per-una-identita.html' title='Tradizioni per una identità'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SuXbBOIfovI/AAAAAAAAAq0/nsf69f5i-7o/s72-c/Berlusca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-7958555178585569503</id><published>2009-09-14T15:14:00.002+02:00</published><updated>2009-09-14T15:23:34.087+02:00</updated><title type='text'>I cattolici e il potere: intervista a Mino Martinazzoli</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Riprendo da Famiglia Cristiana n. 37 questa interessante intervista di Francesco Anfossi a Mino Martinazzoli, in occasione dell'uscita del suo libro "Uno strano democristiano".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella premessa alla sua autobiografia scritta in collaborazione con Annachiara Valle, l’ex senatore, ministro e segretario del Partito popolare Mino Martinazzoli allude a un paradosso della politica dell’età berlusconiana: «Oggi noi sappiamo poco di un potere che si rivela ancora opaco e sappiamo tutto della vita privata dei personaggi, peraltro non eccelsi, che popolano il panorama politico». Il mistero si annida nelle stanze del Palazzo, più che negli uomini. «Del resto Giuliana Ferrara ha scritto pagine mirabili sul corpo di Berlusconi». Uno strano democristiano, edito da Rizzoli, da poco in libreria, è quindi una cavalcata nella politica ricca più di retroscena del potere che di "visti da vicino".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ma allora è giusto criticare Berlusconi anche per i suoi scandali sessuali, per lo "sventolio di mutande"?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Direi proprio di sì. Però, più che sulla iettatura del moralismo, punterei sul fatto che alcune regole devono essere rispettate. Come quella di non mentire. In America Clinton è stato messo in crisi non dalle sue attitudini sessuali, ma dal fatto che era bugiardo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Anche Machiavelli, il primo scienziato della politica, raccomandava al Principe, nel nome della ragion di Stato, di non dire sempre la verità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Berlusconi mi pare più un bugiardo goldoniano che machiavellico».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il premier come Mirandolina?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Un minimo di rispetto per la verità è necessaria per lo svolgimento fisiologico della democrazia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lei apre il libro parlando della Costituzione, in particolare del lavoro dei costituenti nel costruire la parte dei diritti fondamentali della persona. Pensa che quei diritti oggi siano a rischio?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Penso di sì. I costituenti ebbero questa grande capacità di costruire le fondamenta dell’ordinamento democratico. Qualcuno scrisse che erano malati di presbiopia, perché ebbero la straordinaria capacità di prevedere i problemi futuri».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La Corte costituzionale potrebbe fermare le recenti leggi che stravolgono questa prima parte?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«È la mia speranza. Continuo ad avere fiducia e rispetto nella Corte anche se le procedure di formazione dei giudici costituzionali e altri episodi come la cena di due giudici con Berlusconi, hanno subito una presa molto invadente della politica».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Però giuristi di vaglia hanno spiegato che non vi è nulla da eccepire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Mi permetto di obiettare che la giustizia è fatta anche di prassi, di galatei, qui clamorosamente violati».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Un’eventuale sentenza di incostituzionalità del lodo Alfano potrebbe riaprire per Berlusconi la via giudiziaria e portare alla sua fine politica?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Può darsi, pero ci andrei molto cauto, perché abbiamo potuto constatare che Berlusconi è una salamandra. Anche per la ragione che la sua forza d si fonda su una sorta di egemonia in senso gramsciano, ovvero non solo la capacità di comandare i suoi, ma di imporre la sua agenda anche ai suoi avversari. Nel ’94 mi veniva facile parafrasare Gobetti, e cioè che il berlusconismo era l’autobiografia della nazione. Oggi mi verrebbe da dire che è la nazione ad essere l’autobiografia di Berlusconi. C’è un sentire comune che oggi l’asseconda. Anche da parte dei bravi borghesi democratici»&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sq5DvVHPlLI/AAAAAAAAAqk/zEp84pv7rng/s1600-h/mart8.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 312px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sq5DvVHPlLI/AAAAAAAAAqk/zEp84pv7rng/s400/mart8.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381313085154759858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L’attacco del Giornale ad Avvenire che impressione le ha fatto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Il primo pensiero è alla libertà di stampa del Paese. Il 26 aprile del 1945 la mia prima sorpresa fu quella di trovare tanti giornali in edicola. Fino al giorno prima non c’erano. L’altra mattina assistevo alla rassegna stampa in Tv e mi accorgevo che le testate fuori dal coro berlusconiano sono poche, davvero poche. Però penso che questa vicenda uno slancio positivo lo possa dare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Stefano Folli, sul "Sole 24 ore", ha scritto che stiamo vivendo un 24 luglio permanente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«In una intervista su "Diario" ho anche esagerato rispetto a Folli, ma lo dicevo analogamente: sembra di capire che in Italia tutto finisce a Piazzale Loreto. Per fortuna in modo meno cruento perché non si usano più certi metodi e anche perché le persone sono meno nobili di quelle di allora. Però questa idea di una frana c’è».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lo schiaffo ai vescovi italiani il giorno in cui avrebbe dovuto partecipare alla Perdonanza e incontrare il segretario di Stato Bertone, non è un’operazione politicamente miope? Avrebbe incassato un rilancio politico e di immagine. Invece è saltato tutto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Evidentemente ritiene di essere in grado affrontare un conflitto di questo tipo. All’epoca del fascismo vi sono molti episodi così. Il manganello di carta c’era anche allora. Il giro di direzioni recenti nei giornali filo berlusconiani sembra la replica della cacciata di Montanelli. L’idea che si debba andare di nuovo ai materassi, come nel Padrino. Ma quello che mi inquieta è nell’altro campo, tra i cattolici, nella Chiesa: che significa l’intervista del direttore dell’Osservatore Romano Vian al Corriere che si dissocia da Boffo?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lo dice con ironia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Tutt’altro, ma è come se si dicesse: da una parte ci sono i cattolici e i loro vescovi, con i loro giornali e così via. Questi si arrangino e facciano la loro battaglia. Dall’altra c’è la potenza straniera che spiega che Stato e Chiesa sono due ordinamenti sovrani e autonomi ciascuno. Ma si dà il caso che questa formula bellissima deve vivere nella realtà quotidiana, e che si tratta di due ordinamenti che governano lo stesso popolo. Nel libro ho spiegato che i cattolici italiani sono stati importanti non quando si sono sentiti rappresentanti dell’Italia cattolica ma quando si sono sentiti rappresentanti dei cattolici in Italia. Questa contraddizione è una delle ragioni della difficoltà attuale e del fatto che i cattolici, dal tempo della fine della Dc, salutata per molti, anche vescovi, come una liberazione, in realtà ha segnato il fatto che i cattolici sono politicamente insignificanti, ovunque siano dislocati. L’unità politica dei cattolici, nella Dc, era un valore, non un disvalore».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Con le dimissioni di Boffo finisce il "ruinismo", ovvero la non rappresentanza dei cattolici in un partito unico?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Guardi che Ruini non ha masi sponsorizzato quel progetto. Ruini ha solo gestito bene l’uscita dei cattolici dalla Dc prendendo atto della situazione. Ma anche per lui l’unità politica era un valore. Per quanto mi riguarda, anche quando ero segretario del Ppi, considerato l’erede della Dc, ho sempre ricevuto aiuto e solidarietà. Ricordo una cena in Laterano con De Rita, che il cardinale auspicava potesse essere un buon candidato alle elezioni del sindaco del ’93, quelle in cui Berlusconi scaldando la discesa in campo si dichiarò a favore di Fini. Mi ricordo che la sua cuoca cucinava delle ottime fratte. De Rita si tirò indietro, col suo tipico fare romanesco disse: « È una questione di chimica e la chimica non corrisponde». Alla fine la sfida fu tra Fini e Rutelli. Ruini appoggiava il progetto del Ppi a patto che ci fosse anche Buttiglione. Ma Buttiglione entra nella direzione perché io dico di no a Franceschini. Seppi poi che era un allievo di Zaccagnini. Ma io non lo volevo perché era uomo di De Mita. Tanto è vero che per quel motivo litigai con Ciriaco. Fui io a spiegare a Ruini a un certo punto, quando perdevamo dappertutto: eminenza ci lasci perdere, siamo una palla al piede. Ma per l’oggi non sono pessimista. Qualcosa succederà. Arriverà una generazione di persone come quelle della costituente che vedevano le cose per la prima volta, come un fulgore mattutino. Come quella del 25 aprile 1945, che all’edicola trovò dei nuovi giornali».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-7958555178585569503?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/7958555178585569503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=7958555178585569503&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7958555178585569503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7958555178585569503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/09/i-cattolici-e-il-potere-intervista-mino.html' title='I cattolici e il potere: intervista a Mino Martinazzoli'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sq5DvVHPlLI/AAAAAAAAAqk/zEp84pv7rng/s72-c/mart8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-6069485937923995737</id><published>2009-09-13T12:17:00.003+02:00</published><updated>2009-09-13T12:20:13.584+02:00</updated><title type='text'>A tutti gli Amici</title><content type='html'>Chiedo scusa per la latitanza e il silenzio, ma sono in via di trasloco! Dal 27 settembre sono a Castelceriolo; poi riprenderò ad essere presente...&lt;br /&gt;Ringrazio tutti per i molti messaggi ricevuti a seguito della lettera in cui spiego le ragioni del trasferimento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-6069485937923995737?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/6069485937923995737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=6069485937923995737&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/6069485937923995737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/6069485937923995737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/09/tutti-gli-amici.html' title='A tutti gli Amici'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-6571762513358550633</id><published>2009-08-22T11:22:00.002+02:00</published><updated>2009-08-22T11:35:45.546+02:00</updated><title type='text'>Nè guelfo nè ghibellino</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ripropongo per gli amici l'ottimo intervento di Agostino Pietrasanta pubblicato da http://www.cittafutura.al.it a proposito delle mai sopite e sempre irrisolte polemiche legate alla presenza dell'ora di religione nella scuola pubblica. Molte polemiche, al di là delle opinioni sul Concordato - garantito dall'art. 7 della nostra gloriosa Costituzione - nascono a mio avviso dal fatto che siamo nell'ambito del dialogo tra sordi... Come sempre l'equilibrio di Agostino Pietrasanta può fornire un punto di conprensione, di dialogo vero e anche di incontro di posizioni. E' questo in fondo l'apporto più importante alla vita politica italiana (e non solo) del "cattolicesimo democratico". E' un importante capitolo di riflessione (il "cattolicesimo democratico") anche per il cantiere del PD, pena la mancanza di un'anima e di una identità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Non mi ritengo né guelfo, né ghibellino: a parte il significato dei termini, storicamente determinato, essi richiamano oggi categorie e posizioni, non solo fra loro incompatibili, ma incomunicabili, chiuse al dialogo, al confronto delle opzioni e dunque assolutamente sgradevoli al mio modo di intendere. Preferisco, cristiano e credente, quale mi ritengo, sostenere con forza la distinzione tra ciò che costituisce la vita di fede e la presenza attiva nella città dell’uomo: distinzione non separazione. &lt;br /&gt;Ciò comporta, tra le varie e logiche conseguenze, la difesa della laicità dello Stato e delle istituzioni pubbliche, nonché l’aconfessionalità della politica. Resta inteso che, ciò posto, la laicità non può che essere un metodo corretto di intendere il ruolo dell’intervento pubblico, per cui non può essere concepita che come fatto positivo; parlare di laicità buona costituisce una semplice tautologia: la laicità non può essere se non buona, in quanto tale.&lt;br /&gt;Va da sé che non si tratta solo di definire dei concetti, si tratta di realizzare una condizione: nel concreto. Prendiamo, allora, come esempio, la questione dell’insegnamento della religione cattolica (IRC), nella scuola di Stato, ritornata all’attenzione del dibattito, dopo la sentenza TAR Lazio che ha limitato la partecipazione dei docenti IRC alle attività degli scrutini.&lt;br /&gt;Al riguardo, il dibattito in corso ha chiarito alcuni elementi fondamentali di riferimento, ne ha passati altri sotto silenzio. Mi limito a riprendere un giudizio da me espresso molte volte in altra sede, forse con qualche libertà in più, grazie alla disponibilità del nostro sito.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/So-7z1fqboI/AAAAAAAAAqE/1kmHnFnBod0/s1600-h/OraDiReligione.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 268px; height: 350px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/So-7z1fqboI/AAAAAAAAAqE/1kmHnFnBod0/s400/OraDiReligione.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5372719379683896962" /&gt;&lt;/a&gt;Va detto innanzitutto che se IRC volesse significare un intervento catechistico, esso non sarebbe semplicemente ammissibile nel sistema scolastico, così come previsto dalle indicazioni della carta costituzionale. Non solo: non sarebbe ammissibile qualunque tipo di insegnamento che dovesse presupporre una scelta di fede religiosa o dovesse indirizzare direttamente ad un obiettivo di natura confessionale. L’insegnamento in parola, deve caratterizzarsi per la sua connotazione culturale, in quanto la religione cattolica e l’esperienza del fatto cristiano abbiano contribuito alla formazione di alcuni essenziali elementi della civiltà di appartenenza: elementi senza dei quali non si capirebbero tratti fondanti il lungo periodo della tradizione del nostro popolo e della nostra nazione.&lt;br /&gt;Scendo nel concreto. Senza adeguata competenza degli influssi religiosi sarebbe quasi impossibile capire l’evoluzione dell’assolutismo e della sua fondazione sacrale; come dire che sarebbe incomprensibile la genesi dello Stato nazionale. Senza una conoscenza adeguata della fondazione religiosa dei diritti della persona, non si capirebbero i fenomeni di frattura fra le chiese cristiane ed i totalitarismi e di conseguenza alcuni degli aspetti più controversi delle dinamiche totalitarie; e ciò, indipendentemente dai compromessi delle autorità ecclesiastiche coi fascismi.&lt;br /&gt;Allo stesso modo sarebbe difficile capire il contrastato cammino della libertà religiosa senza una disamina attenta non solo delle condanne magisteriali al riguardo e poi delle indicazioni in contrario del Vaticano II, ma anche della sensibilità religiosa prevalente nei secoli dell’età moderna. Resta inteso che, anche alla luce delle questioni accennate, il metodo di IRC, come qualunque altro metodo di insegnamento non potrà essere apologetico, ma coerentemente critico, le cui conclusioni non possono essere imposte agli alunni, ma, per quanto sia possibile, vanno lasciate alla sua libertà di opzione.&lt;br /&gt;Certo, c’è lo spinoso problema dell’ insegnante di religione.&lt;br /&gt;Procedo con inevitabile schematismo. Resta inteso che se IRC riguarda la trasmissione di cultura e se tale trasmissione riguarda l’iniziativa dello Stato (art. 9 della Costituzione), solo lo Stato ne può nominare gli insegnanti, con criterio analogo a quello degli altri insegnanti; la Chiesa non può e non deve essere coinvolta nel procedimento di assunzione dei docenti: qui ne va sul serio della laicità delle istituzioni. Ci si chiede. Con quali competenze? &lt;br /&gt;La norma, a volte può aiutare. Noi non abbiamo facoltà teologiche di Stato; lasciamo stare ogni polemica sulla loro soppressione, nel periodo del conflitto risorgimentale. Ci sono però delle facoltà pontificie i cui titoli di studio sono riconosciuti, per patti concordatari e leggi dello Stato, dalla Repubblica italiana. Delle due l’una: o quel riconoscimento viene ignorato o le lauree rilasciate dalle facoltà pontificie potrebbero essere opportunamente vagliate nei concorsi pubblici per l’idoneità all’insegnamento della religione cattolica. Sarebbe un punto di partenza per ragionare sulla soluzione di un problema che, in ogni caso, deve riguardare solo la competenza dello Stato.&lt;br /&gt;Una breve aggiunta. Un IRC, come lo abbiamo inteso, non lo capisco come facoltativo, almeno nella sostanza; tuttavia siamo di fronte ad una situazione tanto complessa ed ingarbugliata dalle opposte fazioni ideologiche, che non aggiungerei problema a problema. Per una questione di realismo, lasciamo pure la libertà di scegliere; tuttavia si tratta di tollerare, in condizioni di oggettiva difficoltà a diversa e più logica soluzione.&lt;/span&gt;   &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Agostino Pietrasanta&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-6571762513358550633?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/6571762513358550633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=6571762513358550633&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/6571762513358550633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/6571762513358550633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/08/ne-guelfo-ne-ghibellino.html' title='Nè guelfo nè ghibellino'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/So-7z1fqboI/AAAAAAAAAqE/1kmHnFnBod0/s72-c/OraDiReligione.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-234577346171105120</id><published>2009-07-15T16:16:00.005+02:00</published><updated>2009-07-15T16:27:49.798+02:00</updated><title type='text'>Quando muore un soldato</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Due ottimi interventi di Tonio Dell’Olio &lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Otto lunghissimi anni in Afghanistan avrebbero dovuto essere sufficienti a far comprendere che la presenza in armi in quel Paese da parte dell’occidente non solo non è utile a nessuno ma rischia di diventare dannosa o tragica per tutti. Se dopo otto anni ci ritroviamo a piangere la morte di un altro giovane e il sentimento del dolore si mescola a quello della rabbia, significa che la pressione militare non può essere l’unica risposta o che quanto meno da sola si rivela insufficiente.&lt;br /&gt;Il corpo senza vita di Alessandro, 25 anni e tanta voglia di vivere, ci urla di rivedere le nostre risposte e gli strumenti del nostro intervento e della nostra presenza nelle zone di crisi del mondo. La risposta del ministro della difesa è vecchia, superata dai fatti, paradossale. Non si può pensare ancora che la soluzione possa consistere nell’aumentare l’efficienza di mezzi e strumenti di guerra.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sl3m638hAII/AAAAAAAAApc/ZWeI79KH8UY/s1600-h/stor_16265955_26370.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 186px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sl3m638hAII/AAAAAAAAApc/ZWeI79KH8UY/s400/stor_16265955_26370.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358693030765330562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Caro signor ministro e se invece questa volta giurassimo sulla vita di Alessandro di invertire la tendenza fin qui seguita e rafforzassimo la cooperazione? Se decidessimo di destinare alle popolazioni afghane le garanzie di sviluppo e di benessere che i Taliban non sono in grado di offrire, forse avremmo vinto insieme la prima battaglia. Taglieremmo l’erba sotto i piedi del terrorismo e creeremmo un consenso maggiore di quanto non riescano a fare le armi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;15 luglio 2009 (http://www.peacelink.it/mosaico/a/29932.html)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ma cos’è sto G8?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;G8 pacchetto azionario di maggioranza della Banca Mondiale in grado di condizionare l’economia e la finanza di tutti i Paesi. Di condannare a morte o richiamare in vita gli abitanti di un’intera regione del mondo.&lt;br /&gt;G8 tappeto rosso del potere, Holliwood della politica, festival di quelli che contano per davvero o che credono di contare.&lt;br /&gt;G8 che sa di non bastare più a se stesso perché la Cina non è vicina: è andata oltre; l’India s’è fatta strada; il Brasile è leader continentale.&lt;br /&gt;G8 che detta le regole del mercato mondiale sempre a favore dei soliti noti e grandi elettori.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sl3nFKy6H5I/AAAAAAAAApk/Ai5lYnQgc0M/s1600-h/_MG_2465,0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sl3nFKy6H5I/AAAAAAAAApk/Ai5lYnQgc0M/s400/_MG_2465,0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358693207623999378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;G8 di Genova 2001, due mesi prima della strage delle Torri Gemelle non fiuta l’aria, redige un documento finale nel quale la parola terrorismo non appare nemmeno di striscio.&lt;br /&gt;G8 vetrina buona, club dei ricchi, status simbol del potere, buono per una foto ricordo e per dire “io c’ero!”.&lt;br /&gt;G8 sfarzo e spreco.&lt;br /&gt;G8 è l’automobilista romano incazzato, incastrato nel traffico che urla: “Buffoni, statevene a casa invece di rompere le palle alla gente che lavora”.&lt;br /&gt;G8 in visita allo zoo umano della tragedia abruzzese e gli abruzzesi non sono d’accordo.&lt;br /&gt;G8 novanta per cento della produzione e del commercio di armi.&lt;br /&gt;G8 strette di mano e pacche sulle spalle.&lt;br /&gt;G8: la gente, i drammi, la miseria ma anche le speranze sono altrove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;9 luglio 2009 (http://www.peacelink.it/mosaico/a/29901.html)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-234577346171105120?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/234577346171105120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=234577346171105120&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/234577346171105120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/234577346171105120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/07/quando-muore-un-soldato.html' title='Quando muore un soldato'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Sl3m638hAII/AAAAAAAAApc/ZWeI79KH8UY/s72-c/stor_16265955_26370.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-7803731352768054123</id><published>2009-07-14T11:47:00.000+02:00</published><updated>2009-07-14T11:47:27.452+02:00</updated><title type='text'>Blog Internazionale: I Grandi Numeri dell'Aquila.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.bloginternazionale.com/2009/07/i-grandi-numeri-dellaquila.html#links"&gt;Blog Internazionale: I Grandi Numeri dell&amp;#39;Aquila.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-7803731352768054123?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.bloginternazionale.com/2009/07/i-grandi-numeri-dellaquila.html#links' title='Blog Internazionale: I Grandi Numeri dell&apos;Aquila.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/7803731352768054123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=7803731352768054123&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7803731352768054123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/7803731352768054123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/07/blog-internazionale-i-grandi-numeri.html' title='Blog Internazionale: I Grandi Numeri dell&apos;Aquila.'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-5733775564279911434</id><published>2009-07-14T09:59:00.003+02:00</published><updated>2009-07-14T10:03:10.298+02:00</updated><title type='text'>Oggi sciopero!</title><content type='html'>"Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Slw6_JflhtI/AAAAAAAAApM/cFdXANVC5Co/s1600-h/SCARICAILLOGOEPUBBLICALO.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 369px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Slw6_JflhtI/AAAAAAAAApM/cFdXANVC5Co/s400/SCARICAILLOGOEPUBBLICALO.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358222513218619090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1427929672426499993-5733775564279911434?l=observator-dwf.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://observator-dwf.blogspot.com/feeds/5733775564279911434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1427929672426499993&amp;postID=5733775564279911434&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5733775564279911434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1427929672426499993/posts/default/5733775564279911434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://observator-dwf.blogspot.com/2009/07/oggi-sciopero.html' title='Oggi sciopero!'/><author><name>dwf</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00454578191850322165</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://3.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SW9jlJOZqSI/AAAAAAAAAag/gQeSepTuxGo/S220/Io+1+marzo+2008.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/Slw6_JflhtI/AAAAAAAAApM/cFdXANVC5Co/s72-c/SCARICAILLOGOEPUBBLICALO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1427929672426499993.post-3982740702033461319</id><published>2009-07-10T16:40:00.004+02:00</published><updated>2009-07-10T16:56:10.222+02:00</updated><title type='text'>Trasferimento... ma nulla cambia!</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Poichè la Voce alessandrina ha pubblicato questa mattina l'annuncio del mio trasferimento, cambio parrocchia, del resto da me richiesto, pubblico la lettera di spiegazione che verrà consegnata ai miei parrocchiani per spiegarne il senso. Ma anche a Castelceriolo c'è - oltre al casello autostradale di Alessandria Est - la connessione internet!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandria, 11 luglio 2009 Festa di San Benedetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Carissimi Parrocchiani&lt;/span&gt;,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; quando il 3 ottobre 1993 sono stato presentato dal Vescovo Mons. Charrier alla Comunità del Suffragio, a chi mi augurava di restare fino “alla pensione” rispondevo che mi sembrava più giusto restare per 10-12 anni, pena l’invecchiamento delle persone, delle idee, degli entusiasmi. Di anni ne sono passati sedici!&lt;br /&gt;Sento perciò la responsabilità di far sì che vi sia “vino nuovo in otri nuovi”, come diceva il Vangelo nei giorni scorsi! Così già da qualche mese avevo dato la disponibilità al Vescovo per un cambio, utile per me e per la Comunità, dicendogli anche che non mi sarebbe dispiaciuto, né lo avrei sentito come una “diminuzione” o uno scendere “nella carriera”, andare a fare il parroco in un paese, un’esperienza che mi manca... Chi mi conosce sa anche che cosa penso della preoccupazione o dell’ansia di “far carriera” nella Chiesa! L’unica carriera che mi interessa è quella che permette a qualche persona – anche attraverso il mio servizio – di incontrarsi con il Signore Gesù e con il suo Vangelo... Fa carriera nella Chiesa chi sa accompagnare qualche persona – magari nel segreto – “sulla soglia di Dio”: questo credo sia il compito di un prete, compito che lì finisce, perché ciò che avviene dopo, il varcare o no quella soglia, riguarda solo il dialogo personale e filiale tra l’uomo o la donna e Dio stesso...&lt;br /&gt;Al Vescovo che temeva “letture indebite” ho anche assicurato che avrei ben spiegato che lui stesso rispondeva ad un mio desiderio, anche per avere più tempo da dedicare ad altri interessi e iniziative che mi stanno a cuore e che mi portano spesso ad accettare impegni fuori da Alessandria.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SldWL4RsGqI/AAAAAAAAAo8/mMA7CSgpIJ4/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 104px; height: 132px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VVElU_Kg-Sk/SldWL4RsGqI/AAAAAAAAAo8/mMA7CSgpIJ4/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356845043865623202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Certo che è una scelta che mi costa! Tutti possono comprendere bene che in sedici anni si creano legami profondi e forti, che si consolidano quando si sono vissuti insieme momenti di gioia e di tristezza, quando si sono intrecciati dialoghi (magari più importanti e arricchenti per me che per gli altri, conoscendo i miei limiti), quando si sono avute generosissime collaborazioni e attenzioni, quando molti sono riusciti ad andare al di là dei miei silenzi (ho abbondanza di parole sono nelle omelie e nei dialoghi personali, ma ben poche parole di fronte alle incomprensioni o ai giudizi critici senza la volontà di dialogo vero). Penso che tutti potranno comprendere che cosa comporta a livello personale lo strappo che comunque si verifica – anche se si va a pochi minuti di distanza – negli affetti e nelle amicizie. In occasione della morte di mia madre, dodici anni fa, dissi che la mia unica famiglia (essendo mio fratello e tutti i miei parenti lontani da Alessandria), quella che sentivo come mia famiglia, era proprio la mia Comunità, e sapete che non amo dire frasi retoriche!&lt;br /&gt;Negli anni scorsi, fino a due anni fa, molti altri impegni occupavano la mia vita, portandomi spesso fuori Parrocchia; sono stati gli anni in cui ho avuto la fortuna di poter collaborare intensamente – con quali risultati e quale utilità per gli altri lo dirà il futuro – con il Vescovo Charrier: ho avuto in quegli anni la fortuna di avere l’aiuto prezioso di don Paolo, don Pietro Gandolfo, don Attilio Goggi, don Carlo Gualco e ora anche di don Giovanni Ginevri: soprattutto a loro deve andare la gratitudine mia e della Comunità, perché hanno abbondantemente supplito ai miei limiti, alle mie assenze e anche alle mie trascuratezze. Come a tanti straordinari e competenti laici che sono stati veri collaboratori nell’attività pastorale della parrocchia, di più, persone che sentono una vera corresponsabilità, di cui
